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La “chiesina dei Morti” di Paderno torna all’antico splendore: inaugurato il restauro di Sant’Alessandro

Sabato 3 ottobre la comunità di Paderno ha ritrovato la sua chiesina: dopo un anno di lavori, il parroco ha illustrato il restauro di facciata e portico di Sant’Alessandro.

Redazione 8 ottobre 2026

Sabato 3 ottobre 2026 la comunità di Paderno ha ritrovato la sua «chiesina». Dopo la Messa prefestiva delle 17, il parroco don Mario Carminati ha illustrato ai presenti le fasi del restauro della facciata e del portico esterno della chiesa di Sant’Alessandro, un cantiere durato circa un anno. Il coadiutore don Alberto Varinelli, assegnato alla zona di Paderno, ha proiettato sullo schermo le fotografie dei lavori, una per una.

Il portico a cinque arcate della chiesina di Sant’Alessandro a Paderno, con i fedeli che si incontrano dopo la celebrazione
Il portico restaurato nel giorno dell’inaugurazione, 3 ottobre 2026. Foto di Davide Duca.

Un restauro conservativo

La restauratrice Elena Cortinovis ha seguito i lavori su un materiale fragile, la pietra arenaria, che da molti anni non vedeva interventi di manutenzione. Il principio è stato quello della conservazione: nessuna aggiunta, il più possibile recuperato. Le superfici sono state pulite e consolidate, in superficie e in profondità; le scalfitture e le infiltrazioni sono state sigillate con stuccature a calce; dove mancavano dei pezzi sono stati usati dei toni neutri per ridare stabilità; le statue delle nicchie sono state pulite e consolidate.

Il parroco ha ricordato che si è partiti da una situazione di forte degrado, con muschi, licheni e annerimenti dovuti allo smog e alle infiltrazioni d’acqua, che facevano sfaldare la pietra. Sono stati tolti anche i nidi dei piccioni, ed è stata rimessa una stella nell’aureola di una statua, dov’era caduta. Con il Consiglio per gli affari economici si è deciso che fosse arrivato il momento di intervenire. Dieci anni fa, nel 2016, era stato sistemato l’interno: ora, ha detto don Mario, «ne sono innamorato come voi».

L’interno della chiesa di Sant’Alessandro, con i fedeli e il coro davanti all’altare
L’interno della chiesa durante la celebrazione. Foto di Davide Duca.

Un lavoro di rete

Don Mario ha aperto il capitolo dei ringraziamenti: la sagrestia, i volontari, la corale, le imprese Milesi e Carminati, gli elettricisti, la Soprintendenza, la Curia (in particolare don Davide Rota Conti), le restauratrici Elena Cortinovis e Giuseppina Suardi, l’architetto Franco Marsan e la Fondazione della Comunità Bergamasca. Il progetto «di restauro conservativo della facciata della chiesa di sant’Alessandro martire in Seriate» è tra quelli sostenuti dal Bando 2025/1 della Fondazione per la tutela dei beni storico-artistici. Già a febbraio il parroco aveva scritto ai parrocchiani che i lavori, iniziati da alcuni mesi e fermi per l’inverno, si sarebbero potuti concludere a fine estate («Lavori in corso nella nostra comunità»).

All’inaugurazione c’era anche il sindaco Gabriele Cortesi, che ha detto di ammirare il restauro e ha ricordato quanto la chiesina di Paderno sia cara ai seriatesi.

Il coro in sciarpe rosse canta durante la celebrazione nella chiesa di Sant’Alessandro
Il coro durante la celebrazione. Foto di Davide Duca.

Una chiesina con una lunga storia

Il primo oratorio risale al Duecento, ed è già citato in un documento del 1223. Il nome popolare, la «chiesina dei Morti» (in dialetto «Cesìna di morcc de Padéren»), ricorda la sepoltura in questa località delle vittime della peste del 1630. Per molti anni qui si sono svolti tutti i riti religiosi della zona di Paderno, la più popolosa della città, finché nel 2004 è stata inaugurata la chiesa di San Giovanni XXIII, molto più ampia e firmata dall’architetto Mario Botta. Ma la chiesina è rimasta nel cuore dei seriatesi: ogni anno si celebra la festa della Madonnina di Paderno, con la statua portata in processione per il quartiere. Nel 2015 la comunità ha ricordato i trecento anni della dedicazione a Sant’Alessandro, il 1715 («S. Alessandro 300»).

La facciata si apre con un ampio portico. All’interno, a navata unica, ci sono due altari laterali, quello del Crocifisso e quello dell’Immacolata. La statua della Madonna, di scuola fantoniana, esce in processione la seconda domenica di maggio.

Le fotografie di questa pagina sono di Davide Duca, che ringraziamo per il servizio fotografico.

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