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Diocesi di Bergamo · Comunità pastorale di Seriate Messa in diretta ore 10.00 Radio parrocchiale
Domenica 8 novembre 2026
Parrocchia di Seriate
Santissimo Redentore · dal 1808
PASTORALE

Consiglio Pastorale del 04.05.2026

redazione 4 maggio 2026

In data 4 maggio 2026, alle ore 20.45, il Consiglio Pastorale Parrocchiale si è riunito presso sala Cortinovis

Presenti: don Mario Carminati, don Leonardo Zenoni, don Alberto Varinelli, don Fabiano Finazzi, don Marcello Bonanomi, don Mirco Perletti, diac. Carlo Cancelli, suor Laura Lazzaroni, sig. Pierangelo Algeri, sig.ra Gina Amigoni, sig. Virgilio Fornoni, sig. Riccardo Lussana, sig. Fausto Duca, sig. Giovanni Stucchi, sig.ra Michela Campana, sig. Alessandro Oldoni, sig.ra Barbara Leonardi, sig.ra Barbara Rubbi, sig. Luca De Filippo, sig. Diego Carminati, sig.ra Alessandra Rossoni

Assenti giustificati:, sig.ra Valentina Giudici, , sig. Simone Chiodini, don Vladimir Kolupaev

Segretario verbalizzatore: sig. Luca De Filippo

La seduta si apre con la preghiera comunitaria e l’invocazione a Maria.

Don Mario Carminati introduce l’ordine del giorno e presenta brevemente il documento riguardante il Consiglio Pastorale, predisposto sulla base della bozza già fornita dalla Diocesi.

Il documento verrà sottoposto all’approvazione nella prima seduta del Consiglio Pastorale Diocesano, prevista per la settimana successiva di questo mese.

Vengono richiamati gli orari delle celebrazioni, già votati e attuati sulla base delle indicazioni emerse nella precedente seduta del Consiglio Pastorale.

Si affronta inoltre la possibilità di sospendere alcune celebrazioni durante il periodo estivo, per cui sono previste le seguenti modifiche agli orari ordinari:

la Messa domenicale delle ore 11:30 in chiesa parrocchiale è sospesa per tutto il periodo di luglio e agosto;

Messa del mercoledì alle ore 18:00 in chiesa parrocchiale: sospesa nei mesi di luglio e agosto sostituita dalla Messa delle ore 20:00 al cimitero

Messa feriale delle ore 9:00 a San Giuseppe: sospesa nel mese di agosto.

Messa domenicale delle ore 17:00 a Paderno sospesa nel mese di agosto.

Messa del venerdì sera a Sant’Eurosia nei mesi di giugno, luglio e agosto  viene celebrata ogni venerdì alle ore 20:30.

ORGANIZZAZIONE FUNERALI

Don Mario introduce la questione della gestione dei funerali, ricordando che attualmente la parrocchia non accoglie funerali relativi a persone che non risiedono più da tempo a Seriate, indirizzando le famiglie verso la comunità parrocchiale di appartenenza. Tale scelta è motivata anche dall’elevato numero di funerali celebrati annualmente, circa 200, e dalle difficoltà pastorali e organizzative che ne derivano.

Viene quindi aperto il confronto sulla possibilità di introdurre, in futuro, forme di celebrazione comunitaria delle esequie o modalità differenziate di accompagnamento al lutto.

Don Alberto propone di valutare la possibilità di inserire i funerali all’interno di alcune celebrazioni ordinarie, chiedendo chiarimenti sulle modalità concrete di eventuali funerali comunitari.

Il sig. Riccardo Lussana osserva che celebrare le esequie durante le Messe ordinarie potrebbe rappresentare un’opportunità per coinvolgere maggiormente la comunità nell’accompagnamento dei defunti.

Don Mario spiega che finora non si è mai manifestata concretamente l’esigenza di celebrare funerali per più defunti contemporaneamente. Riconosce tuttavia che la diminuzione del numero dei sacerdoti rappresenta un elemento che dovrà essere preso in considerazione nel prossimo futuro. Sottolinea inoltre le difficoltà organizzative legate alla modifica dell’attuale sistema delle celebrazioni.

Don Alberto propone una differenziazione delle modalità di accompagnamento, prevedendo, accanto alla celebrazione completa delle esequie, anche un semplice momento di preghiera, che possa alleggerire l’impegno organizzativo e sacerdotale e, al contempo, rispondere alle diverse esigenze delle famiglie.

