Consiglio Pastorale del 13.11.2012

Verbale di
Martedì 13 Novembre 2012

Centro Pastorale Parrocchiale


 

Dopo aver sostato e pregato davanti all’Eucarestia, alle ore 21.10 s’è dato il via al primo incontro dell’Anno Pastorale del CPaP nella sala della Comunità Mons. Ferdinando Cortinovis.


Membri assenti: don Marcello Bonanomi, don Marco Giudici, Fausto Duca, Mariella Manenti, Angelo Pagnoncelli, Leandro Pirovano, Alberto Pinetti, Marco Redolfi, rappresentante Suore presso Scuola Materna di via Colleoni.


Don Gino accoglie e ringrazia tutti i membri del CPaP per la disponibilità e l’impegno che anche quest’anno metteranno. Ricorda come il primo compito che non deve mai mancare all’interno dei membri del CPaP è la preghiera per la Parrocchia, per questo ogni incontro è preceduto dall’Adorazione: è lì, davanti al Signore, che si realizza la vera Fraternità, tema dell’anno pastorale, e la vera edificazione. La Fraternità si esercita solo se si vive la Paternità, solo se riconosco l’altro amato dal Padre come lo sono io.


Viene approvato il verbale della seduta precedente.


Don Gino passa poi al secondo punto all’Ordine del Giorno: la presentazione dell’Anno Pastorale.

Fa notare come l’anno pastorale sia già partito, con tutte le ricchezze di appuntamenti che porta con sé. C’è già un calendario molto ricco, quindi è bene non inserire molto altro, ma solo qualche attenzione relativa all’anno della Fede e alla Fraternità.
Un modo per essere fraterni è vivere la seconda domenica del mese come la “Domenica della Carità”. Destinare cioè parte delle elemosine raccolte durante le celebrazioni domenicali ai gruppi caritatevoli parrocchiali e coinvolgere i bambini della catechesi facendo portare loro qualche aiuto concreto (un quaderno, una scatola di tonno, un giocattolo…). L’idea è di partire in Avvento, il 9 dicembre, chiedendo al Gruppo Liturgico di tematizzare la Domenica della Carità nell’introduzione e con le preghiere dei fedeli. Questa domenica, oltre che a coprire una effettiva necessità, vuol essere anche pedagogica, aiutare il cristiano a mettere l’habitus della carità, a essere sempre caritatevole, non solo una volta al mese. San Giustino diceva “sarebbe falsa la nostra partecipazione all’Eucarestia senza l’attenzione ai poveri”.

Marco Zucchelli suggerisce di dire di volta in volta la destinazione dei soldi raccolti e di coinvolgere i catechisti per sensibilizzare e mediare la proposta ai loro ragazzi, che vede più indicata per le elementari che non per le medie.

Don Gino risponde che i catechisti sono già informati della proposta, e che certamente il loro contributo è fondamentale. E’ invece più difficile decidere dove destinare di volta in volta i fondi raccolti, meglio indicare semplicemente come destinatari i gruppi parrocchiali.

Cecilia Morosini propone che sia il Consiglio Caritas a decidere la destinazione. Sottolinea poi come le urgenze siano soprattutto al Centro di Primo Ascolto e alla Casa della Carità.

Anche Maria Rizzi sostiene che è bene stare sul generico, senza indicare necessariamente in anticipo la destinazione dei fondi. Sarà poi il Consiglio Caritas a decidere le priorità.

Evelino Rossoni ritiene invece che la gente si sentirebbe più coinvolta se conoscesse in anticipo la destinazione delle offerte.

Don Gino decide che, se ci sono bisogni evidenti e urgenti indicati dal Consiglio Caritas, si può specificare la destinazione delle offerte, altrimenti la si lascia vaga, per i gruppi caritatevoli delle Parrocchia.

Maria Rizzi nota che un altro inconveniente nell’indicare la destinazione è che non sempre così facendo ci sarebbe unità fra la proposta dei ragazzi e degli adulti, e non è bello, perde il senso di unione.

