Consiglio Pastorale del 08.02.2022

Verbale di
martedì 8 febbraio 2022

Salone Oratorio San Giovanni Bosco

 

Alle ore 20.50, con la preghiera comune s’è dato il via al secondo incontro dell’Anno Pastorale.

Assenti: Francesco Assolari, Valentina Capelli, Elisa Meloni, Augusto Paravisi, Sergio Pelliccioli, Silvana Vavassori, Romina Zambelli, Bernard Perlman, Andrea Rasmo, Giacomo Rocchi, Fabio Tironi, Giorgio Tribulet, don Vladimir, don Carlo.

Don Mario introduce la serata presentando l’odg, con a tema la pastorale familiare.

Maria Rizzi nota come negli incontri precedenti le proposte avanzate fossero tutte indirizzate alle famiglie che già frequentano la vita parrocchiale, per “vicini”; sarebbe auspicabile, citando il Vangelo, “andare due a due” incontro ai “lontani”, cercare strade per intercettare chi non frequenta.
Ricorda come durante i “quaresimali itineranti” ci fossero anche volti che abitualmente non si vedono in Parrocchia: iniziative come queste raggiungono più persone e aiutano anche chi è solo a fare un percorso di condivisione.

Cecilia Morosini evidenzia come si continui a parlare di aspetti organizzativi, di programmi, senza aver prima definito un progetto più ampio, delineato quali tematiche relative alla famiglia vogliamo toccare.

Marco Redolfi concorda con la proposta uscita negli scorsi incontri di proporre argomenti trasversali lasciando poi ai gruppi parrocchiali la libertà di farli proprii con peculiarità diverse. In questo modo si manterrebbe l’identità e la facilità di aggregazione dei gruppi e la dimensione comunitaria.

Don Mario è ben accetto a proposte di tematiche e contenuti, sarebbero da far pervenire a inizio anno pastorale, per poi svilupparle nel tempo liturgico.

Maria Rizzi riprende il suo discorso, proponendo di non aspettare semplicemente le famiglie che vengono per il battesimo, ma di approcciarsi alle nuove famiglie, trovare occasioni di incontro anche prima e quindi anche per chi non ha intenzione di far battezzare i figli.

Don Mario ricorda che in Parrocchia ci sarebbero circa 150 potenziali battesimi in un anno, i sacerdoti faticano a incontrare le 80 famiglie che chiedono il battesimo; se si volesse allargare il cerchio dovrebbero scendere in campo i laici.

Don Luca mette in evidenza come sia complicato oggi incontrare le famiglie giovani in quanto manca un elemento comune, hanno una vita molto frammentata: non hanno tempo, energie, testa per avvicinarsi o vivere la Fede. C’è simpatia verso la Chiesa, ma mancano loro le condizioni per entrarci.

Anche con l’organizzazione dei sacramenti è difficile intercettare i tempi e i ritmi delle famiglie.

C’è parecchia distanza fra dove siamo noi e loro; invece che portare loro sotto i nostri tetti, dovremmo provare noi ad andare da loro. Torniamo al Vangelo “andare due a due”, servirebbe formare coppie che vanno nelle case ad incontrare altre coppie, organizzare una pastorale familiare in uscita.

Cecilia Morosini concorda con il pensiero di don Luca, è una strada da percorrere che tiene al centro la relazione, l’accompagnamento.

Gina Amigoni propone di fare un regalo di benvenuto a tutti i nuovi nati, un segno di accoglienza da parte della Parrocchia, accompagnato da una serie di contatti e informazioni utili.

Roberto Valoti riconosce che sarebbe anche l’occasione per proporre alle famiglie dei nuovi nati il battesimo.

Maria Rizzi ritiene importante non tanto proporre il battesimo ma semplicemente accogliere e condividere la gioia della nascita come dono alla vita e alla comunità, evitando ogni forma di proselitismo.

Don Marcello riconosce la bontà della proposta, ma trova difficile l’attuazione in quanto all’ospedale di Seriate nascono bambini di vari paesi e molte mamme seriatesi vanno a partorire in altri ospedali. Difficile, anche per la privacy, riuscire ad avere i contatti con loro.

Don Mario fa eco a don Marcello, ribadendo la difficoltà ad incontrare le famiglie con i nuovi nati perché non sai che nascono.

Sandra Rossoni ribadisce l’importanza dell’incontro personale e vede le feste delle varie zone un’occasione importante per incontrare le famiglie: si dovrebbero aumentare i momenti pensati per loro.

Cecilia Morosini ritiene che l’aggancio con le famiglie non debba avvenire solo con il battesimo, ma con tutti i sacramenti, come avveniva con le “domeniche insieme” in passato. Era una bella occasione per stringere legami.

Don Mario porta un dato: prima del Covid a Seriate la messa domenicale era frequentata da circa 4000 persone, ora da 2200.

Durante i funerali, dove la partecipazione vede gente avanti con gli anni, se ci sono 80 persone presenti, solo 7-8 ricevono la Comunione. E’ cambiato il mondo degli adulti, non solo dei giovani. Ripercorrere il passato non è fattibile, dobbiamo pensare a proposte nuove.

Sandra Rossoni vede nei numeri che calano un’occasione di stimolo per fare meglio e trovare soluzioni nuove, senza cedere alla rassegnazione.

Anche Marco Zucchelli, nel suo lavoro di insegnante di musica, nota come almeno il 90% dei ragazzi non sappia minimamente cosa sia la messa e quali siano i sui riti. Le loro famiglie, che incontra nei colloqui, cercano molto la relazione, ne hanno bisogno, ma sempre in una dimensione individuale, privata, mai comunitaria.

Propone tre idee di lavoro:

  • formare dei laici che si impegnino nella pastorale familiare
  • valorizzare i gruppi famiglia già esistenti, sono una risorsa
  • creare un gruppo di lavoro che suggerisca piste su diversi livelli per incontrare le diverse famiglie

Don Mirco, vista la sua esperienza a Roma e la realtà frammentata emersa questa sera, ricorda il “catechismo in briciole” di Papa Luciani: il cambiamento era già iniziato allora e già si cercavano piste alternative. Ravvede poi nella Pazienza la virtù fondamentale in tutti i campi, anche nell’incontro con queste nuove famiglie.

Riprendendo poi l’avvertimento di Papa Francesco di tenersi lontano dal clericalismo, ritiene fondamentale coltivare bene la spiritualità personale.

Terminati gli interventi sulla famiglia, don Mario presenta le proposte per la Quaresima, dal titolo “Faccia a faccia”.

  • Al giovedì in chiesa parrocchiale ci sarà la catechesi, in cui diversi relatori presenteranno alcune figure bibliche femminili.
  • Al venerdì ci saranno le Via Crucis di zona; il 18 Marzo, in occasione della Via Crucis a San Giuseppe, ci sarà anche il ricordo delle vittime del Covid. Una messa per le vittime del Covid sarà poi celebrata a Sotto il Monte con la CET in primavera.
  • Ci saranno alcuni appuntamenti per rimettere al centro il sacramento della confessione

Terminati i punti all’ordine del giorno, l’incontro si conclude alle ore 22.15.

Questo articolo è stato pubblicato in PASTORALE da Matteo Vitali . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

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