Consiglio Pastorale del 22.01.2013

Verbale di
Martedì 22 gennaio 2013

Centro Pastorale Beato Giovanni XXIII

 

Dopo aver sostato e pregato davanti all’Eucarestia nella Chiesa Maggiore, alle ore 21.13 s’è dato il via al secondo incontro dell’Anno Pastorale del CPaP nel salone del Centro Pastrorale.


Membri assenti: don Marcello Crotti, don Piero Paganessi, Luigi Chiodini, Angelo Paganessi, Alberto Pinetti, rappresentante Suore presso Scuola Materna di via Colleoni, rappresentante Suore presso Istituto Sacra Famiglia.


Dopo il saluto da parte del Parroco, viene approvato il verbale della seduta precedente.


Attilio Rossoni, referente della Commissione Feste Patronali introduce il secondo punto all’Ordine del Giorno, leggendo la traccia di riflessione sulla Feste che la Parrocchia organizza.

Don Gino chiede se è possibile declinare meglio quanto espresso al primo punto della riflessione “Sono un momento di traduzione pratica di quanto scritto nel Vangelo. Tale elemento deve essere il principale elemento caratterizzante e distintivo delle nostre Feste rispetto a quelle che orbitano attorno a realtà diverse”.

Marzio Pallini spiega che la Commissione Feste Parrocchiali individua nelle feste un momento significativo per passare dalla “teoria alla pratica”. Durante le Feste dobbiamo incarnare il messaggio del Vangelo: dobbiamo essere cioè accoglienti, fraterni, attenti agli ultimi, … è la parte “esperienziale” di ciò che ascoltiamo nell’ordinario.

Matteo Vitali aggiunge che chi organizza le Feste della Parrocchia è impegnato a mettere alcune attenzioni, che in Feste realizzate in altre realtà mancano, come limitare l’utilizzo stoviglie di plastica, offrire gratuitamente l’acqua dell’acquedotto filtrata, non vendere superalcolici, lasciare gratuiti alcuni giochi per i bambini, fare menù a prezzo agevolato, …

Don Gino sottolinea, in linea con il pensiero esposto dai membri intervenuti, che le Feste sono uno “strumento laico di comunione”, e pesa la parola “comunione”, che è diversa da “relazione”: ha in sé una qualità diversa. Noi la comunione la rendiamo sempre troppo clericale. Se è vero che è privilegiata nella Parola e nell’Eucarestia, è altrettanto vero che è presente anche nelle Feste: fra volontari, fra ospiti e fra volontari e ospiti. Inoltre c’è comunione se questi elementi di collaborazione ci sono fra tutte le feste che la Parrocchia organizza.

Maria Rizzi, richiamando l’esempio fatto dalla Commissione Feste per l’Anno Pastorale passato (trattare la “Festa” a Paderno, il “Lavoro” a San Giuseppe e la “Famiglia” a Comonte), sostiene che non sia necessario dividere a pezzetti il tema dell’Anno Pastorale, ma ritiene che la Tematica possa essere trattata in modo completo da tutte le Feste, ma con sfaccettature diverse.

Attilio Rossoni risponde che la suddivisione ha semplicemente un carattere organizzativo volto ad evitare che due feste diverse dicano le stesse cose del Tema dell’Anno. Si parte molto presto con la progettazione delle varie Feste, i vari comitati lavorano in parallelo e sarebbe facile cadere in sovrapposizioni se non si definiscono prima le tematiche di ciascuna Festa.

Marzio Pallini aggiunge che c’è un principio alla base: adottare un tema di fondo a tutte le Feste per dare continuità e rendere ben visibile a chi partecipa che sta vivendo una Festa della Parrocchia; non della Zona ma in Zona. C’è poi l’esigenza di stare “attaccati” al Tema dell’Anno per leggere le Feste come una continuità di percorso pastorale.

Agostino Paravisi fa notare che ogni Festa ha le sue caratteristiche. Paderno, a cui collabora per l’organizzazione, dura solo sei giorni: non c’è il rischio di iniziare un discorso senza poi esaurirlo?

Marzio Pallini condivide l’osservazione. Si può ovviare a questo pericolo scegliendo un tema che si possa esaurire in pochi giorni, per non fare le cose male.

