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Consiglio pastorale

Consiglio Pastorale del 28.02.2025

redazione 28 febbraio 2025

In data venerdì 28 febbraio 2025, alle ore 20.45, il Consiglio Pastorale Parrocchiale si è riunito presso l’aula 11 dell’oratorio.

Presenti: don Mario Carminati, don Leonardo Zenoni, don Alberto Varinelli, don Fabiano Finazzi, don Marcello Bonanomi, don Mirco Perletti, sig. Carlo Cancelli, suor Laura Lazzaroni, sig. Pierangelo Algeri, sig.ra Gina Amigoni, sig. Virgilio Fornoni, sig. Riccardo Lussana, sig. Fausto Duca, sig. Giovanni Stucchi, sig.ra Michela Campana, sig. Alessandro Oldoni, sig.ra Barbara Leonardi, sig.ra Barbara Rubbi.

Assenti giustificati: sig. Luca De Filippo, sig.ra Valentina Giudici, sig. Diego Carminati, sig. Simone Chiodini, sig.ra Alessandra Rossoni, don Vladimir Kolupaev, don Denis Kouadio.

Segretario verbalizzatore: sig. Riccardo Lussana

La seduta si apre con la preghiera del Giubileo e per il Santo Padre.

Don Mario Carminati introduce il primo tema all’ordine del giorno.

Situazioni e aspetti positivi oltre che problemi: numeri in calo ma per ora rilevante la tenuta, pur con salti mortali: grazie ai catechisti che accettano ancora questo impegno e grazie anche ai genitori che ancora si fidano.

In questo mese, dal nostro ultimo incontro, il parroco ha avuto interviste a ripetizione sui 5 anni dal covid (per giornalisti del Belgio, della Svizzera, dell’Olanda, del Brasile…) e c’è stata una domanda ricorrente su cosa abbia cambiato il Covid nelle persone e nella società. La mia risposta è stata: “nulla”. Passata la bufera passata la paura, emerso un desiderio di dimenticare…. anche la pastorale ha ripreso tutto da capo, cercando purtroppo solo di ricostruire, magari anche di più di prima ma le stesse identiche modalità….

Non stiamo ad esempio intercettando adeguatamente la generazione degli attuali ado che si sentono molto insicuri: dopo aver vissuto in sequenza la crisi economica (con paure per i precari posti di lavoro dei genitori), la pandemia (col timore per la vita loro e dei loro cari), le due grandi guerre in corso (con il timore che tutto esploda ancora di più).

Note sulla prassi attuale della nostra catechesi

catechesi quindicinale con pochi catechisti con la conseguente situazione di gruppi troppo numerosi; dilemma: fare gruppi ristretti, finché c’è posto e gli altri lasciare che “si arrangino” oppure continuare ad accogliere tutti in nome di quel “si fidano ancora quindi…” / catechesi superscelta in certi giorni e orari – es. sabato – ma con limitate disponibilità dei formatori… / se partecipano il sabato ma poi sono mai presenti alla messa… dobbiamo vederlo come un problema?  è allora “vera” la motivazione dei genitori? / possibilità di incontri giornalieri domenicali, anche solo saltuari, per genitori dell’impostazione quindicinale / incapacità di far vivere ai genitori l’importanza celebrativa

catechesi mensile (apprezzamento globale ma con problemi organizzativi per chi ha più figli / altra considerazione emersa dai precedenti incontri: se la scegliessero in molti probabilmente saremmo davvero in difficoltà a organizzarla / pochi formatori per adulti e quindi questo ruolo – con i genitori – è oggi gestito dai sacerdoti: nel futuro è prevedibile che possa diventare un problema garantire questo se verranno meno i sacerdoti, quindi cadrebbe tutto questo impianto?

Ma che cos’è la catechesi? Vedi proposta della sua identità a partire dal film “Il bambino e il grande cacciatore”.

Interrogativo

Continuare così finché dura? Tanto la catechesi nei primi 1500 anni di storia della Chiesa non c’è mai stata e la Chiesa è andata avanti lo stesso… Dobbiamo attendere che cambi il modello pastorale per ripensare questo? Senza lamentele però…

Seconda possibilità – da attuare come quando abbiamo pensato il mensile come un modello differente legato all’oggi – vogliamo provare a pensarci?

Proposta: un gruppetto misto (di catechisti e consiglieri pastorali) per provare a riflettere “sull’isola che ancora non c’è” a partire dalle domande evidenziate.

Sig. Riccardo Lussana: l’idea di un gruppo di lavoro sulla prospettiva futura della catechesi può funzionare, a patto che, però, non diventi un ulteriore spazio in cui esternare solo le lamentele per ciò che non va. Bisogna evitare, da un lato, di accusare le famiglie e il mondo perché sono diversi da prima e non mostrano interesse per le nostre proposte, dall’altro, di caricare i catechisti di un eccessivo “peso” o di sensi di colpa per le difficoltà incontrate.

Sig.ra Gina Amigoni: Una provocazione può essere slegare la catechesi dai sacramenti.

