Consiglio Pastorale del 14.09.2020

Verbale di
lunedì 14 settembre 2020

Oratorio San Giovanni Bosco

 

Alle ore 20.45, sotto la tecnostruttura dell’Oratorio, con la preghiera comunitaria s’è dato il via all’incontro del Consiglio Pastorale Parrocchiale.


Assenti giustificati: Ottavio Alfieri, Assolari Francesco, Davide Camozzi, Elisa Meloni, Augusto Paravisi, Andrea Rasmo, Marco Redolfi, Giacomo Rocchi.

Ricordando la “grande prova” per la pandemia da Covid-19, il parroco, presenta i punti all’odg:

  • scambio spontaneo di considerazioni e suggerimenti-indicazioni su quello che abbiamo vissuto.
  • possibili orientamenti pastorali relativi al periodo Covid-19: riletture (di lutti, assenze, esperienze delle famiglie…).
  • individuare insieme le possibili scelte e prospettive del cammino che ci attende (sulla catechesi, le celebrazioni, la pastorale giovanile e, non ultima, la situazione economica).
  • Varie ed eventuali.

Considerazioni e suggerimenti

Il parroco apre la discussione ricordando che si è già iniziato a riflettere su alcune ipotesi di cammino per la catechesi, così per le celebrazioni e novità delle messe in videodiretta per i malati, tenendo conto che circa il 35-40% di fedeli mancano attualmente alle messe. Il Covid-19 ha condizionato anche altre iniziative: sia la pastorale giovanile che l’inserimento del nuovo curato e, non ultima, la gestione economica con una previsione di bilancio in perdita di circa 60.000 euro oltre al debito dovuto alla rata di settembre del mutuo annuale (di 130.00 euro), spostata al prossimo anno: andrà a incidere sulla vita della comunità.  In questa situazione, aggiunge il parroco, c’è bisogno di confrontarsi anche con la gente e “individuare” nuovi orizzonti e iniziative pastorali, in qualità e quantità.

Alla domanda di Silvana Vavassori sul cambiamento il parroco risponde con esempi di come il covid-19 abbia modificato l’aspetto relazionale.

Sandra Rossoni pensa che nuove occasioni per incontrarsi distanziati per adulti e adolescenti possano rispecchiare il bisogno della gente di partecipare.

Bernardo Perlman propone l’allestimento di gazebo per la vendita di scarpinocc come un segnale rassicurante di un certa normalità.
Allargando il discorso sul distanziamento il parroco riflette sulla eventuale problematica del riscaldamento ad aria nelle chiese, che si aggiunge a quelle relative a confessione, messa e catechesi.

Roberto Valoti elogia le iniziative prese durante il lockdown, tra cui la raccolta viveri della Caritas e ne auspica di nuove: per la catechesi ai giovani e per coinvolgere la gente.

Don Mario presenta le fatiche di capire anche cosa scegliere di fare con un esempio sulla catechesi per gli adulti che si potrebbe fare in streaming ma la maggior parte degli abituali partecipanti, che hanno una certa età, non sa usare i mezzi di comunicazione online.

Coglie quest’ultima sfida Roberto Valoti proponendo un coinvolgimento di don Fabiano raccontando l’esperienza di alcuni ragazzi di un Paese in via di sviluppo che si recano nei villaggi vicini per attivare la connessione con tablet e offrire così un servizio alla comunità lontana che così può seguire e comunicare online.

Riferendosi alla catechesi Cecilia Morosini appoggia l’uso di piattaforme come YouTube benché i numeri siano esigui (150 persone per 4 incontri all’anno), mentre manifesta la necessità per le celebrazioni di ricevere l’eucarestia di persona.