Attilio Rossoni ricorda il principio per cui una Festa non deve esaurire un argomento, ma semplicemente dare dei rimandi, sia a chi passa di lì per caso, sia per chi vive la pastorale tutti i giorni.

Ivana Belotti condivide appieno il principio di fondo del Tema Comune. Ha qualche perplessità sull’affidare alle Feste Patronali la sintesi del Tema. Essendo a settembre, inizio di un nuovo Anno Pastorale, non sarebbe più opportuno presentare il nuovo Tema invece che sintetizzare il passato? Capisco la difficoltà legate al fatto che il Tema del Nuovo Anno Pastorale sia appena presentato, ma qualche segno sarebbe da porre.

Marzio Pallini fa presente che a febbraio si iniziano a pensare le Feste Patronali, quando del Tema dell’Anno successivo non si sa ancora nulla.

Don Gino sostiene che, senza troppe pretese, si potrebbe mettere anche solo una immagine o la frase guida del Nuovo Anno.

Attilio Rossoni ricorda che i volantini vanno in stampa a fine agosto, e la Diocesi fornisce indicazioni a metà settembre.

Leandro Pirovano afferma che la proposta di far chiudere il tema alle Feste Patronali ha senso logico: durante l’anno si fa un cammino e al termine si raccolgono i frutti.

Maria Rizzi chiede se è possibile sapere dalla Curia qualche indicazione in anticipo rispetto all’Assemblea di presentazione.

Don Giulio sostiene di no. Il Vescovo non vuole.

Ivana Belotti propone di far presente in Diocesi le necessità che le Parrocchie hanno di conoscere in anticipo il Tema per poter pianificare i Cammini Pastorali.

Don Stefano chiede se per forza l’Anno Pastorale deve coincidere con l’Anno Scolastico. Non possiamo decidere che l’Anno Pastorale inizia con l’Avvento come l’Anno Liturgico, o con la solennità di Ognissanti? Così avremmo tempo di vivere serenamente le Feste di settembre, iniziare con la Catechesi a ottobre e nel frattempo studiare il Piano Pastorale della Diocesi.

Mina Prometti sostiene l’idea che le Feste di settembre chiudano il Tema, in modo tale che non si inizi a proporre un Tema che nessuno ha ancora “masticato”.

Don Gino sottolinea come c’è un ritardo di carattere Pastorale. Il Piano Diocesano arriva troppo tardi. Alla luce di questo è bene iniziare a maggio con Paderno e finire a settembre con il Patrono. Ed è bene che ci sia qualcosa che renda visibile questa unità.

Matteo Vitali ricorda che da alcuni anni c’è un Logo delle Feste Parrocchiali con i simboli delle Cinque Zone, che è stampato sulle magliette dei volontari e sui volantini delle Feste Patronali: dovrebbe trovare posto su tutte le locandine delle Feste. Inoltre si sta pensando di creare per ogni anno un’immagine e uno slogan che evochi il tema scelto per le Feste di tutte le Zone. Si potrebbero stampare dei cartelloni pubblicitari comuni per tutte le feste, cambiando solo le date e i luoghi. Sarebbe un bel risparmio, oltre che ottenere un “impatto di continuità”.

Marco Zucchelli interviene a proposito del tema dei linguaggi, da cui è stato molto colpito. “Cosa rendono le nostre Feste diverse dalle altre?”, ad esempio dalle Feste dei partiti o delle società sportive. C’è sempre un volontariato mosso da un ideale. Ma dobbiamo stare attenti ad utilizzare dei linguaggi culturali diversi, non solo quello del cibo e del ballo. Dobbiamo capire se si privilegia l’aspetto della Sagra o quello Religioso… Anche le immagini utilizzate per le locandine sono importanti. Se guardo i volantini delle Feste Patronali devo “cercare con il lanternino” l’aspetto religioso.

