Consiglio Pastorale del 16.06.2012

Verbale di
Sabato 16 Giugno 2012

Centro Pastorale Parrocchiale


 

 

 

Il sesto ed ultimo incontro del CPaP dell’Anno Pastorale è iniziato presso il Santuario del Sacro Cuore, con l’intervento di don Emilio Brozzoni, fondatore della Comunità Aeper. Don Emilio ha raccontato i suoi 34 anni di esperienza di Comunità, sottolineando l’importanza della condivisione e del vivere insieme. Ha parlato di come il suo entusiasmo iniziale abbia lasciato posto ad azioni “maggiormente riflettute”, con l’obiettivo non solo di accogliere ed aiutare le persone in difficoltà ma anche, e soprattutto, di prevenire situazioni di disagio. Come? Educando! In primis a cogliere il bello, partendo da se stessi.

Dopo un momento di preghiera che ha concluso l’intervento ci si è spostati nella Sala Mons. Ferdinando per la presentazione delle Sette Commissioni di Lavoro.


Membri assenti: Claudio Cortesi, Riccarda Granata, Maria Antonietta Gusmini, Sergio Pelliccioli, Leandro Pirovano, Marco Redolfi, Attilio Rossoni, Paolo Valoti, Franco Vavassori, Matteo Vitali, mons. Giulio Dellavite, padre Rotislav Kolupaer, suore presso Istituto Sacra Famiglia, suore presso Scuola Materna di Via Colleoni.


Viene approvato il verbale della seduta precedente.


Don Gino, ha introdotto i lavori soffermandosi brevemente sull’importanza della passione: passione per la Chiesa, e per le persone che ci abitano. “Pastorale” è di per sé un termine arido rispetto alla poesia trasmessa da don Emilio. Ma se ci si appassiona si può costruire il regno di Dio (molto più ampio della Chiesa), rendendo belle anche le cose che lo appaiono meno.

Il parroco ha poi anticipato il tema del prossimo anno: la fraternità, qualità dello stare insieme e capacità di far prevalere gli aspetti che uniscono e la correzione fraterna, piuttosto che il giudizio e ciò che divide.


 

La parola è poi passata ai Relatori delle varie Commissioni del CPaP (in ordine di esposizione) :

Relazione Commissione Comunicazione (a cura di Fausto Duca)
Relazione Commissione Liturgia (a cura di Ivana Belotti)
Relazione Commissione Feste Patronali ( a cura di Luigi Chiodini)
Relazione Commissione Pace, Giustizia e salvaguardia del creato (a cura di Eugenio Alborgetti)
Relazione Commissione Parrocchia e Zone ( a cura di Marco Zucchelli)
Relazione Commissione Educare Oggi (a cura di Elena Lussana)

 

 


 

FAUSTO DUCA PER LA “COMMISSIONE COMUNICAZIONE”

Nominativi Componenti: Duca Fausto (coordinatore), don Stefano, don Marcello Crotti, Vitali Matteo, Rossoni Evelino, Valoti Roberto, Valoti Paolo, Casali Emanuele, Lumina Pierangelo, Marco Maj, Andrea Luzzana, Angelo Pagnoncelli, Salvatore Fustinoni.

Numero di incontri effettuati: Tre con cadenza trimestrale, circa.

Coerenza col metodo di lavoro proposto dal CPaP ed eventuali osservazioni: di fatto la Commissione Comunicazione ha iniziato il suo operato prima della sua reale costituzione nel CPaP, in quanto un gruppetto di persone si era già mosso per rinnovare il sito internet della Parrocchia, e questa è stata la priorità che ha occupato i temi centrali degli incontri. La fotografia della Parrocchia e il confronto con Parola di Dio e Magistero è subentrata solo negli ultimi incontri.