Don Gino raccoglie l’indicazione e conferma la sua posizione. Fa notare che questo momento di crisi può stimolare la gente ad aiutare. La Parrocchia interviene ora proprio perché c’è più bisogno, e le persone lo capiscono.

Maria Antonietta Gusmini propone di fare un resoconto successivo della destinazione delle offerte. Non dire il quanto si è raccolto, è secondario, ma il cosa si è fatto con quanto raccolto.


Don Gino illustra un’idea per affrontare a livello parrocchiale l’Anno della Fede. Specifica subito che è impossibile esaurire il discordo della Fede con un ciclo di incontri, non è questa l’intenzione. Un primo gesto significativo per concretizzare l’Anno della Fede è l’introduzione dell’Adorazione Eucaristica nella chiesa del Buon Consiglio al Martedì:  i primi appuntamenti hanno avuto un buon seguito.

Ci sono poi delle ipotesi per il quaresimale, che sono ancora da condividere con il predicatore. Uno schema di massima potrebbe essere questo:

  • La fede dono e frutto dell’annuncio (discorso di Pentecoste – Atti 2,14-41);
  • Accettare di credere in un Dio in un contesto refrattario (Paolo all’Agorà – Atti 17,22-34);
  • La costanza della fede quando la preghiera o l’azione non è esaudita (la fede che sradica la pianta; fede è accettare che la pianta rimanga al suo posto – Mt 21,18-22);
  • La fede e la vita eterna (come conciliare una storia che sperimentiamo, con una storia annunciata dalla risurrezione di Gesù – Charles Peguy : “Il nostro secolo soffre di un’amnesia di eternità);
  • La fede: capacità di comprendere sé come dono per amarci nel modo giusto. (“Siete tempio dello Spirito – la Trinità abita in voi”).

 

Maria Rizzi chiede se è già stato scelto il predicatore.

Don Gino dice che vorrebbe chiedere a don Maffioletti, parroco di Longuelo.

Giovanna Sottocornola ricorda che il Papa ha indetto l’Anno della Fede perché è il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II: il Concilio sarebbe da riprendere nel quaresimale. Anche il Catechismo della Chiesa Cattolica compie venti anni, sarebbe da rilanciare anche lui, riprendendolo magari nelle omelie, tenendo conto della dimensione esistenziale, invitando tutti a consultarlo, soprattutto i catechisti che non lo conoscono forse più. Si potrebbe pensare ad una giornata di presentazione e magari trovare l’occasione per venderlo nelle chiese.

Don Gino ricorda che giusto ieri s’è parlato di questo tema con i catechisti. La catechesi degli adulti tratta il tema della Fraternità, non è centrata sul tema vero e proprio del catechismo, ma quello che dice Giovanna è vero e va tenuto in considerazione. E’ anche il cinquantesimo anniversario della morte di Papa Giovanni XXIII, non va dimenticato.

Maria Rizzi preferirebbe concentrare le energie sul Concilio, fra i tanti eventi che ricorrono quest’anno è sicuramente quello più importante, che ha spalancato orizzonti di grande respiro.

A don Gino piacerebbe chiedere alle ACLI di organizzare una serata sulla “Gaudium et Spes”, non per esaurire il Concilio, ma per avere almeno qualche riferimento.

Federico Pozzi, presidente del circolo ACLI di Seriate, ricorda come sia anche il cinquantesimo anniversario d’ordinazione di Papa Paolo VI, figura a lui cara, che ha portato sulle spalle l’eredità di Giovanni XXIII. Accetta la proposta fatta da don Gino e si muoverà per organizzare l’incontro.

Marco Zucchelli informa che l’ACLI provinciale ha già preparato degli incontri sul Concilio, si tratta di collocarli nel modo giusto.

Don Gino ricorda che, come detto in apertura, la Parrocchia mette in campo già tante iniziative, dagli incontri del Greto a “EffettoBibbia”: stiamo attenti a non esagerare.

