Consiglio Pastorale del 12.03.2013

Verbale di
martedì 12 marzo 2013

Centro Pastorale San Giuseppe

 

Dopo aver sostato e pregato davanti all’Eucarestia, alle ore 21.08 s’è dato il via al terzo incontro dell’Anno Pastorale del CPaP negli ambienti sottostanti la chiesa.


Membri assenti: don Giulio Dellavite, don Stefano Manfredi, Claudio Cortesi, Elena Lussana, Angelo Pagnoncelli, Marco Redolfi, Evelino Rossoni, Marco Zucchelli, rappresentante Suore presso Scuola Materna di via Colleoni.


Viene approvato il verbale della seduta precedente.


Don Gino espone le brevi riflessioni colte dal Sinodo Diocesano, già indicate in sintesi nella convocazione.


Mariantonietta Gusmini, referente della “Commissione Liturgia”, presenta il terzo punto all’ordine del giorno e si dà il via al dibattito.

Mina Prometti riprende subito la questione dei canti, notando come l’assemblea partecipi poco. Consiglia di far precedere le liturgie con una prova dei canti, in modo che si possano imparare e favorire la partecipazione.

Don Marcello Crotti aggiorna sullo stato dei lavori di revisione del nuovo libretto dei canti, iniziati a gennaio. Precisa subito che non sostituirà il “Canta e Cammina”, validissimo soprattutto per gli adulti, ma lo affiancherà in modo univoco in tutte le Zone per i canti non presenti.

Giovanna Sottocornola suggerisce di mantenere i canti nuovi per più tempo, per favorirne la conoscenza a tutti. È giusto introdurre nuovi canti, ma con una frequenza minore.

Angelo Paganessi sposta l’attenzione sui lettori. Questi arricchiscono la liturgia, ma devono leggere correttamente e curare la dizione. Spesso la lettura è trasandata: c’è chi legge pianissimo, chi corre troppo, chi non si avvicina al microfono,… ci vuole una cura migliore. 

Ivana Belotti riporta che il pensiero emerso nella “Commissione Liturgia” riguardo ai lettori è quello di un “equilibro dizione”, ovvero di non trasformarlo in un servizio elitario che escluderebbe molti.

Maria Rizzi concorda con il pensiero di Ivana. Già non è facile trovare lettori disponibili, quindi non mettiamo troppi vincoli.

Ivana Belotti evidenzia come sia importante radunare i lettori, non solo per le indicazioni pratiche sulla lettura, ma per un accompagnamento fraterno.

Leandro Pirovano sostiene che lo stesso discorso vada allargato ai ministri straordinari della Comunione. Hanno bisogno di orientamenti comuni. Ad esempio c’è chi attende la pisside dal sacerdote e chi la prende direttamente dal tabernacolo: forse è bene un atteggiamento comune. L’ideale è che sia il sacerdote a consegnare l’Eucarestia al ministro, è un gesto simbolico che parla alla comunità. Con degli incontri periodici ci si può sintonizzare e prendere degli accorgimenti comuni. È un servizio alla comunità, non per il protagonismo dei singoli, e quindi deve essere fatto in un modo condiviso.

Mina Prometti torna sul tema dei canti e nota come nelle celebrazioni solenni non sia partecipato ma delegato alla corale, bravissima, ma non aiuta l’assemblea a prenderne parte.

Don Gino sottolinea l’importanza del canto nella liturgia e come la corale sia contemplata, e non bandita, in tutti i documenti ufficiali. Certamente deve essere a servizio dell’assemblea.

Mina Prometti fa l’esempio del salmo cantato: spesso nel canto non si comprendono le parole, l’assemblea “perde” così una preghiera importantissima.

Maria Rizzi propone che il percorso dei tempi forti non sia solo per bambini, ma condiviso e partecipato anche dagli adulti. Finché si hanno i figli piccoli o si è catechisti si riesce a vivere e condividere i percorsi dei tempi forti. Fuori da questo giro si fatica  a conoscere, capire e vivere il cammino comunitario. Perché non raggiungere con questo messaggio anche gli adulti, ovviamente con modalità diverse? Fino a qualche tempo fa in Avvento e Quaresima era a disposizione sulle balaustre delle chiese il cammino diocesano per le famiglie, parallelo a quello dei bambini, che in parte aiutava a stare connessi al percorso, anche se non in modo esaustivo. Anche il gesto caritativo quaresimale proposto ai bambini raggiunge  solo gli adulti con figli in età di catechesi e i lettori della Voce.