 Analisi della situazione parrocchiale:

     Come avviene la comunicazione in Parrocchia:

  • Voce di Seriate, il bollettino parrocchiale ad uscita mensile.
    Il periodico sembra essere sempre gradito dai parrocchiani, considerato ancora un punto di riferimento. L’impostazione grafica è ferma a diversi anni fa, con molti testi e poche foto. La redazione fa fatica a trovarsi e gli inserzionisti sono pochi, raramente i sacerdoti. Manca la vita delle Zone.
  • Avvisi Settimanali
    Distribuiti al termine delle celebrazioni e scaricabili dal sito internet dell’oratorio: è il sistema più funzionale per essere aggiornati in modo corretto sulle iniziative.
  • Bacheche nelle Zone
    Sono presenti in tutte le zone, vicine agli accessi alle chiese e nei centri pastorali. Non di rado si trovano avvisi di eventi già passati da un pezzo o deteriorati dalle intemperie. Il diffondersi dei nuovi mezzi di comunicazione informatici ha fatto sì che molti avvisi passino solo in rete, dimenticandosi delle bacheche, punto informativo privilegiato di molte persone anziane.
  • Siti Internet
    Il sito internet ufficiale www.parrocchiaseriate.it è stato rinnovato di recente, pubblicato ufficialmente il 15 maggio 2012, ed è ancora in fase di sperimentazione. Contiene tutte le informazioni utili riguardo la vita della Parrocchia, un calendario facilmente aggiornabile, gli articoli e le foto di ciò che avviene; il tutto è rintracciabile tramite un chiaro menù a 5 categorie (liturgia, pastorale, carità, cultura e animazione) e dei TAG.  E’ interfacciabile con i “social network” e permette di lasciare commenti e opinioni su quanto scritto. 
    Accanto a questo c’è il Sito www.oratorioseriate.it, che di fatto è stato per diverso tempo il sito internet più aggiornato della parrocchia, e diversi siti di Gruppi Parrocchiali e delle Zone.
    Ci sono poi dei gruppi FaceBook, frequentati per lo più da giovani, utili per promuovere gli appuntamenti.
  • Calendario Pastorale
    Viene preparato dai sacerdoti nel mese di giugno e distribuito nel mese di settembre in tutte le famiglie. Il limite è che diversi appuntamenti non sono inseriti in quanto non definiti per la data di stampa o vengono poi cambiati in corso d’anno.
  • Una Radio a Paderno
    Trasmette su frequenze private le celebrazioni ai soli abitanti della Zona. Per riceverla è necessario avere un dispositivo dedicato. Molto utile per gli anziani

Indicazioni pratiche da sottoporre all’attenzione del CPaP

Il ruolo della commissione è iniziato, a livello informale, prima della sua reale costituzione all’inizio del presente anno Pastorale. La motivazione fondamentale era quella di voler introdurre “forme nuove di comunicare” e migliorare tutte le metodologie fino ad ora utilizzate per trasmettere la Parola di Dio e le iniziative ad essa correlate.

Ci siamo subito trovati concordi sulla necessità di rivedere il sito internet della parrocchia, cercando di introdurre tutte le funzionalità per agevolare la pubblicazione e il commento ai contenuti inseriti, oltre ad un calendario che raccolga tutti gli avvenimenti.

La definizione della struttura del sito e le sue le funzionalità sono state parte integrante delle attività della commissione per più di sei mesi. Dal 15 maggio 2012 il sito è funzionante e troverà il pieno della sua operatività a partire dal prossimo anno pastorale.

La semplicità d’uso e di consultazione pongono la soluzione realizzata come vero e proprio punto di riferimento per l’informazione della Parrocchia. O, quantomeno, l’ambizione è quella. E’ chiaro che tutto dipende da come lo strumento viene usato, da come vien tenuto aggiornato e dalle informazioni che vengono pubblicate. A questo fine abbiamo coinvolto tutti i sacerdoti, un rappresentante per ogni associazione, un rappresentante di zona …

Per tutti vale una questione fondamentale: il sito web parrocchiale è un’opportunità da cogliere, non un’onere, una “cosa in più da fare”. Deve essere visto come un’occasione di approfondimento, di coinvolgimento, di denuncia, di incontro, di dialogo, luogo dove annunciare iniziative, riunioni, incontri, dove pubblicare le relazioni delle riunioni, i sussidi del catechismo, …

Altri temi legati al sito internet sono  :