Gianantonio Farinotti suggerisce di utilizzare come possibile canale divulgativo dei ‘messaggi’ del Concilio Vaticano II le feste che la Parrocchia organizza nelle varie Zone. Si potrebbe fare ciò tramite momenti specifici o serate sulla falsariga di quella dedicata quest’anno al Cardinal Martini, con l’attenzione a modalità che possano coinvolgere la gente comune. Il Concilio (con i suoi contenuti) potrebbe quindi essere un filo conduttore per le feste.

Don Gino vede bene la proposta. Chi organizza le feste in questi ultimi anni sta cercando di inserire delle tematiche comuni; gli anni passati si era più disimpegnati, ora questa attenzione c’è.

Attilio Rossoni, coordinatore della Commissione Feste Parrocchiali, non vede le feste come luogo in cui si possa esaurire totalmente un contenuto. Le feste possono dare una mano alla riflessione, ma non possono essere esaustive. Se poi con le feste si vogliono raggiungere le persone che abitualmente non frequentano i nostri luoghi, i “lontani”, il tema del Concilio rischia di essere invece un po’ di nicchia, per addetti ai lavori.

Marzio Pallini, membro della Commissione Feste Parrocchiali, evidenzia come la festa debba essere un modo diverso per esprimere i contenuti che l’anno pastorale ha portato avanti, perché lì raggiungo delle persone che altrimenti non raggiungerei. Le feste non possono concludere da loro un discorso, il tema del Concilio deve essere trattato anche fuori e prima delle feste.

Cecilia Morosini dice che il messaggio del Concilio va vissuto e non teorizzato nelle feste, ma un incontro culturale ci può anche stare.

Attilio Rossoni ribadisce che le feste non possono parlare del Concilio se la Parrocchia parla tutto l’anno della Fraternità: non ci sarebbe la coerenza e la continuità che si sta auspicando come Commissione Feste Parrocchiali.

Don Gino non vede male che il tema del Concilio sia trattato parallelamente al tema della Fraternità nelle diverse feste di Zona.

Attilio Rossoni acconsenta alla possibilità, ma sostiene che ci deve esserci un bel percorso sul Concilio anche in Parrocchia, per non scollegarsi troppo. E’ da studiare.

Don Stefano ricorda la ricchezza delle Costituzioni Sinodali, che potrebbero essere lette nelle circa 300 messe feriali dell’anno. Lì potrebbero trovare posto: un paragrafo al giorno, magari seguite da due parole del sacerdote. Questo aiuterebbe a familiarizzare con il linguaggio “pesato” del Conclio.

Marzio Pallini apprezza la modalità proposta da don Stefano. Ribadisce in risposta agli interventi precedenti, che le feste sono una vetrina, ma non esauriscono l’argomento. La festa si inserisce e completa il cammino, ma non lo sostituisce e lo esaurisce.

Marco Zucchelli ritiene che qui nessuno abbia intenzione far esaurire il tema del Concilio alle feste, ma semplicemente inserire una serata culturale.

Don Gino non trova nessun problema nel trattare durante le feste il tema del Concilio.

Marzio Pallini dice che non ci sono problemi, basta che venga trattato anche in altri momenti.

Maria Rizzi chiede un po’ di elasticità nella scelta dei temi per le feste. Il Concilio non è poi così fuori dai discorsi che si sono fatti e si faranno in Parrocchia, basti pensare all’apertura dell’anno della fede a Paderno e all’angolo della preghiera dedicato a Papa Giovanni che è stato preparato.

Attilio Rossoni ribadisce ancora il ragionamento da evitare: non abbiamo serate durante l’anno per il Concilio, lo mettiamo nelle Feste. Questo è quello che si vuole evitare.

Don Gino, per concludere l’argomento che si è protratto più del previsto, sintetizza dicendo che l’Anno Pastorale sarà sulla Fraternità, ma ci saranno anche occasioni, magari collaborando con le ACLI, per trattare il tema del Concilio. Plaude poi all’idea di don Stefano di leggere le Costituzioni del Concilio alle messe feriali. La proposta sarà vagliata fra i sacerdoti.