Il sig. Giovanni Stucchi richiama il rischio che il funerale e i servizi ad esso collegati vengano vissuti prevalentemente in una logica economica e non pastorale. Si dichiara favorevole alla possibilità di diversificare le proposte, offrendo anche un momento di preghiera.

Don Leonardo sottolinea l’importanza di riscoprire il significato Cristiano del funerale e del suffragio per i defunti, richiamando anche l’esempio di alcune realtà, come quella irlandese, nelle quali le celebrazioni dei funerali assumono modalità differenti rispetto a quelle attualmente diffuse.

La sig.ra Barbara Rubbi evidenzia la delicatezza del momento del funerale e la necessità, per i familiari, di vivere un momento di intimità e di accompagnamento personale del defunto.

Don Mario ribadisce inoltre che il cambiamento della mentalità culturale sta portando, in alcuni casi, a comportamenti non conformi al significato cristiano della celebrazione e a una partecipazione sempre più debole e informale.

Il sig. Riccardo Lussana osserva che l’introduzione di celebrazioni comunitarie, non solo nell’ambito dei funerali ma eventualmente anche in altri ambiti della vita pastorale, potrebbe rappresentare un cambiamento significativo e suscitare discussioni e resistenze. Ritiene tuttavia che tali scelte potrebbero rendersi necessarie in relazione all’evoluzione della società e delle esigenze pastorali.

Il diac. Carlo Cancelli pone importanza sulla questione del rapporto tra la volontà della persona defunta e quella dei familiari. Si chiede, in particolare, come debba comportarsi la comunità quando una persona che non frequentava più la parrocchia desidera comunque un funerale cristiano, oppure quando una persona credente viene privata della celebrazione delle esequie per scelta dei familiari. Pur senza assumere una posizione precisa, sottolinea la problematicità e la sofferenza che possono derivare dal negare la celebrazione cristiana a una persona credente.

Don Mario precisa che episodi di questo tipo si sono verificati occasionalmente, ma che la principale questione pastorale riguarda la situazione ordinaria: il numero crescente di funerali, la ridotta partecipazione e la difficoltà nel coinvolgere realmente le persone presenti.

La sig.ra Michela Campana chiede come potrebbero essere concretamente organizzati e distinti eventuali funerali comunitari. Porta inoltre l’esempio di celebrazioni nelle quali il sacerdote spiegava all’assemblea il significato e le modalità dei diversi momenti del rito, con finalità anche formative.

Il sig. Alessandro Oldoni conferma la difficoltà e la possibile perplessità che si potrebbe generare a livello culturale data dall’introduzione di un modello di funerale comunitario.

La sig.ra Gina Amigoni osserva che proprio la dimensione comunitaria potrebbe favorire una maggiore partecipazione della comunità al momento del lutto.

Il sig. Giovanni Stucchi propone di affrontare anche culturalmente il tema del funerale comunitario. Osserva che la presenza di più bare è tradizionalmente associata a situazioni eccezionali, come tragedie o stragi, basti pensare al periodi COVID, mentre sarebbe necessario modificare gradualmente questa percezione e considerare la celebrazione comunitaria come una possibile modalità ordinaria di accompagnamento.

Don Mario sottolinea che un cambiamento di questo tipo richiederebbe un adeguato percorso di formazione e sensibilizzazione della comunità, necessariamente con tempi anche lunghi.

La sig.ra Alessandra Rossoni propone di valutare la possibilità che siano gli stessi sacerdoti, nel momento in cui incontrano le persone colpite da un lutto, a proporre eventualmente di vivere il dolore insieme ad altre famiglie nella stessa situazione, favorendo così una dimensione comunitaria dell’accompagnamento.

Don Leonardo ribadisce che l’eventuale introduzione dei funerali comunitari non dovrebbe essere pensata esclusivamente come uno strumento per alleggerire il lavoro dei sacerdoti. Anche in caso di differenziazione delle proposte, ritiene importante mantenere una celebrazione completa delle esequie in chiesa, con tutta la ricchezza e il significato del rito. Sottolinea nuovamente la necessità di spiegare alla comunità che cosa sia realmente il funerale cristiano.