  • Siti internet tematici di zona o di gruppo
    Si propone che www.parrocchiaseriate.it diventi lo strumento più vicino, pratico, univoco e veloce per la comunicazione in Parrocchia. Perché questo avvenga si deve essere rigorosi nell’inserire e tenere aggiornati gli eventi e veloci nel pubblicare articoli e foto.
  • Tutti gli altri siti tematici di zona o di gruppo devono rimandare in modo univoco al Sito Ufficiale della Parrocchia, evitando di riportare notizie, eventi, fotografie o altre informazioni  duplicate (evitando così il rischio di trovare notizie contraddittorie ). In caso di dubbio, l’informazione deve  essere pubblicata sul sito ufficiale, e successivamente segnalata e condivisi nei vari siti. Da tener controllato infine il costo di gestione e manutenzione di questi siti Internet.
  • Calendario Pastorale
    Si propone di pubblicarlo nel mese di giugno nel calendario del Sito Internet in modo che sia possibile una verifica preventiva da parte di tutti (membri CPaP in prima battuta), ed apportare eventuali modifiche o aggiunte prima della stampa.
  • Avvisi Settimanali
    Dal prossimo anno pastorale, si propone la stampa degli avvisi settimanali partendo dal calendario pubblicato sul sito. Avendo già disponibile il calendario pastorale sul sito, si favorirebbe così la stampa degli avvisi settimanali che vedrebbe già inseriti diversi appuntamenti.

Le seguenti tematiche saranno oggetto di discussione ed approfondimento nei prossimi incontri previsti:

  • Voce di Seriate, il bollettino parrocchiale ad uscita mensile.
    Si propone per il futuro di creare una sola redazione che segua in parallelo Sito Internet e Voce di Seriate, in modo da dare una comunicazione univoca e di “rimbalzo” fra i due mezzi. Lasciare magari la cronaca, che deve essere più immediata, al sito, mentre dedicare più spazio ad approfondimenti e riflessioni alla Voce
    Si propone di distribuire gratuitamente una copia per ogni scuola del territorio.
  • Avvisi Settimanali
    Il progetto è quello di stampare direttamente dal calendario del Sito tutti gli appuntamenti che sacerdoti, gruppi e associazioni hanno precedentemente pubblicato. Questo garantirebbe un’unica fonte univoca per gli avvisi, evitando giri di mail, telefonate e informazioni erronee. Perché questo avvenga tutti devono imparare a pubblicare sul Sito Internet i propri appuntamenti.
  • Bacheche nelle zone
    Devono essere presenti in tutti i punti di accesso ai Centri Pastorali a alle Chiese perché siano funzionali. Si propone di indicare i referenti di zona che le curano in modo da sapere a chi far pervenire le varie locandine e in che numero. Sarebbe bene che tutte fossero protette da vetro in modo da evitare il logorio dei volantini con le intemperie e che chiunque affigga avvisi, anche privati (es: per ripetizioni o vendere la moto). Gli avvisi vecchi devono essere tolti tempestivamente per non dare l’idea di incuria.
  • Una Radio a Paderno
    Si propone di allargare a tutte le zone questa esperienza per rendere ancora parte della comunità chi con difficoltà esce di casa. Questa non deve però sostituire la visita ai malati d parte dei sacerdoti, religiosi e laici.

Riferimenti alla Bibbia e al pensiero del magistero

Benedetto XVI, messaggio 45° giornata mondiale delle comunicazioni sociali. 

A conclusione della relazione, don Stefano ha sottolineato come la radio di Paderno sia sperimentale e che per il futuro si vorrebbe riuscire a trasmettere le celebrazioni nelle diverse zone.

Giovanna Sottocornola ha evidenziato la necessità di momenti di insegnamento per utilizzare il sito della parrocchia, e l’esigenza di mantenere anche forme cartacee di comunicazione (argomento su cui ci si è trovati tutti d’accordo).

Per Ivana Belotti è fondamentale inserire sul calendario pastorale solo appuntamenti sicuri e date certe. Viceversa, spostamenti ed annullamenti di incontri, riunioni o iniziative, non farebbero altro che creare confusione.