Don Gino prosegue con i punti all’Ordine del Giorno, proponendo alla Commissione Parrocchia e Zone di produrre un contributo per la Diocesi sulla nostra esperienza di Cinque Zone unite in un’unica Parrocchia, molto simile alla proposta delle Unità Pastorali presenti nella Lettera Pastorale del Vescovo sulla Fraternità. Il discorso era già stato accennato su “L’eco di Bergamo”, forse in modo troppo trionfalistico: potrebbe essere una base per partire.

Marco Zucchelli, membro della Commissione Parrocchia e Zone, chiede i tempi per la realizzazione di questo contributo.

Don Gino ritiene che può essere prodotto entro la fine dell’anno pastorale.


Si apre poi il confronto sulle proposte per aumentare la vocazione alla Fraternità all’interno della Nostra Parrocchia: fra Sacerdoti, fra Laici, fra Zone.

Giovanna Sottocornola ritiene che la Fraternità può aumentare se si creano situazione di incontro, come i pellegrinaggi o le giornate di gita.

Gianantonio Farinotti sottolinea, riprendendo alcuni passaggi dei lavori condotti dalla Commissione Liturgica, l’importanza della vicinanza ai fratelli che stanno vivendo momenti significativi relativi ai passaggi della vita, specialmente la nascita e la morte. Un’attenzione quindi ai battesimi e ai funerali: è nell’accoglienza e nell’accompagnamento in questi momenti che emerge la Fraternità.

Ivana Belotti mette in luce la grande portata di questo tema, e il peso che le domande di stimolo proposte per la riflessione hanno: si potrebbe anche scadere nella polemica nel rispondere.

Importante è rafforzare il legame non solo fra i sacerdoti e i fra i laici, in modo separato, ma fra sacerdoti e laici insieme.

Un altro slogan che potrebbe guidare l’anno della Fraternità è questo: “dite quello che fate e fate quello che dite”. Lo utilizzano nelle imprese per la “certificazione qualità”, ma è molto indicato anche per la nostra Parrocchia: è importante condividere le iniziative con tutti, senza barriere. Non mi piacciono i compartimenti stagni, i gruppetti chiusi che si riservano le informazioni: è bella la condivisione.

Marzio Pallini dice che la Fraternità non è solo una dinamica fra gruppi parrocchiali, ma è una dimensione da vivere con tutti, anche fuori dalla Parrocchia. Dobbiamo avere l’attenzione a “ordinare le cose del mondo secondo Dio”, fra di noi e con l’umanità intera.

Riprende poi la questione del calendario troppo fitto: Fraternità è anche accettare che gli eventi si sovrappongono se i destinatari sono diversi. Non tutti sono abili nelle stesse cose, vanno coinvolti in modi diversi: questa è Fraternità.

Maria Antonietta Gusmini ritiene che un luogo ideale per vivere la Fraternità sono i Gruppi di Ascolto nelle Case: andrebbero un po’ ristrutturati e rilanciati. Lì si vive la Parola, e la Parola crea Fraternità.

Un altro strumento di Fraternità è la preghiera: nell’Adorazione Eucaristica di giugno a San Giuseppe si è condivisa la preghiera facendo scrivere a ciascuno un’intenzione su di un foglietto che poi ci si è scambiati. E’ stato un bel momento di Fraternità: farsi carico delle preghiere degli altri.

Propone poi di tentare anche con gli adulti la modalità di uscite e vacanze come avviene per il mondo degli adolescenti e giovani. Nel vivere gomito a gomito si accresce la Fraternità.

Gianantonio Farinotti nota che la lettera del Vescovo insiste sulla Fraternità fra preti e chiede a che punto si è in proposito a Seriate.

Don Gino ricorda che tutti i mercoledì mattina i preti si trovano per una riunione e poi pranzano insieme. C’è poi il progetto di pranzare tutti i giorni insieme, è un desiderio che condividiamo da tempo con tutti i curati: stimo studiando le modalità operative.