Attilio Rossoni sostiene che i sacerdoti nelle diverse Zone dovrebbero proporre in modo parallelo un percorso anche per gli adulti, anche semplicemente nell’omelia, un filo rosso che torna in tutte le celebrazioni di Seriate.

Gianantonio Farinotti, tenendo come riferimento la sua esperienza (messa festiva delle 11.00 a Paderno e delle 11.30 in Parrocchia), ritiene che la situazione sia nel complesso buona; pensa che le “fonti” per un rinnovamento della liturgia stiano nel canto, nel silenzio e nella guida all’ascolto della Parola. Per quanto concerne il canto porta l’esempio del coro di Paderno, in grado di coinvolgere in modo attivo l’assemblea. Trova invece il silenzio poco presente e quindi un aspetto da recuperare; segnala come dopo la celebrazione la chiesa rischi peraltro di diventare un ‘mercato’: emblematico in tal senso il termine della processione del venerdì santo dello scorso anno. Centrale rimane comunque la guida all’ascolto; la nostra comunità ha in proposito un’agenda pastorale e un foglio degli avvisi settimanale che commentano il Vangelo della Domenica e che già aiutano il fedele ad accostarsi all’ascolto; l’omelia resta però su questo fronte l’elemento cui dedicare maggiore cura, perché è il mezzo privilegiato per condurre all’interiorizzazione della Parola di Dio.

Don Marco suggerisce di recuperare il positivo: non c’è niente da rimpiangere a Seriate. Grazie al “Gruppo Liturgia” che fa da trait d'union. 
La liturgia è espressione di una Comunità e a Seriate la liturgia varia perché l’assemblea è molto varia, ad ogni messa c’è una “chiesa diversa” e la Celebrazione ne ricalca le forme. Dobbiamo curare la liturgia senza cadere nel tecnicismo, senza creare il prototipo del lettore, del cantante, del ministro straordinario della Comunione,… tagliando così fuori molti. Come a tavola, un eccesso di galateo, può imbarazzare e non far sentire il fedele a casa sua. Al centro della Messa c’è lo spezzare il Pane: intorno dobbiamo trovare il giusto equilibrio fra una tavola troppo sciatta e troppo curata. Anch’io che sto sul presbiterio non sento tutte le cerimonie adatte a me, come le ho in testa io; ma ad esempio a qualcuno il bel canto della corale piace e non lamenta di non poter partecipare.

Don Gino suggerisce di non confondere la sciatteria con l’essenzialità. La liturgia è già completa, ha in sé la pienezza. Non aggiungere parole o segni non è sciatteria, ma attenersi ad un rito che è già completo. Non aggiungere nessuna parola del sacerdote alle formule del messale non è trascuratezza, ma lasciar parlare la liturgia, evitando il protagonismo, che è di Cristo e di nessun altro. Sciatteria è invece un sacerdote stanco, senza entusiasmo, che non si prepara alla liturgia. Lo stesso vale per l’assemblea: non è un gesto fatto o non fatto che dà la qualità di una liturgia, ma l’animo di chi partecipa. Appena arrivato a Seriate sono rimasto piacevolmente colpito dalla cura della liturgia. 
La Parola di Dio non ha una forma tipicamente occidentale, ha un linguaggio difficile. Va letta attentamente, con cura. La formazione spirituale dei lettori e dei ministri della Comunione può risolvere anche molti limiti degli stessi, protagonismo compreso. Sicuramente i lettori vanno raccolti e condotti: ci accorderemo con don Giulio che ha già aperto la strada. Anche i ministri hanno bisogno di strutturarsi come gruppo; proporrei un gruppo unico per la formazione spirituale, mentre dei gruppi di zona per le questioni pratiche e organizzative, come la visita ai malati o la presenza alle messe. Per incrementare il numero di lettori o ministri eviterei appelli di massa: meglio individuare e segnalare chi vediamo idoneo a quel ruolo.
Per quanto riguarda le scelte da operare, dentro l’ordinario basta un semplice confronto con il  parroco o con un sacerdote. Le questioni straordinarie saranno invece trattate fra tutti sacerdoti e il CPaP.

Ivana Belotti indica che l’ambito dei chierichetti non è stato ancora affrontato in “Commissione Liturgia”, ma richiede un approfondimento.

Don Marco sostiene che il gruppo chierichetti è in difficoltà perché manca l’impegno dei bambini. Fra le mille cose che hanno da fare non riescono a garantire la continuità. Difficile così fare un cammino.

Ivana Belotti pur comprendendo la difficoltà sottolinea che non ci si può arrendere vista la preziosità di questa esperienza per i ragazzi. 