IVANA BELOTTI PER LA “COMMISSIONE LITURGIA”

Componenti: Allegrini Fabio, Belotti Ivana, Brevi Giupponi Anna, Cozzi Marisa, Fioroni Mariuccia, Gardi Mino, Gusmini Maria Antonietta, Laudi Paolo, Legramanti Ilde, Manfredi don Stefano, Mangili Roberta, Nava Rita, Nespoli Lina, Pirola Anna Serena, Pirovano Leandro, Sala Stefano, Trezzi Paolo,  Vavassori Angela, Villa Mutinelli Carla.

Nell'esortazione apostolica SACRAMENTUM CARITATIS si legge della Bellezza della liturgia.

(Bellezza e liturgia n. 35) Il rapporto tra mistero creduto e celebrato si manifesta in modo peculiare nel valore teologico e liturgico della bellezza. La liturgia, infatti, come del resto la Rivelazione cristiana, ha un intrinseco legame con la bellezza: è veritatis splendor. Nella liturgia rifulge il Mistero pasquale mediante il quale Cristo stesso ci attrae a sé e ci chiama alla comunione. In Gesù, come soleva dire san Bonaventura, contempliamo la bellezza e il fulgore delle origini(106). Tale attributo cui facciamo riferimento non è mero estetismo, ma modalità con cui la verità dell'amore di Dio in Cristo ci raggiunge, ci affascina e ci rapisce, facendoci uscire da noi stessi e attraendoci così verso la nostra vera vocazione: l'amore(107). Già nella creazione Dio si lascia intravedere nella bellezza e nell'armonia del cosmo (cfr. Sap 13,5; Rm 1,19-20). Nell'Antico Testamento poi troviamo ampi segni del fulgore della potenza di Dio, che si manifesta con la sua gloria attraverso i prodigi operati in mezzo al popolo eletto (cfr Es 14; 16,10; 24,12-18; Nm 14,20-23). Nel Nuovo Testamento si compie definitivamente questa epifania di bellezza nella rivelazione di Dio in Gesù Cristo: (108) Egli è la piena manifestazione della gloria divina. Nella glorificazione del Figlio risplende e si comunica la gloria del Padre (cfr Gv 1,14; 8,54; 12,28; 17,1). Tuttavia, questa bellezza non è una semplice armonia di forme; « il più bello tra i figli dell'uomo » (Sal 45 [44],3) è anche misteriosamente colui che « non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi » (Is 53,2). Gesù Cristo ci mostra come la verità dell'amore sa trasfigurare anche l'oscuro mistero della morte nella luce irradiante della risurrezione. Qui il fulgore della gloria di Dio supera ogni bellezza intramondana. La vera bellezza è l'amore di Dio che si è definitivamente a noi rivelato nel Mistero pasquale.La bellezza della liturgia è parte di questo mistero; essa è espressione altissima della gloria di Dio e costituisce, in un certo senso, un affacciarsi del Cielo sulla terra. Il memoriale del sacrificio redentore porta in se stesso i tratti di quella bellezza di Gesù di cui Pietro, Giacomo e Giovanni ci hanno dato testimonianza, quando il Maestro, in cammino verso Gerusalemme, volle trasfigurarsi davanti a loro (cfr Mc 9,2). La bellezza, pertanto, non è un fattore decorativo dell'azione liturgica; ne è piuttosto elemento costitutivo, in quanto è attributo di Dio stesso e della sua rivelazione. Tutto ciò deve renderci consapevoli di quale attenzione si debba avere perché l'azione liturgica risplenda secondo la sua natura propria. La Celebrazione eucaristica opera del « Christus totus »

La bellezza della liturgia si manifesta attraverso le cose materiali di cui l'uomo, fatto di anima e corpo, ha bisogno per raggiungere le realtà spirituali: l'edificio del culto, le suppellettili, le immagini, la musica, il canto,le letture, la dignità delle cerimonie.

Valenze Liturgiche

  • il silenzio: valore da recuperare
  • il sentire personale e comunitario in continua alternanza e completamento
    (a immagine di un Dio Trinità)
  • Rapporto tra spiritualità ed “emozione”

Interrogativi ancora aperti su cui riflettere

  • Celebrazioni e presenza ADO-GIO
  • Celebrazioni di Sabato
  • Messa e catechesi
  • Riflessione sulle celebrazioni più “carenti” (sacerdoti esterni, animazione ….)
  • Il “servizio dell’unità” nella persona del parroco che celebra nelle varie zone
  • Distinzione fra Rito e Liturgia
  • Sacerdote di Zona: rapporto celebrativo fra Zona e Comunità, almeno una messa fissa in Zona?
  • Numero Celebrazioni festive in Parrocchia: tante ma ….