Don Mario ricorda inoltre la proposta del Vescovo di valorizzare, all’interno della preghiera dei fedeli, in particolare nell’ultima intenzione, gli interventi dei familiari che talvolta vengono inseriti nella celebrazione sotto forma di testimonianza personale. Viene inoltre richiamata la questione della partecipazione alla Comunione, considerato che in alcune occasioni anche i familiari del defunto scelgono di non comunicarsi.

La sig.ra Barbara Rubbi osserva che un cambiamento di questo tipo richiederebbe una trasformazione della mentalità della comunità, con un significativo investimento di tempo e di energie.

Il sig. Giovanni Stucchi sottolinea che le maggiori resistenze potrebbero paradossalmente emergere proprio tra i praticanti più coinvolti nella comunità e tra le persone maggiormente legate alle modalità tradizionali, che potrebbero non accettare facilmente l’idea di unificare celebrazioni riferite a famiglie e defunti diversi.

Don Mario conclude osservando che la realtà di una città come Seriate presenta caratteristiche differenti rispetto a quelle dei paesi più piccoli o delle comunità di quartiere, nelle quali la dimensione comunitaria può essere più immediata e introduce il prossimo argomento.

ORGANIZZAZIONE E COORDINAMENTO VOLONTARI

Don Mario presenta la crescente difficoltà nel reperire all’interno della comunità volontari disponibili a collaborare sia nella gestione e direzione dei lavori sia nella loro preparazione e realizzazione. La parrocchia necessita costantemente di interventi di manutenzione e di lavori presso diverse strutture, tra cui le case dei curati, le chiese e i centri pastorali. Numerose incombenze burocratiche e operative vengono attualmente gestite direttamente dai curati e da un numero ristretto di volontari. Viene evidenziato come gli adempimenti burocratici siano aumentati notevolmente e come le competenze dei professionisti che fanno parte del CPAE non possano essere utilizzate in modo continuativo, anche in considerazione dei loro impegni lavorativi. La mancanza di volontari rende necessario valutare, laddove non sia possibile reperire persone disponibili, il ricorso a personale retribuito, con conseguenti costi a carico della parrocchia.

La sig.ra Alessandra Rossoni propone di predisporre una sorta di organigramma delle necessità, individuando con chiarezza le posizioni e le competenze mancanti, così da poter comunicare concretamente alla comunità quali siano le persone di cui la parrocchia ha bisogno.

Don Leonardo concorda sulla necessità di individuare persone disponibili oppure, laddove ciò non fosse possibile, ricorrere a personale retribuito. Sottolinea che le strutture non possono essere lasciate degradare, anche se la carenza di persone potrebbe comportare la riduzione o la sospensione di alcune iniziative e proposte.

Don Mario si dichiara favorevole alla predisposizione di un organigramma delle necessità e ribadisce la complessità degli interventi, sia dal punto di vista burocratico sia per la necessità di specifiche competenze tecniche. La medesima difficoltà riguarda anche l’organizzazione delle feste e delle attività parrocchiali, dove le carenze vengono attualmente gestite cercando di “tappare i buchi” e di adeguarsi contemporaneamente alle nuove norme burocratiche.

La sig.ra Barbara Rubbi osserva che potrebbe essere utile coinvolgere persone pensionate con competenze pratiche e con esperienza nei diversi lavori.

Don Mario evidenzia tuttavia che oggi il ricorso a persone pensionate, come avveniva in passato, è più complesso a causa delle normative vigenti e della necessità di rispettare idoneità, autorizzazioni e requisiti specifici per l’esecuzione dei lavori.

QUESTIONE SOCIETÀ AURORA SERIATE CALCIO

Don Mario presenta la situazione relativa alla società Aurora Seriate, evidenziando la difficoltà della società nel rimborsare alla parrocchia le spese sostenute per l’utilizzo delle strutture (luce, acqua e gas) quantificate in circa 18.000 euro all’anno. La società, nata originariamente all’interno della realtà parrocchiale, ha successivamente attraversato un graduale passaggio di maggiore autonomia ma sempre, almeno fino a poco fa, collegato alla parrocchia. Viene rilevata la necessità di chiarire quale sia oggi l’indirizzo e la finalità della società rispetto alla comunità. Ribadisce che, se si escludono i costi relativi al rifacimento del campo sintetico, le utenze degli spogliatoi, l’acqua, l’energia elettrica e l’utilizzo dei campi, fino allo scorso anno, sono stati anno compensati attraverso assegni forfettari. Nell’anno in corso, invece, col cambio di presidenza, è venuto meno l’effettivo rimborso delle spese sostenute dalla parrocchia.

