Consiglio Pastorale del 09.01.2018

Verbale di
martedì 09 gennaio 2018

Centro Pastorale Parrocchiale

Alle ore 20.45, con la preghiera comune s’è dato il via al secondo incontro dell’Anno Pastorale, il primo dopo il rinnovo del Consiglio Pastorale.

Assenti: Elisa Meloni, Roberto Valoti.


Don Mario ringrazia e dà il benvenuto a chi già faceva parte del vecchio CPaP, 7 membri, e ai 23 che iniziano questo prezioso servizio per la Comunità.


Ogni membro si presenta brevemente.


Don Mario legge e commenta lo Statuto del CPaP (vedi allegato), in modo che tutti siano consapevoli della collaborazione richiesta.

Al termine dell’illustrazione, si apre una condivisione sul lavoro prossimo del CPaP.

Ottavio Alfieri chiede che gli venga chiarita la modalità di lavoro delle commissioni e chiede come quanto discusso nelle sedute del CPaP possa essere socializzato alla Comunità.

Don Mario riferisce che nello scorso mandato del CPaP, erano state formate 8 commissioni; nel corso degli anni, o perché confluite in altri gruppi o perché esaurito il compito, sono state messe da parte per privilegiare il lavoro di gruppo. Per la condivisione di quanto emerso nel CPaP alla Comunità, i canali sono sempre stati quelli classici del bollettino e del sito parrocchiali. Se dovessero esserci questioni significative possono essere convocate delle Assemblee Parrocchiali.

Bernard Perlman suggerisce di utilizzare anche il foglio degli avvisi settimanali per condividere una sintesi del lavoro del CPaP.

Don Marco sottolinea come l’Equipe Educativa, il comitato feste parrocchiali, il gruppo catechisti,… possano essere considerate le commissioni citate dello Statuto del CPaP. Il CPaP ha il compito di tenere l’unità fra queste commissioni.

Federico Manzoni suggerisce di iniziare il lavoro del CPaP proprio ascoltando questi gruppi, per capire cosa c’è in Parrocchia.

Don Mario, ricollegandosi all’ultimo intervento, condivide l’idea che da un po’ ha in testa di realizzare un piccolo opuscolo che raccolga una sorta di schede di presentazione per ogni gruppo parrocchiale. Questo è un buon modo per conoscersi e presentarsi e, allo stesso tempo, un tempo di riflessione su di sé da parte di ogni gruppo. Sarebbe bello donare anche questa pubblicazione ai nuovi parrocchiani, ai nubendi, ai genitori dei battezzandi… come segno di accoglienza e per promuovere l’informazione.

Ottavio Alfieri ritiene che conoscersi è fondamentale per potersi consigliare, ruolo di CPaP.

Marco Zucchelli, notando come i nuovi membri siano 23, ritiene che sia doveroso avere una fotografia di quello che c’è in Comunità. Suggerisce di avviare questa conoscenza tenendo come linea guida le tre gambe che sorreggono la Parrocchia: Catechesi, Liturgia e Carità.

Cinque incontri in un anno sono un tempo insufficiente per poter riflettere sulla Comunità: sarebbe bene preparare bene questi momenti, ricevendo in anticipo del materiale su cui riflettere, in modo che ogni membro posso arrivare agli incontri con cognizione di causa.

Ritiene poi importante, visto che è la peculiarità della nostra Parrocchia, tenere vivo il discorso delle Zone Pastorali.

Don Mario comunica due urgenze che incombono sulla nostra Comunità:

  1. La riforma della catechesi; pensiero avviato con un convegno e poi proseguito con una commissione che ha preparato una proposta che sarà socializzata con i catechisti domani. La proposta è di condividerlo nel prossimo CPaP
  2. L’incontro con il Vescovo di tutti i CPaP del nuovo CET del 14 Marzo.

Cecilia Morosini chiede se l’abbinamento Ambiti-Zone proseguirà ancora.

Don Mario risponde di sì, ogni Zona continuerà a riflettere su un particolare Ambito Pastorale.

Vengono poi scelti i membri della segreteria del CPaP: Valentina Capelli, Giuseppe Bonfanti e Matteo Vitali.

Alessandra Rossoni chiede se è possibile ricevere in anticipo la proposta per il rinnovo della Catechesi, per poter riflettere con calma e arrivare preparati al prossimo CPaP.

Giovanni Stucchi, ricorda che anni fa già il CPaP aveva fatto questo lavoro di relazionare l’operato dei vari gruppi e le attività, ed era stato pesante e poco costruttivo. Suggerisce quindi che si prenda una linea più “problematizzante”: non una semplice descrizione di ciò che si fa, ma un approccio più critico con degli interrogativi da porre al CPaP.

Vista poi l’ampia portata di certi argomenti, come quello della catechesi, suggerisce che non vengano esauriti in un unico CPaP, ma venga dato più tempo.

Cecilia Morosini propone che la conoscenza delle varie attività dei gruppi possa essere fatta extra CPaP, per non togliere tempo a discussioni più urgenti e significative. I membri che hanno la necessità di conoscere alcuni aspetti della vita comunitaria, si possono incontrare in qualunque momenti con chi li segue.

Don Mario condivide che la presentazione dei gruppi non deve essere pesante né lunga. La presentazione che ha in testa è molto snella e schematica.

Augusto Paravisi chiede che venga sintetizzato il compito del CPaP.

Don Mario lo fa con due parole: ascoltare e consigliare.

Marco Redolfi chiede se l’incontro con il Vescovo sarà una relazione da ascoltare o ci sarà una condivisione.

Don Mario risponde che non si hanno ancora notizie a riguardo, sicuramente sarà presentata la nuova formula dei Centri Ecclesiastici Territoriali.

Terminati i punti all’ordine del giorno, l’incontro si conclude alle ore 22.42.

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