Attività concrete avviate

  • Indagine “chi c’è e cosa fa” in attesa di sintesi

Urgenze

  • Cantori e lettori: chi li raccoglie, li educa e li guida?
  • Ministri straordinari: chi li raccoglie, li educa e li guida?
  • Assemblea adulta: necessità di un percorso (anche spicciolo) di spiegazione dei segni nella liturgia  (nella celebrazione stessa, Voce, avvisi).
  • Percorsi nei tempi forti non solo per i bambini.
  • Creare collegamento fra Gesti Pastorali-catechesi-liturgia
  • Un pensiero forte su Battesimi-Funerali-Matrimoni a livello celebrativo

  Difficoltà segnalate

  • Zona Serena: Chiesa troppo piccola
  • Zona Serena: (Celebrazione ore 11) sarebbe opportuno fosse celebrata dal sacerdote di Zona
  • Messa Ospedale: per gli ammalati o per la comunità tutta? Ha uno specifico? Se è per tutta la  comunità perché vengono trascurati tutti gli avvisi comunitari?

Proposte

  • Pillole di “tematiche di liturgia” sulla Voce di Seriate, sugli avvisi domenicali e sito internet.

 Indice (alfabetico) dei temi di studio per la commissione liturgia

  • Adorazione
  • Animazione Liturgica (cerimoniere, cantori …)
  • Avvisi per le varie esigenze – celebrazione ospedale (6°zona)
  • Battesimi (e quelli privati?)
  • Chierichetti (ministranti)
  • Comunione: Come si accede? Come si prende la particola?
          (Ai bimbi in bocca e sulle mani dalla Cresima)
  • Confessione
  • Coordinamento corali più o meno spontanee
  • Decoro chiesa parrocchiale e fiori (chi c’è e cosa fa)
  • Famiglie con bimbi piccoli nelle celebrazioni
  • Funerali
  • Gestualità e segni ben spiegati (postura)
  • Lettori
  • Matrimoni
  • Orari e numero messe (celebrazioni eucaristiche)
  • Prima Comunione e altri sacramenti
  • Segnalazioni ammalati – Ministri straordinari (Eucaristia)
  • Silenzio in chiesa prima della messa (ascolto)

Analisi della situazione e osservazioni

La liturgia è qualcosa di dato, prestabilito, trae la sua vita da un Altro. Diversa cosa è il Rito. Risulta necessario risvegliare al senso del gesto. A tal senso preziosa è l’opera dei catechisti. È opportuno riflettere anche sulla preghiera e le sue modalità, cui siamo chiamati e coinvolti. La discussione procede esaminando il censimento per lettori e cantori in parrocchia.

A partire dall’attuale situazione della messa prefestiva alle ore 20:00 del sabato alcuni ripropongono un’animazione del canto da parte dei giovani; pensando di allargare il coro giovani con la possibilità di estenderne la presenza anche alle celebrazioni eucaristiche nei giorni feriali. Per meglio attuare questo si potrebbero organizzare dei turni, come per i lettori sarebbe necessaria una formazione.

Continuando l’analisi nelle altre Zone Pastorali su cantori, lettori, ministri straordinari e ministranti (chierichetti): anche da parte del rappresentante della zona di San Giuseppe viene ribadito che c’è bisogno di maggior aiuto dal punto di vista liturgico.

Si riesamina successivamente la frequenza delle messe festive a livello parrocchiale. Da più voci si ha la conferma di una presenza imponente dei fedeli alla celebrazione eucaristica prefestiva delle 16:30 in ospedale, che si ritiene eccessiva. Riflettendo su questo fatto si può percepire una disaffezione alla comunità e alle attività che concorrono ad attuare il comune percorso pastorale.