La sig.ra Alessandra Rossoni sottolinea l’importanza di comprendere se l’attività della società mantenga ancora una finalità realmente utile alla comunità.

Il sig. Diego Carminati richiamando anche la propria esperienza come arbitro, osserva che la società Aurora Seriate nella mens popolare attuale è ritenuta una società nella quale non tutti i bambini avrebbero le medesime possibilità di giocare. Viene inoltre osservato che, essendo la prima squadra impegnata in un campionato di livello elevato, i giocatori e parte del personale sono comunque retribuiti.

Don Fabiano sottolinea che, qualora la parrocchia dovesse spiegare con chiarezza alla comunità le motivazioni per cui non può più sostenere economicamente la società, tale scelta potrebbe essere maggiormente compresa.

Diversi membri del Consiglio richiamano le voci e le perplessità presenti nella comunità circa i valori e le finalità originarie della società, che secondo alcuni sarebbero progressivamente venuti meno.

Il sig. Virgilio Fornoni segnala la presenza di una percezione secondo la quale l’aumento delle quote associative sarebbe stato determinato dalle richieste economiche della parrocchia, precisando implicitamente la necessità di chiarire tale informazione.

Il sig. Giovanni Stucchi osserva che, anche qualora la decisione dovesse suscitare discussioni o “sollevare un polverone”, se si ritenesse che l’attuale realtà dell’Aurora non corrisponda più alla propria originaria dimensione comunitaria, non sarebbe opportuno continuare a sostenerla economicamente.

Don Alberto affronta inoltre il tema dell’utilizzo dei campi da parte di gruppi di adulti. Viene rilevato che i campi dell’oratorio vengono subaffittati dall’Aurora per partite serali a gruppi e utenti privati, generando entrate per la società senza che vi sia, allo stato attuale, un corrispondente rimborso adeguato alla parrocchia per l’utilizzo delle strutture, sia per Paderno sia per l’oratorio.

Don Fabiano propone la possibilità di una convocazione diretta della società, alla presenza di don Mario e del CPAE, per chiedere chiarimenti e rendicontazione circa la situazione economica e le modalità di utilizzo delle strutture. Il Consiglio Pastorale condivide e sostiene la necessità di tale confronto.

Don Leonardo pone infine una questione relativa all’utilizzo futuro dei campi: qualora venisse meno l’utilizzo da parte dei gruppi di adulti, sarebbe necessario interrogarsi su come valorizzare le strutture disponibili. Propone quindi di valutare la possibilità di inserire a bilancio una figura incaricata di organizzare e promuovere l’utilizzo delle strutture parrocchiali.

AGGIORNAMENTO SULLO STATO DEI LAVORI IN CORSO

Don Fabiano informa il Consiglio che, a seguito di una rivalutazione delle strutture del parco giochi destinato ai bambini, è emerso che nessuna delle strutture attualmente presenti risulta pienamente idonea. Verranno pertanto presentati due nuovi preventivi: uno relativo alla sistemazione e messa a norma dei giochi esistenti e uno relativo al completo rinnovamento del parco giochi.

Don Mario comunica inoltre che sono state rilevate ulteriori necessità di intervento, tra cui la sistemazione e la sostituzione dell’impianto di illuminazione della chiesa parrocchiale.

VARIE ED EVENTUALI

Il sig. Alessandro Oldoni porta all’attenzione del Consiglio una riflessione sulla festa di Sant’Eurosia appena conclusa, prendendo come esempio la scelta dei giochi di luce in sostituzione dei fuochi d’artificio, che ha suscitato alcune perplessità e qualche mormorio. Sottolinea tuttavia positivamente come il gruppo costituitosi per l’organizzazione della festa si sia dimostrato particolarmente affiatato, motivato e disponibile a collaborare. Viene inoltre evidenziata la possibilità di sviluppare ulteriormente questa esperienza organizzativa anche in occasione della proposta di quattro giornate di festa previste nel mese di giugno.

 La seduta termina alle ore 22.52.

La prossima seduta del Consiglio Pastorale sarà a settembre.

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