Sig. Fausto Duca: Con il tempo verrà meno anche l’attaccamento ai sacramenti e alla catechesi che ancora si vede oggi in parte. È difficile trasmettere alle famiglie perché mancano le basi proprio all’interno di esse, basi che prima erano solide. Trovare la formula da adottare è difficile.

Sig. Giovanni Stucchi: catechesi e scuola condividono la fatica tipica dei ruoli educativi. Il problema è culturale e viene da ben prima del COVID. Riprendendo l’idea di tempo limitato, si vede come la cultura di oggi vada in direzione opposta, di un tempo infinito e sempre presente. Anche la dimensione dell’esperienza è negata: si evita che i figli incontri pericoli e la ricerca del senso è negata. Come credenti e catechisti dobbiamo capire che siamo alternativi, che la proposta cristiana è alternativa. Non dobbiamo prendere a modello ciò che potrebbe farci male.

Don Mario Carminati: Dobbiamo accettare ciò che è in questo momento? Teniamo le cose come sono ora o proviamo a ragionarci?

Sig. Carlo Cancelli: il tema dei sacramenti è un tema di lunga data. È stimolante l’idea di creare un gruppo che senta anche le esperienze di catechesi diverse dalle nostre e ragioni su come rendere attrattiva l’esperienza di fede.

Don Mario Carminati: questa situazione è esperienza di tutta la Chiesa che in questo momento sta vivendo questa fatica.

Sig.ra Barbara Rubbi: tutto quello che si vive con i ragazzi è esperienza. In situazione vissute, si vede che i ragazzi non restano indifferenti, a dispetto di quanto si pensa. La catechesi è un “qui e ora” in mezzo ai vari impegni della settimana, bisogna lasciare qualcosa a loro in quello spazio limitato. Essere cristiani oggi è essere davvero alternativi. Sicuramente ai ragazzi resta qualcosa di ciò che lasciamo loro, bisogna pensare positivo e anche andare controcorrente.

Don Mirco Perletti: una proposta può essere quella dell’invito alla Messa per tutta la famiglia. Si può fare una proposta di formazione anche ai genitori, questo però richiede un cammino specifico e dei formatori. È una contraddizione che la famiglia non si fermi a messa e lasci solo i figli.

Sig.ra Michela Campana: vale la pena fare qualcosa per la situazione, ma senza lasciare andare qualche altro problema. Non per forza dobbiamo assecondare ogni esigenza dei genitori.

Sig. Carlo Cancelli: esistono punti di riferimento a livello diocesano su questo tema della catechesi?

Don Mario Carminati: la questione è il criterio da adottare. O si sceglie un criterio di apertura a chiunque, o con serenità si accetta che venga solo chi vuole. Bisogna capire cosa fare, questi sono modelli diversi tra loro.

Sig.ra Gina Amigoni: il CRE è un’esperienza forte per molti ragazzi, è anche un’esperienza di catechesi molto forte. Forse si potrebbe investire su figure di educatori anche in quella situazione.

Sig. Fausto Duca: svincolare la catechesi dai sacramenti può essere positivo. Non si cala dall’alto una scelta, ma si dà la possibilità di fare un percorso al termine del quale ognuno può scegliere.

Don Fabiano Finazzi: importante è anche il tema dei catechisti, serve capire come stanno i catechisti. Gli incontri insieme sono pochi e si è in difficoltà anche in questi pochi incontri. Si può coinvolgere le famiglie, ma allo stesso tempo lasciare una porta aperta a chi non ha il supporto della famiglia o vive situazioni più complesse.

Sig. Giovanni Stucchi: bisogna sempre considerare la catechesi insieme al resto che la parrocchia offre perché spesso si hanno molte serate impegnate e il tempo è sempre meno. Se si vuole puntare sulla catechesi, magari si può rinunciare ad altro a livello pastorale. È anche difficile fare delle esperienze, soprattutto dal lato organizzativo. Non dobbiamo continuare a fare senza mai togliere nulla di altro.

Don Mario Carminati: forse i tempi non sono ancora maturi, lasciamo la questione in sospeso e teniamo le cose come sono ora.

In seguito, don Mario comunica i vari appuntamenti per i prossimi mesi:

Tempo di Quaresima:

• incontri quaresimali ogni giovedì sul tema della Speranza

• elevazione della Corale il 23 Marzo

• Via crucis in memoria delle vittime del Covid il 18 Marzo

A settembre verrà riaperto il museo diocesano in Città Alta, in cui verranno esposte ciclicamente delle opere provenienti dalle parrocchie della diocesi. La prima opera sarà il quadro del Moroni presente nella nostra parrocchiale. Sempre in questa occasione, è stato richiesto da don Mario il restauro di una delle tele del presbiterio della parrocchiale.

Presentazione del progetto per la riqualificazione della chiesa di San Giuseppe e delle aree limitrofe.

La seduta termina alle ore 22.45.

La prossima seduta del Consiglio Pastorale sarà lunedì 5 Maggio.

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