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Cambiare, ma per diventare chi?
C’è una canzone, «22 settembre», in cui Ultimo canta di un treno diretto nel futuro e dice che lui non lo prenderà: preferisce restare dov’è, nel presente, a godersi quello che c’è. Chissà quanti ragazzi ci si riconoscono.…
C’è una canzone, «22 settembre», in cui Ultimo canta di un treno diretto nel futuro e dice che lui non lo prenderà: preferisce restare dov’è, nel presente, a godersi quello che c’è. Chissà quanti ragazzi ci si riconoscono. Solo che a quattordici anni quel treno ha un orario preciso: è il modulo d’iscrizione alle superiori. Ti dicono che stai scegliendo la tua vita. Tu non sai ancora chi sei; gli adulti intorno sembrano saperlo meglio di te. Qualcuno, magari senza dirlo, ha già deciso che «per uno come te va bene così».
È un’immagine che potrebbe riguardarci? Quante volte abbiamo letto il futuro di un ragazzo nei voti di terza media, o pensato che imparare un mestiere fosse la strada di chi «non è portato per studiare»? Eppure basterebbe entrare in un laboratorio, guardare due mani che finalmente sanno fare qualcosa, per accorgerci che lì sta succedendo molto di più.
«Trasformazione» è la parola che apre il percorso di quest’anno della Voce. Ma cambiare non basta a dirci dove stiamo andando. Si può crescere scoprendo un talento oppure adattandosi a un ripiego; acquistare sicurezza oppure smettere di farsi domande. Per capire se stiamo davvero preparando il futuro dei ragazzi, occorre guardare anche a come li ascoltiamo, soprattutto quando non somigliano a ciò che avevamo immaginato per loro.
Dalla comunità
Comunicare oggi: la Voce di una comunità
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L’archivio della Voce, dal 1956
Entra nell’archivio →Settant’anni di cronaca di Seriate che ci piacerebbe digitalizzare, riconoscere carattere per carattere e rendere ricercabili per parola, nome, anno e zona. Il lavoro è appena cominciato.
La carta del 1956 è fragile e si maneggia una volta sola. Se sei archivista, bibliotecario o storico e sai come si tratta un fondo documentario, la tua competenza ci serve. Chi invece vuole sostenere il progetto può farlo con una sottoscrizione: la digitalizzazione ha un costo per pagina, e senza fondi non parte.
Io l’aspettavo ieri
Settant’anni di Voce, portati a mano. Viaggio tra le distributrici e distributori che ogni mese portano la rivista casa per casa
Da settant’anni la Voce viene a trovarti.
Mille copie di carta. Venticinquemila abitanti.
Ogni mese la Voce arriva nelle case, portata a mano dalle distributrici di zona. L’abbonamento alla Voce si fa in segreteria parrocchiale o con l’incaricato della tua zona: 30 € l’anno, 35 € con la spedizione postale in Italia.