Gianantonio Farinotti, in linea con l’intervento di Marco sottolinea l’importanza dell’evocare maggiormente il Tema scelto per le Feste. Va bene di certo, se il tema fosse la Fraternità, tradurlo il più possibile nella organizzazione della festa, nelle diverse iniziative che si propongono, nelle relazioni tra i volontari e tra questi e chi viene alle feste. Ma ci può essere anche spazio per la testimonianza di fraternità ‘speciali’, da esprimere con i linguaggi della parola, del teatro, della danza, …  Solo per fare un esempio, tra i tanti possibili, la fraternità di contesti non convenzionali quali la clausura o la comunità di vita potrebbe essere ‘presentata’ nella festa. Al di là dell’esempio, ciò che è importante nelle Feste che hanno già in sé, nella loro quotidianità, la dimensione della fraternità, è richiamare alla mente in modo specifico ed efficace il tema dell’anno. Dando qualche segnale in più oltre al logo che si sceglierà.

Attilio Rossoni è pienamente d’accordo con i due interventi precedenti. E’ un cammino che le Feste Patronali stanno già attuando da qualche anno, e lo scorso anno è stata proprio incontrata la Comunità del Pane… ma siamo più numerosi stasera che non a settembre in Teatro Aurora. Non è stato molto partecipato l’incontro. L’idea dei linguaggi alternativi è buona, ma c’è da scontrarsi con la realtà pratica.

Don Stefano condivide l’idea che le Feste restino una “porta per incuriosire”. C’è da sottolineare come però molti volontari a quella porta non si affaccino perché oberati di lavoro per la Festa stessa. A maggio a Paderno vogliamo provare a introdurre la preghiera serale: al termine delle attività trovarsi in chiesa per un momento di preghiera fra i volontari, in modo di dare anche a loro la possibilità di affacciarsi al tema.

Agostino Paravisi concorda con l’idea di don Stefano: si chiudono tutti gli stand e si va in chiesa. Allora sì che diventa una Festa Cattolica per tutti.

Don Gino rammenta di non mettere semplicemente “etichette accomodanti” alle Feste: “siamo cristiani perché facciamo la preghiera serale”. È soprattutto altro che dà la qualità cristiana ad una Festa. La preghiera va bene se c’è prima tutto il resto. C’è uno stile.

Ricorda che in passato utilizzava questo “metro” per valutare una Festa, rifacendosi al brano di Giovanni che narra la partecipazione di Gesù alla Festa delle Capanne: “è venuto o no Gesù alla nostra Festa?”. È questa la domanda che anche noi dobbiamo farci per valutare la positività di una Festa Parrocchiale. Dobbiamo porci delle domande: quante volte hanno litigato i volontari sotto la tensostruttura? Quanti hanno partecipato alle confessioni? Sono state accolte anche le persone “scomode”, quelle rifiutate da altri ambienti? Sono domande come queste che mi rendono la qualità di una festa, che mi fanno capire se Gesù c’è stato.

Agostino Paravisi concorda con le parole del Parroco. La preghiera non è per mettersi la coscienza apposto.

Marzio Pallini aggiunge un altro aspetto all’intervento di don Gino: ho incontrato il Signore alla Festa? Se c’era sono stato disposto ad incontrarlo? È da anni che stiamo ribadendo di alternarsi nelle varie mansioni per dare il tempo a tutti di partecipare e di vivere la Festa anche senza il grembiule. A questo proposito in Oratorio e a San Giuseppe stiamo mettendo eventi infrasettimanali, quando gli stand sono chiusi, per permettere a tutti di partecipare.

Don Gino, giusto per smentire quanto appena detto sulle etichette, propone di iniziare tutte le Feste della Parrocchia con 24 ore di adorazione continuata.

Marzio Pallini accoglie con vivo entusiasmo la proposta, caldeggiata anche da lui in passato.

Ivana Belotti apprezza l’idea. Non aspettiamoci però le chiese piene. E’ una esperienza per pochi. Dobbiamo dare il pane adatto per tutte le bocche…

Matteo Vitali propone di invitare ogni anno per la processione del Patrono un Cardinale.

Don Giulio, che lo scorso anno ha invitato il Cardinal Re, cercherà di fare il possibile.

Attilio Rossoni non nasconde che da più parti è emersa l’esigenza che ci sia una maggiore condivisione con i sacerdoti dell’intera progettazione delle Feste.

Don Gino assicura che se manca non è per scarsa sensibilità o disinteresse, ma per questioni di tempo.