Marco Zucchelli racconta la sua esperienza della ripartenza nel mondo della scuola. Iniziando dalla rigidità dei protocolli, che anche la Chiesa ha vissuto, sostiene la speranza che con il passare delle settimane si possa ritornare alla normalità.  Secondo Marco Z. il nostro agire di cristiani deve prendere le mosse dalla consapevolezza che la nostra fede “è un incontro con un Dio che si è fatto carne” e in quanto tale non parte dalla catechesi o dalla comunicazione, ma è il vivere questa esperienza nella relazione con Lui e con gli altri. Per questo motivo tutto ciò che richiama la relazione è da privilegiare su tutto il resto. Come nel mondo della scuola – dove il benessere psicofisico degli studenti non è dovuto alle “videolezioni” a distanza ma, al contrario, dal superamento di questo momento storico – così pure per la chiesa di Seriate sarebbe bene ripartire dall’essenzialità: la Carità. Perché è nella carità che si privilegia la relazione. Per Marco, nella prassi, non si tratterebbe di assistenzialismo, semmai di contrasto alla solitudine e l’agire della Chiesa di Seriate potrebbe ricostruire i legami con il territorio e “arricchirlo” di relazioni: questo vale sia che si faccia catechesi, sia per i codici multipli della comunicazione. Da notare che il tema delle relazioni va di pari passo con quello del lavoro e della giustizia. Mettendo in pista il tema delle relazioni ci si può prendere cura l’uno dell’altro con uno sguardo più ottimista.

Don Mario C. confessa che nel periodo di lockdown come preti si sono trovati in una emergenza continua, navigando a vista, e riconosce come importante l’attuale incontro del Consiglio Pastorale per scambiare voci e farle fluire nella realtà dell’assemblea per riflettere sul tema delle relazioni dove convivono il bisogno da un lato e il timore dall’altro.

Marco Zucchelli rilancia l’idea di riscoprire Seriate perché si è passati da un tempo sospeso a questo definito “della rinascita” in quanto il bisogno più forte è fisico ed è quello di ritrovarsi e ripristinare il territorio.

Anche per Cecilia Morosini la questione centrale per la relazione è l’incontro di storie e di accompagnamento come quelle che si sono viste e si vedono arrivare in Caritas. Quando arrivano storie pesanti dalla diocesi ci si domanda sempre dove e come sia la comunità a Seriate. Si domanda: “Come coinvolgere le persone e a che livello?”.

Condivide lo stesso bisogno di relazioni Maurizio Aiolfi portando l’esperienza del mondo del lavoro vissuto in remoto che però torna ad organizzare una “vicinanza” e pensa al desiderio di giovani e adolescenti di tornare in oratorio, nonostante la loro facilità di usare strumenti informatici.

Con l’intervento di Don Luca Della Giovanna si comprende la portata dell’esperienza Caritas di Seriate sottolineando il passaggio da una situazione di chiusura del Centro di Primo Ascolto per lockdown alla centralità della relazione con la cooperazione spontanea della gente di Seriate. Don Luca racconta di come, durante la commovente cerimonia al cimitero, il Centro di Primo Ascolto della Caritas abbia ricevuto l’attestato di riconoscimento per la preziosa attività di aiuto durante il periodo del Covid-19. Racconta anche come da febbraio ad aprile siano raddoppiati i numeri dei bisognosi seguiti da questi “eroi nascosti”. Chiarisce che, in quel periodo, è stato attuato un percorso di incontro personale di ogni persona e situazione, un lavoro fatto in sicurezza sanitaria. Così, dentro la tragedia – dice don Luca – sono nati dei germogli: tonnellate di cibo arrivavano da persone che non conoscevano minimamente il Centro di Primo ascolto, sono aumentate le donazioni e sono entrati nuovi volontari senza andarli a cercare. Per don Luca Seriate sarà “famosa” non solo per le tante bare ma anche per la tanta Carità. E questo, aggiunge: ≪dobbiamo dircelo, perché “ci tira su” ≫. L’amministrazione comunale comprende finalmente cosa c’è dietro la Caritas, ne riconosce la presenza e importanza, perché la carità non è solo questione di due soldi, ma è un mondo. Si pensi anche solo alle mascherine distribuite da 100 persone. Questa, secondo don Luca, è stata una carità generativa perché “un po’ di più ci siamo sentiti comunità”, una ricchezza da non perdere anche dopo l’emergenza perché bisogna continuare e crederci e lavorare in questa direzione.


Il parroco conclude con il proposito di tenere presente i suggerimenti espressi e di aggiungere alle attenzioni finora emerse le priorità indicate dal Vescovo sulle famiglie, gli anziani e gli ammalati.  Non si faranno grandi programmi pastorali perché l’idea di relazionarci e di stare quindi insieme, secondo varie modalità, è più importante di tutto il resto.

L’incontro si conclude alle ore 22.34

Il prossimo incontro è fissato per il 19 ottobre 2020.

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