Al di là di questo c’è una buona relazione e comunicazione fra di noi: quello che succede nelle zone viene condiviso serenamente fra di noi. Per una vita comunitaria maggiore non ci sono le strutture nella nostra Parrocchia: abitiamo in luoghi diversi, e questo è un po’ un ostacolo.

Don Stefano chiede aiuto ai laici del CPaP nell’aiutare i sacerdoti a  concretizzare l’idea del pranzo insieme, non tanto ovviamente  per preparare i pasti, ma per credere e sostenere questo momento  di condivisione e di tempo quasi come necessario  per dare volto a questa fraternità di preti e alle sue ricadute positive sulla Parrocchia tutta. Questo inoltre permetterebbe ai preti di avere un momento certo in cui staccarsi dagli impegni che spesso li “mangiano” anche nella pausa pranzo, venendo meno al bisogno di "stare un po' in disparte" non tanto da soli ma con tra sacerdoti della stessa Parrocchia per condividere un cammino pastorale.

Concludendo questo punto don Gino ricorda l’importanza di curare battesimi e funerali, sono un momento importante di evangelizzazione. Fa notare come spesso dopo un funerale i parenti vengano a ringraziare, e come sia in aumento la richiesta di benedizione delle ceneri al momento della tumulazione al cimitero. Sono segnali importanti.


Don Gino introduce poi il terzo punto all’Ordine del Giorno: il cammino del CPaP per quest’anno pastorale. Da subito informa sulla volontà di convocare un “Sinodo Parrocchiale con tutti i gruppi operanti in Parrocchia” verso la fine dell’Anno Pastorale. Questo sinodo andrà preparato per tempo, e la Segreteria del CPaP se ne farà carico. Chiede poi di suggerire altri temi da trattare nel CPaP.

Maria Rizzi suggerisce il “problema educativo”: è urgente e siamo sempre incapaci di viverlo. Non siamo capaci di gestire le relazioni con i ragazzi, soprattutto con quelli indisponenti che frequentano anche le nostre strutture.

Evelino Rossoni vede anche lui d’urgenza il tema del disagio giovanile. Importante riflettere su questo tema per i catechisti, per chi va al bar, per chi ritira i bambini alla catechesi, per i baristi e per tutti i volontari della Parrocchia.

Maria Rizzi dice che l’urgenza educativa è sentita e importante anche per chi passa nei nostri ambienti, non solo per chi vi opera.

Marco Zuccheli esprime il proprio compiacimento per il sinodo parrocchiale. Sottolinea l’importanza che sia preparato e costruito già da ora, perché non sia una cosa improvvisata ma la conclusione di un percorso.

Attilio Rossoni avanza la proposta di discutere il documento che è stato preparato dalla Commissione Feste Parrocchiali lo scorso anno. Vorremmo sentire il parere del CPaP prima di proseguire il cammino.

Gianantonio Farinotti chiede se il sinodo abbia un carattere di eccezionalità oppure se sia un evento periodico.

Don Gino risponde che è il primo tentativo di realizzare un incontro così in Parrocchia: è inerente al cammino dell’Anno Pastorale sulla Fraternità.

Marco Zucchelli propone di trattare il tema della cittadinanza. Che paese stiamo costruendo? Che ruolo ha la Chiesa? Un incontro che abbia una tematica socio-politica.

Maria Antonietta Gusmini, come referente della Commissione Liturgica, propone di allargare al CPaP la riflessione da loro fatta intorno ai “laboratori liturgici” per fanciulli e ragazzi. Questa esperienza, come molte altre, presenta aspetti positivi suscitando però alcune perplessità:

  • difficoltà di comprensione e partecipazione dei fanciulli/ragazzi alla Celebrazione Eucaristica;
  • possibilità, attraverso i laboratori di far “gustare” la Parola;
  • i ragazzi vivono separatamente la prima parte della celebrazione;
  • i laboratori sono proposti nei tempi forti (avvento e quaresima) con il rischio di sganciarsi da un cammino comunitario;
  • distinguere, nell’analisi dell’esperienza, la varie fasce di età (fanciulli e ragazzi).