Don Marco suggerisce poi di non utilizzare la liturgia per spiegare la liturgia, meglio passare per la Voce. Ai catechisti qualche spiegazione è stata data, come per il “Signore Pietà” e l’offertorio.
Per quanto riguarda i tempi forti, questi non devono offuscare la Domenica. Prima che Quaresima è Domenica: ha la sua verità in quello. Al massimo vedo bene che i preti abbiano una tematica comune, ma non moltiplicherei i segni della liturgia, li percepisco come ingombranti. La liturgia è già ricca di suo. Le attenzioni quaresimali sono da porre fuori dalla Messa, come nei quaresimali o le preghiere mattutine dei bambini.

Ivana Belotti ritiene che questa è una tematica grossa dove si intrecciano catechismo – liturgia – famiglia, c’è un filo rosso che lega il tutto. Vede la necessità della costituzione di un equipe di riflessione dove ci sia la presenza dei sacerdoti, rappresentanza di catechisti e di gruppo liturgia. Questo avendo come sfondo la sollecitazione della Chiesa per una piena corresponsabilità dei laici alla vita pastorale. 

Don Gino ritiene opportuno curare l’accompagnamento dei più piccoli nei tempi forti, lasciando per i più grandi solo segni profetici, come la preghiera e il pranzo sobrio dei venerdì di Quaresima: per pochi ma un segno. I nostri adulti hanno già una mentalità formata ai tempi forti. Discorso importante da recuperare è il silenzio, che è diverso da stare zitti. A volte c’è proprio aria di mercato. Quando studiavo musica c’erano le pause e pensavo non fosse musica, ma il maestro mi correggeva dicendo che le pause sono uguali alle note. Il silenzio è luogo della liturgia, dobbiamo recuperarlo.

Attilio Rossoni si trova d’accordo sulla formazione specifica per un gruppo, mentre sostiene che per la formazione spirituale ci sono già tanti appuntamenti in Parrocchia: forse è bene coinvolgerli in quello che già c’è.

Ivana Belotti condivide il pensiero di Attilio. Quello che serve sono dei momenti di condivisione fra gruppi per condividere e valorizzare la relazione.

Don Gino concorda, la formazione si fa anche con uno scambio di esperienze.

Ivana Belotti riporta come una mail chiedeva che venisse sottolineata di più la seconda domenica del mese, quella dedicata alla Carità.

Don Gino fa notare come l’iniziativa non sia ancora decollata bene, ma si sta provvedendo per curarla meglio.

Maria Rizzi chiede se, vista la mancanza di alimenti, si è notato almeno un incremento di offerte nella seconda domenica del mese.

Don Gino risponde di no. Ricorda come in tutta la diocesi le offerte siano calate del 30%. Ma al di là dei soldi, dietro l’iniziativa della seconda domenica c’è dietro un intento educativo, far accorgere le persone della necessità della Carità.


Terminato il dibattito sulla liturgia si passa alle "varie ed eventuali".

Don Gino informa che in collaborazione con le ACLI sono stati messi in calendario due incontri sul tema del Concilio Vaticano II, uno con il Vescovo Bettazzi (21 maggio) e uno con Giovanni Bianchi (28 maggio).

Mariantonietta Gusmini comunica le iniziative legate ad “EffettoBibbia”, che quest’anno ha come tema “Viaggio Verso la Libertà”. A Seriate saranno ospitati due eventi: uno il 9 maggio nell’ambito delle Feste di Paderno dal tema “Obbedienza che libera” e l’altro in Teatro Aurora centrato sul Libro di Giona.

Don Gino ricorda poi gli incontri del Greto dal tema “E ti vengo a cercare” di cui usciranno le specifiche a breve e ricorda che alla chiesa di San Giuseppe sono stati donati dalla Fondazione CreBerg, su proposta della Curia, dei quadri molto grandi e belli raffiguranti le 14 stazioni della Via Crucis, realizzati dal pittore Celsi. Ci sarà una serata di presentazione, probabilmente il 5 giugno.

Ringrazia poi tutti per l’impegno profuso in occasione della raccolta viveri per la giornata della Carità, il cui risultato è stato in linea con gli anni precedenti.

Federico Pozzi, presidente del circolo ACLI di Seriate, comunica l’iniziativa della raccolta firme per la regolamentazione della chiusura domenicale degli esercizi commerciali in programma il prossimo fine settimana davanti alle chiese di San Giuseppe, Paderno e Parrocchiale.


Terminati i punti all’ordine del giorno, alle ore 22.45 la seduta è tolta.

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