Attilio Rossoni aggiunge che è molto gradita la condivisione e partecipazione dei sacerdoti non solo alla Festa che si tiene nelle propria Zona, ma in tutte. E’ un bel segno di fraternità e comunione.

Don Gino chiede se c’è già un’idea di fondo per il tema del prossimo anno.

Attilio Rossoni comunica che c’è stato un primo incontro fra i vari comitati delle Feste di Zona, in quanto Paderno e San Giuseppe avevano urgenza di iniziare i lavori. Non voleva essere uno scavalcare il CPaP, ma erano esigenze logistiche. Si è abbozzato uno slogan “Attaccabottone”, che potrebbe essere così declinato nella varie Zone:

Paderno:

  • Maria: un esempio e un aiuto per attaccare bottone con Dio
  • Ecumenismo: attaccare i bottoni con i fratelli di fede

San Giuseppe:

  • Attenzione al sociale: non lasciare che nessun bottone si stacchi
  • Il lavoro: cucire i bottoni del Regno con Dio
  • Immigrazione: è il colore che fa la qualità del bottone?

Comonte:

  • Famiglia: il bottone che non si deve mai staccare
  • Sport: stacca o attacca bottone?

Patronali:

  • Fede: è Dio che attacca per primo il bottone con noi
  • Giovani: come attaccano bottone – i social network
  • Confessione: riattacca il bottone
  • Redentore: il filo rosso che scende dalla croce rende fratelli tutti i bottoni

È solo una bozza che va ancora ben condivisa con i Sacerdoti.

Don Gino trova molto interessante la proposta. La gente che partecipa alle Feste legge “Attaccabottone” e come minimo si chiede “che vuol dire?”. Poi da lì può essere coinvolta ad approfondire il tema. Mi sembra anche di immediata associazione con il Tema della Fraternità. Noi sacerdoti dovremmo utilizzare questi riferimenti nelle catechesi e nelle omelie.

Maria Rizzi nota che stiamo poco sottolineando il Tema della Gioia. La Frase guida dell’Anno Pastorale è “… suscitando grande gioia in tutti i fratelli”. Se fosse il “suscitare gioia” a metterci in relazione con i fratelli, sarebbe una bella fraternità!


Si passa poi al Terzo Punto dell’Ordine del Giorno. Matteo Vitali spiega la proposta delle “Vacanze in Fraternità”. Nell’ultimo CPaP, fra le varie proposte sul come accrescere la Fraternità all’interno della Comunità Parrocchiale, era stata avanzata l’idea di una Vacanza. Ci siamo mossi per verificare la fattibilità ed una struttura idonea è stata trovata a Bellaria. Può ospitare fino a 70 persone, ed il prezzo potrebbe essere contenuto nelle €35 giornaliere a persona. Ora dipende se la Parrocchia intende “rischiare” questa esperienza: ci sono dei soldi da anticipare come caparra per prenotare la casa… anche se allo stato attuale non abbiamo garanzie che poi la gente partecipi.

Evelino Rossoni invita a provare. E’ il primo anno è vero, ma finchè non proviamo non lo sapremo mai.

Gianantonio Farinotti trova la proposta interessante. Ovviamente ci deve essere un gruppo affiatato di  persone per far partire la ‘macchina’ e si deve scegliere, perlomeno all’inizio, un gruppo di destinatari ‘omogeneo’. Sulla location della vacanza potrebbe essere interessante anche valutare la soluzione della montagna.

Marzio Pallini ritiene necessario definire prima il programma prima di aprire la proposta.

Leandro Pirovano pensa invece ad una classica vacanza, solo per il piacere di stare insieme una settimana.

Don Stefano fa presente che l’esperienza di Assisi per i ragazzi della Cresima funziona bene. Ci sono persone di diverse età e non c’è nessun problema di convivenza, anzi. Si potrebbe pensare di puntare a qualche destinatario privilegiato in prima battuta: le famiglie della Prima Comunione per esempio?

Allerta poi, viste le sue esperienza precedenti, che non diventi semplicemente una Vacanza in cui la Parrocchia funge da Agenzia. Ci deve essere una certa qualità…

Don Gino ravvede dal rischio di trasformare la vacanza in esercizi spirituali: sono due cose diverse. Qui deve essere al centro la condivisione e la gioia di stare insieme. Ricordo con molta nostalgia le vacanze con le mie vecchie Parrocchie. E’ una esperienza positiva, da provare.

