L’effetto di realtà del Gesù degli Ado

Ci sono storie che vengono raccontate perché l’incontro si compia. Allora si combinano emozione, immaginazione, amicizie, affetto, fede, silenzi … e ci cambiano lo sguardo. Ma cosa succede quando l’oggetto della nostra attenzione è Gesù? Fossimo discepoli o folle, farisei o scribi, Battista o Erode, nazareni o di Cafarnao, bergamaschi o altro … tutti, anche in clima di incertezze, vogliamo sapere chi è.

I 9 diciottenni della cosiddetta Professione di Fede mi hanno mostrato una gioia matta di essersi ritrovati a viaggiare dalle stanze dell’Oratorio fino ai confini dello stupore e fare di tutto per “toccare l’ospite”, proprio quello del Vangelo, come se avessero voluto rivivere uno dei momenti centrali descritto da Luca (7,36-50) sull’intrusa senza nome, o in casa di Marta e Maria (10,38), per indagare l’immagine viva, inattesa e reale di Gesù con pochi ma efficaci elementi narrativi. Parafrasando Shūsaku Endō in Vita di Gesù ci chiediamo: Quali segreti si celavano ai loro occhi?

Lo domandiamo ai 18enni di oggi e di ieri che hanno vissuto l’esperienza della Professione di Fede.

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