Restituite le tele del ’600 rubate 32 anni fa

Sono parti di un quadro di Sebastiano Cima trafugato nel 1991 durante un restauro in laboratorio a Malpaga Notate da uno studioso a un’asta on line nel 2017, ora tornano in parrocchia: il 12 gennaio la presentazione in chiesa.

La restituzione delle due tele a don Mario Carminati dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale”
Il parroco con i due dipinti”
I dipinti di Sebastiano Cima”
«Un bel regalo di Natale per tutta la comunità». Così il parroco di Seriate, don Mario Carminati, definisce il ritorno in parrocchia di due tele che facevano originariamente parte di un dipinto del Seicento trafugato addirittura 32 anni fa da un laboratorio allestito nel castello di Malpaga, dove il quadro, di due metri per tre, era stato portato per essere restaurato. La vicenda è rocambolesca. Il furto risale infatti al 1991, quando la parrocchia decise di far restaurare la pala d’altare «San Cristoforo con i Santi Rocco e Nicola da Tolentino», esposta all’epoca in sacrestia ma secoli prima custodita nell’antica – e oggi scomparsa – chiesa seriatese dedicata al santo patrono delle acque.
 
Don Mario Carminati: «Un bel regalo per Natale». Rocamboleschi l’iter e l’indagine
«Quando, nel Settecento, venne costruita l’attuale parrocchiale, volutamente a metà strada tra le vecchie chiese che sorgevano una da un lato e l’altra dall’altro del Serio, dedicate a San Cristoforo e a San Crisogono, la prima finita in disuso e la seconda distrutta da una piena, la tela venne esposta nella nuova sacrestia, dov’è rimasta per 250 anni – racconta il parroco, don Mario Carminati –. La tela, del 1635, era firmata “Mediolanensis”, com’era chiamato Sebastiano Cima, pittore milanese giunto da Milano a Bergamo all’inizio del Seicento, pare per sfuggire alla peste. Trentadue anni fa si decise di restaurare questo dipinto: ma, durante il restauro, venne rubato assieme ad altri quadri che erano custoditi nello stesso laboratorio».
 
Per 26 anni non se ne seppe più nulla: probabilmente i ladri vendettero il quadro ai ricettatori, che lo divisero in più tele per piazzarle con maggiore facilità sul mercato ed evitare che venissero ricondotte da occhi esperti al dipinto originario e rubato. I soggetti raffigurati vennero separati: nel dipinto originario, San Cristoforo svettava al centro con, sulle spalle, Gesù con il mondo in mano (il nome stesso del santo significa «Colui che porta Gesù»), mentre a sinistra era dipinto San Rocco, con un cane accovacciato ai suoi piedi, a destra San Nicola da Tolentino e in alto due angeli. «Nel 2017 Simone Facchinetti, esperto d’arte della Fondazione Museo Bernareggi, si accorse che a un’asta on line all’estero erano vendute due tele raffiguranti proprio due parti tagliate dell’originario quadro rubato, vale a dire San Cristorofo e San Rocco – racconta don Mario –: avvertì subito i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Monza e fece bloccare l’asta dalla magistratura. Ne è seguito un lungo processo e lo sorso marzo i carabinieri ci hanno contattato per la restituzione delle due tele». I due dipinti «tagliati» dal quadro originale sono stati paradossalmente comunque sottoposti a un restauro, anche ben fatto e che ha ridato splendore ai colori vivaci e alle linee originarie del Cima.
 
Incorniciati, erano stati spacciati genericamente su un sito specializzato in aste come appartenenti alla «Scuola bolognese» e San Rocco era stato erroneamente indicato come San Giuseppe. L’allora pm di Bergamo Fabio Pelosi aveva bloccato l’asta e avviato le indagini, ottenendo la confisca dei dipinti, poi concretizzata dalla polizia. I due mercanti d’arte che avevano fornito le tele alla casa d’aste – uno di Brescia e l’altro di Vercelli – erano stati indagati. Le indagini non avevano però permesso di risalire alle altre parti del dipinto originario.
 
Ora le due tele ritrovate sono tornate a Seriate: i carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico di Monza le hanno consegnate a don Mario e venerdì 12 gennaio saranno presentate in una serata organizzata in chiesa parrocchiale. Un incontro dal titolo «Un restauro… asportato» e che vedrà gli interventi dell’architetto Guglielmo Clivati, di Simone Facchinetti e degli stessi carabinieri di Monza. Al termine, le due tele saranno riposizionate in sacrestia. Un inatteso regalo, dunque, a 32 anni di distanza.

 

 

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