Marco Zucchelli sostiene che serve un gruppo che “tiri le fila”. Poi la tipologia di vacanza la si costruisce in itinere in base alle persone che vi partecipano.


Fausto Duca aggiorna sulla stato dei lavori riguardo il rinnovo della Voce di Seriate. Due gli obiettivi principali:

  • rinsaldare la redazione, ridotta ormai a tre persone, oltre don Marcello Crotti, agevolando anche il loro lavoro utilizzando delle condivisioni on-line;
  • trovare nuovi scrittori per il Bollettino, sia per la cronaca sia per approfondimenti vari. Si sono già abbozzate delle nuove rubriche, ora ne valuteremo la fattibilità.

L’idea è di sperimentare nuove proposte fino a giugno, per iniziare il prossimo anno pastorale con un bollettino rinnovato nei contenuti, e magari anche nella forma; stiamo valutando i costi per una versione tutta a colori.

Matteo Vitali sottolinea che al di là di tutte le nuove rubriche, dobbiamo ritrovare il “gusto di raccontarci”, sia quello che faremo sia quello che abbiamo fatto. Anche questa condivisione è fraternità. Molte iniziative che la Parrocchia propone non vengono segnalate né a chi cura la Voce di Seriate né a chi gestisce il sito internet… è un peccato. Dobbiamo imparare a riscoprire anche questi canali di comunicazione.

Marco Zuccheli vede la necessità di definire prima cosa vuole essere il Bollettino Parrocchiale: solo cronaca o approfondimento e formazione? Prima devo chiarire le idee, poi vado a cercare le persone che scrivono.

Fausto Duca condivide, e indica come la Commissione Comunicazione stia procedendo proprio in questa direzione. C’è un elenco di possibili approfondimenti:

  • Vita di Zona: Varie ed eventuali delle varie zone, novità, curiosità…
  • Catechesi: Rubrica dedicata alla catechesi.
  • Famiglia: Un approfondimento sulle tematiche che coinvolgono la famiglia.
  • Liturgia: proporre e spiegare alcuni simboli liturgici.
  • Commissioni CPaP: A rotazione, ogni commissione racconta alla comunità quello che stanno facendo.
  • Scuola: Spazio dedicato alle scuole di Seriate, le attività, iniziative, …
  • Spazio bambini: Un’area dedicata a contenuti per bambini e ragazzi.
  • L’invitato: Rubrica di un invitato/inviato culturale che invita alla lettura di un libro della nostra biblioteca, a visitare un'opera d'arte del territorio o dintorni, ad ascoltare una musica, a vedere uno spettacolo…
  • Altre Voci: Rubrica di dialogo con storie e cammini di varia umanità, fede e spiritualità di "seriatesi" di altre confessioni o religioni oppure agnostici o atei.
  • L’angolo: Rubrica di sguardi sulla città da vari angoli del territorio e da varie angolazioni dello spazio e del tempo che abbiamo vissuto, che viviamo e che vivremo.
  • Buone Notizie: Rubrica dedicata al racconto di un fatto positivo accaduto nella nostra comunità.
  • Arte sacra Seriatese: Pagina dedicata all'arte sacra seriatese.
  • Società e psicologia: una lettura psicologica sulla realtà, dei ragazzi e degli adulti.

Valuteremo se ci sono anche le persone per curarli. È però meglio evitare ricerche a pioggia, tramite avvisi estesi. Meglio contattare personalmente i possibili autori in base alle conoscenze a alla stima.

Don Gino sostiene che un Bollettino Parrocchiale deve essere una via di mezzo fra la cronaca e la riflessione e formazione. La linea attuale è già quella giusta. Anche per la Voce di Seriate vale il discorso dell’etichetta: non deve avere solo il titolo cristiano, ma anche i contenuti.

Ivana Belotti chiede se si può inserire nel Bollettino anche una pagina per i più piccoli. Sarebbe un'attenzione per la "famiglia", perchè trovi momenti significativi per riunirsi… anche leggendo insieme un semplice racconto.