Da un primo ‘giro di tavolo’ emergono posizioni differenti rispetto a quanto riportato; Ivana Belotti interrompe però subito il dibattito, convenendo sulla necessità di approfondire la questione in uno dei prossimi CPaP.


Don Gino comunica che, vista la scarsa partecipazione, dall’1 dicembre 2012 la messa festiva del sabato e delle vigilie in chiesa parrocchiale sarà anticipata alle ore 18.30 (invece che 20.00).


Luigi Chiodini aggiorna poi il CPaP sul cammino del nuovo Centro Pastorale di San Giuseppe. La Curia ha riconosciuto la necessità di un Nuovo Centro Pastorale per la Zona, ha richiesto il progetto di massima e entro fine novembre saranno comunicate alla Parrocchia eventuali modifiche. Ci sono dei piccoli passi in avanti.


Matteo Vitali aggiorna sul lavoro della Commissione Comunicazione di cui è Membro:

Il primo anno è stato principalmente focalizzato su:

  • affiancamento alla Redazione Web per la realizzazione del nuovo sito internet della Parrocchia, che sta procedendo molto bene, con circa 50 articoli pubblicati dalle Zone a dalle Associazioni in 6 mesi e 100 ingressi al giorno (200 in giorni significativi come la solennità dei Santi e le Feste Patronali);
  • gestione e coordinamento dei vari calendari parrocchiali: agenda annuale, calendario on-line, calendario mensile della Voce di Seriate e foglio degli avvisi settimanale;
  • censimento e ordine delle informazione relative ai contatti e agli orari delle varie associazioni e zone (mail, telefoni, orari celebrazione e momenti di spiritualità, orari segreterie e sportelli,…). Si possono trovare sul sito e su una stampa che verrà posta nelle bacheche di zona ad inizio avvento.

 

Per quest’anno si vuole spostare l’attenzione sulla revisione della struttura del mensile della comunità, la Voce di Seriate, affiancando don Marcello e i componenti della Redazione nelle varie fasi di intervento.

L’idea è quella di  procedere nel seguente modo :

  • la Commissione Comunicazione non si sostituirà, come ruolo e competenza, alla redazione della Voce, ma sarà di supporto nella fase di sviluppo / rilascio e nella definizione delle nuove regole di pubblicazione;
  • stiamo verificando le condizioni e i tempi che attualmente regolano i rapporti con il grafico per l’impaginazione e la stampa, al fine di valutare (se necessario) soluzioni alternative – anche in un’ottica di ottimizzazione dei costi;
  • ricercare nuove persone che possano collaborare nella redazione della Voce. Come fatto per il sito, l’ideale sarebbe che fosse presente almeno un rappresentante di zona e di gruppo / associazione;
  • iniziare a condividere fra i membri della Commissione Comunicazione e la redazione della Voce tutti i documenti che verranno pubblicati sul prossimi numeri. Questo permetterà a tutti di valutare il materiale e le procedure adottate per l’impaginazione. A questo proposito è stata organizzato per il 6 dicembre un incontro “allargato” con tutti coloro che partecipano (direttamente o indirettamente) nella pubblicazione di contenuti al fine di condividere le nuove idee ed impostare insieme una nuova metodologia di lavoro, magari on-line;
  • regolare i rapporti fra la redazione della Voce, del Sito Internet e della Commissione Comunicazione.

Obiettivi :

  • Iniziare ad introdurre e sperimentare qualche novità operativa  (nuove rubriche, minore lunghezza articoli, maggiore legame con i tempi liturgici,.. ) a partire dai numero di gennaio 2013.
  • Nuovo stile grafico a partire dal numero di settembre 2013, inizio del prossimo anno pastorale.

Don Gino ricorda in conclusione l’appuntamento del 22 novembre “Il sorriso è la forza dei piccoli passi” organizzato dal Greto e l’incontro vicariale dei Catechisti con il Vescovo del 13 dicembre.


Terminati i punti all’Ordine del Giorno, alle ore 23.30 la seduta è tolta.

 

 

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