Auguri alla Pacem in Terris!

"Oggi 11 aprile ricorre il 50° anniversario della promulgazione dell’enciclica Pacem in terris del beato Giovanni XXIII. Se l’enciclica era attuale 50 anni fa, oso dire che oggi è ancor più attuale; i venti di guerra che si sollevano in oriente ci spronano a tenere viva la supplica per la pace.

Per questo motivo sento ancora maggiormente la necessità di invitare tutti ad un tempo di preghiera, di riflessione e di ascolto, affinché il dono della pace possa davvero trovare dimora nei nostri cuori e raggiungere ogni terra, ogni uomo.

Come già anticipato, riporto in sintesi il programma del pomeriggio di domenica 14 aprile presso la Chiesa parrocchiale di Loreto:

h 15,30 Introduzione all’enciclica Pacem in terris
h 15,40 Elevazione musicale di diversi cori
h 18,30 Concelebrazione Eucaristica per la pace
Al termine della celebrazione condivisione del “pane della pace” sul sagrato della Chiesa.

I diversi momenti musicali saranno accompagnati dalla proclamazione di alcuni brani e preghiere sul tema della pace e da alcuni brani dell’enciclica di papa Giovanni XXIII.
Se, ma non ho alcuna pretesa conoscendo i molteplici impegni di ciascuno alla domenica, vi fosse possibile vi invito a partecipare alla concelebrazione conclusiva.
Sentitevi liberissimi di invitare amici e parenti: potrete decidere voi quanto tempo dedicare all’ascolto e alla preghiera lungo il pomeriggio.

Grazie davvero per la vostra presenza a buon tempo pasquale".

don Giambattista Boffi
Centro Missionario Diocesano

 

Sarà presente anche il coro di Seriate! Un motivo in più per esserci!
La Pacem in Terris ha dato le coordinate, qualcuno le ha accolte.
Si aprono nuovi scenari anche nel mondo della politica. 

 

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L’aveva detto già durante la campagna elettorale, «in un momento di profonda recessione, in cui si continuano a tagliare le spese per il sociale, le pensioni e i contributi alla scuola, come si può giustificare che il nuovo governo destini 16 miliardi di euro o forse più per armamenti di ultima generazione? Andare avanti per questa strada sarebbe miope, ingiusto e privo di senso della realtà».
Ieri, in veste di presidente della Camera, Laura Boldrini, all’inaugurazione della Biennale della Democrazia lo ha ribadito: «Il dibattito sulla riduzione delle spese militari fino a ieri considerato “ideologico” oggi ha assunto la concretezza di un bivio: volete voi qualche cacciabombardiere in più, oppure quel denaro può essere investito per sostenere la spesa sociale? L’utopia di un mondo meno armato si è finalmente spogliata di ogni astrattezza per diventare stringente discussione su una possibile destinazione alternativa delle risorse pubbliche».
Sempre ieri, i promotori della Campagna NO F-35 (Sbilanciamoci!, Rete Disarmo e Tavola della Pace), hanno incontrato alcuni esponenti politici di Camera e Senato, ricordando come già oggi possa esistere in Parlamento un’ampia maggioranza contro l’acquisto dei caccia F-35, «per la quale sarebbe necessaria solo una dose di volontà e che potrebbe portare fin da subito al varo di un atto parlamentare comune che chieda il blocco o almeno la sospensione per il progetto».
Le prossime settimane si lavorerà per definire la costituzione di un gruppo interparlamentare che lavorerà su questi temi. Che dire? Citiamo le parole dell’appello di Boldrini ai giovani, sperando che lo colgano i politici: «Vi chiedo di mettere da parte ogni cinismo e di osare! Volate alto, non abbiate paura! Non abbiate timore di esporre il vostro sguardo alle cose di questo mondo. Riprendetevi il sogno, i valori della solidarietà, dell’eguaglianza, della dignità umana. Perché questi principi non sono solo parole virtuose: è in essi, dentro di essi, il segno della vita che verrà. Di una politica responsabile. Di una felice democrazia».
 
 
50 anni dopo: Pacem in Terris!
 
 
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