Eugenio Alborghetti, referente della Commissione Giustizia Pace e Salvaguardia del Creato, aggiorna sull’orientamento assunto nell’ultimo incontro:

  • accantonare per il momento l’opzione di redigere un documento con contenuti politici da proporre al CPaP  e alla comunità;
  • predisporre un percorso di approfondimento/formazione sui contenuti interessanti l’ambito socio/politico.

Chiede quindi al CPaP se è disponibile a dedicare uno degli incontri prima della fine dell’estate per focalizzare meglio  le esigenze socio/politiche di Seriate invitando un esperto esterno. Nell’eventualità poi che per il CPaP tali esigenze necessitino di un ulteriore impegno, pensare durante l’estate con l’aiuto esterno del Centro Diocesano di Pastorale Sociale, ACLI, ed altri enti, un percorso di incontri su temi socio/politici da proporre alla nostra comunità, soprattutto ai giovani, da iniziarsi subito dopo l’estate. Esempi presenti in diocesi da cui prendere spunto ed a cui chiedere una collaborazione: la “Scuola Formazione all’Impegno Socio Politico (S.F.I.S.P.)” promossa dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro, “La Chiesa nel mondo” promosso dall’Ufficio diocesano Cultura Comunicazioni sociali e Beni culturali, “We care” promosso da Fondazione “La Porta” ed altre sigle.

Don Gino valuta interessante la proposta e chiede perché non fare un incontro pubblico invece che circoscritto al CPaP?

Eugenio Alborghetti risponde che si vuole evitare un incontro assembleare, troppo dispersivo. Meglio fare il discorso con un gruppo più ristretto di persone. La proposta sarebbe da allargare poi ai giovani.

Maria Rizzi racconta dell’esperienza della “scuola di politica” di Redona-Centro La Porta, con tutte le difficoltà incontrate. Teme che Seriate faccia la stessa fine, con una dispersione inutile di energie. Suggerisce di volgere lo sguardo sugli ultimi anni degli ADO, che sono garanzia di presenza e possono diventare “terreno fertile”.

Eugenio Alborghetti riprende la parola e dice che l’incontro che vorrebbero proporre è appunto per “sondare il terreno” e valutare poi come muoversi, non partire spediti con una scuola di politica.

Marco Zucchelli sostiene l’importanza che il CPaP prenda atto della Politica attuale, raccolga un po’ le idee per poi iniziare a valutare come muoversi.

Don Gino ricorda come appartenga al cristiano la passione per la Polis: è un nostro dovere. Preferisce però organizzare una serata esterna al CPaP, avendo solo tre incontri prima dell’estate e molti temi da trattare. Incarica quindi la Commissione di indicare una data per tale incontro.


Per ultimo don Gino chiede ai membri un orientamento per il tema del prossimo CPaP: educazione o liturgia. Visto che la Commissione “Educare Oggi” sta faticando a trovare strade, e bene dedicare il prossimo incontro alla liturgia.


In chiusura don Marco Giudici ricorda gli appuntamenti per la “Settimana di don Bosco”:

  • sabato 26 gennaio: accoglienza ragazzi di prima superiore
  • domenica 27 gennaio: celebrazione con tutti i ragazzi alle ore 11.00 in chiesa parrocchiale, pranzo in oratorio e pomeriggio di animazione in Teatro Aurora
  • martedì 29 gennaio: incontro per genitori “Preadolescenza e adolescenza” con visione del film “Thirtenn”
  • mercoledì 30 gennaio: incontro per genitori “i bambini delle elementari rete di solitudine”
  • giovedì 31 gennaio: incontro per genitori “crescendo giocando” nella prima infanzia.

Mariantonietta Gusmini ricorda la celebrazione ecumenica di mercoledì 23 gennaio alla chiesa delle Grazie di Bergamo.

Si ricordano inoltre gli appuntamenti per la giornata della carità.

  • Giovedì 7 marzo: spettacolo teatrale “Finanza Killer. Non con i nostri soldi”.
  • Sabato 9 marzo: raccolta generi alimentari “porta a porta” e nei 5 gazebo posti nella città.

Terminati i punti all’Ordine del Giorno, alle ore 23.02 la seduta è tolta.

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