Anche Leandro, con l’esperienza acquisita nel servizio di sagrista in chiesa parrocchiale, può testimoniare una evoluzione generale (dal 1994) della partecipazione alle celebrazioni liturgiche in senso riduttivo. Su questo punto, i momenti di confessione, organizzati a livello comunitario parrocchiale e nelle zone pastorali, possono essere considerati come termometro di una comunità. La partecipazione è il risultato di un cammino della comunità. È da rilevare che per riuscire a coinvolgere i bambini, bisogna “lavorare” con i genitori.

Quindi il destinatario su cui operare, per evitare che la situazione peggiori, è unico, l’adulto. Punto di partenza su cui riuscire a far leva è l’accoglienza!

Domenica celebriamo la Trinità, quindi deve dominare un desiderio profondo di comunione con Dio e nell’uomo.

Infatti a messa viene chi si domanda il senso della propria fede. Proprio queste relazioni di comunione sono dimensioni da recuperare. Risulta perciò veramente importante curare, per esempio nei battesimi e nei funerali, l’accoglienza, come preparare una veglia prima del funerale. A questo fine bisogna che ci ricordiamo chi è l’origine della comunione.

A seguito della relazione, il primo intervento è stato quello di don Gino, per il quale temi così importanti e vasti non possono che essere discussi dall’intero CPaP.

Marzio Pallini ha chiesto la possibilità di posticipare almeno una celebrazione settimanale alle 18.30 o alle 19, evidenziando come a Seriate ci siano quattro messe tra le 17 e le 18. Eccezione: le celebrazioni a Comonte ogni mercoledì e venerdì da maggio a settembre (ore 20.30).

Don Stefano Manfredi ha anticipato l’introduzione del nuovo Messale, le cui modifiche rispetto al vecchio dovranno essere spiegate anche ai fedeli.


LUIGI CHIODINI PER LA “COMMISSIONE FESTE PATRONALI”

La Commissione Feste Parrocchiali ha preso forma grazie alla partecipazione della maggior parte delle persone coinvolte attivamente nell’organizzazione delle diverse feste della nostra Parrocchia, oltre ai membri del CPaP. In totale conta una quindicina di Persone.

Non si può nascondere la difficoltà trovate nell’identificare con precisione gli obbiettivi di tale Commissione, nonché la difficoltà nell’analizzare la realtà seriatese distogliendo l’attenzione dagli aspetti più applicativi e particolari di singole situazioni. Per tali motivazioni il primo incontro è stato utilizzato per identificare per sommi capi gli obiettivi e per stilare una lista degli argomenti da poter affrontare negli incontri successi. L’idea è di presentare alcune proposte al CPaP, per poi tradurle in pratica nel prossima anno pastorale (le feste di quest’anno sono già programmate ed è difficile intervenire).

Con il secondo incontro si è partiti dal fulcro del nostro operare cercando di identificare ed analizzare le motivazioni che stanno alla base dell’organizzazione delle nostre feste, che coprono circa 40 giorni dell’anno, impegnando tante risorse sia umane che economiche. Un lavoro che sembrava abbastanza facile, visto che le feste si organizzano da molti anni, ma spesso si perdono le motivazioni di base: sono queste che vogliamo riscoprire.

Le principali motivazioni che ancora oggi devono spingere la nostra Parrocchia ad investire nelle Feste Parrocchiali, magari ancora con maggior partecipazione e convinzione anche dei nostri sacerdoti, sono state identificate nei seguenti elementi:

  • Sono i principali momenti di aggregazione parrocchiale. E’ evidente per tutti che il  numero di persone che si raduno nei momenti di festa è sensibilmente maggiore a qualsiasi altro momento della vita parrocchiale. Questo lo rende il principale momento di aggregazione a diversi livelli: tra volontari, tra parrocchiani, tra la società civile e quella credente, tra sacerdoti e parrocchiani.
  • Sono uno dei principali momenti di visibilità della comunità parrocchiale nei confronti della società civile.
  • Rappresentano un fondamentale momento della cosi detta “formazione di base” che pur senza nessuna pretesa di esaurire argomenti di carattere sociale e religioso ha il compito di sensibilizzare l’opinione pubblica e di invitare a riflettere su argomenti di particolare importanza
  • Risultano momenti molto fruttuosi per la possibilità di agganciare e creare legami all’interno della comunità anche con persone credenti provenienti da altri paesi oppure per vari motivi da tempo scollegate dalla vita parrocchiale.
  • Sono un momento di visibilità per le diverse realtà e associazioni che orbitano attorno alla parrocchia permettendo importanti scambi e la creazione di nuove sinergie. Tale aspetto è particolarmente importante in una realtà ampia e ricca di sfaccettature come quella di Seriate.
  • Devono essere un momento di traduzione pratica di quanto scritto nel vangelo. Tale elemento deve essere il principale elemento caratterizzante e distintivo delle nostre feste rispetto a quelle che orbitano attorno a realtà diverse.
  • Sono un luogo privilegiato per seminare i primi semi della pastorale, non semplicemente delegando tale compito alle persone consacrate ma effettuato in modo sinergico da laici e consacrati.

Nell’ultimo incontro si è entrati più nel dettaglio di come rendere evidente come le diverse feste siano diverse facciate di una unica casa.

Un primo elemento molto semplice ma molto evidente e il percorso che da molti anni si sta percorrendo nel organizzare nel modo unitario le strutture e le attrezzature. Tale elemento può sembrare banale ma in passato a creato molti attriti e problemi tra i diversi gruppi di volontari e sicuramente non dimostrando unità nella parrocchia. Fortunatamente la maggior parte dei problemi sono superati e le collaborazioni tra volontari e tra le commissioni organizzatrici sono continue e proficue. Nell’ultimo anno si è cercato anche di uniformare un semplice elemento come quello delle magliette dei volontari, elemento che rende evidente agli utenti un’appartenenza unica di tutte le feste.

Per il futuro l’attenzione invece viene dedicata a cercare di creare un tema unico per tutte le feste. Gli elementi discussi a riguardo sono i seguenti:

  1. Sarebbe bello e utile utilizzare il tema dell’anno pastorale identificando per  ogni festa un elemento caratterizzante (ad esempio per l’anno in corso si sarebbe potuto trattare la festa con Paderno, il lavoro con San Giuseppe e la famiglia con Comonte
  2. Tendenzialmente alla festa Patronale verrebbe dato il compito di riassume il tutto visto che viene identificata come festa conclusiva dell’anno Pastorale (il tema dell’anno successivo arriva troppo in ritardo rispetto ai tempi organizzativi).
  3. Le singole feste non devono sostituirsi alla iniziative formative, ma devono creare dei rimandi al tema da trattare in modo che sia evidente il legame tra la festa e le altre iniziative parrocchiali
  4. E’ necessaria una maggiore progettualità  che richiede  il  coinvolgimento anche di  figure esterne alla normale macchina organizzativa (es. il Greto, ACLI ecc. ecc.) Quindi si propone di  organizzare incontri specifici possibilmente nel mese di ottobre e novembre per discutere il tema e trovare spunti per  le diverse iniziative.
  5. Può risultare utile la condivisione di iniziative  tra le diverse feste per equilibrare maggiormente il numero e la qualità delle stesse.
  6. Maggiore e più sentita collaborazione dei Sacerdoti. Progettare e condividere insieme laici e consacrati i le feste creerebbe un immediato rimando dalla festa al pulpito e viceversa. A tal proposito è stata evidenziata nelle diverse feste la necessità che i sacerdoti siano più coinvolti (non solo il sacerdote di zona) in modo da poter sfruttare al meglio le potenzialità e le singolarità di ogni consacrato.

E’ prevista una ultima riunione della commissione nel prossimo mese così da poter definire e progettare i prossimi passi alla luce delle revisioni delle feste già concluse ed in funzione delle indicazioni, mandati e rimandi del Consiglio Parrocchiale.


EUGENIO ALBORGHETTI PER LA “COMMISSIONE PACE, GIUSTIZIA E SALVAGUARDIA DEL CREATO”

Nominativi Componenti:

Membri del CPaP: Eugenio Alborghetti, Gianantonio Farinotti, Cecilia Morosini, Angelo Paganessi, Giuseppe Pasquinelli, Marco Zucchelli.

A questi si aggiungono Renato Romano (Centro Salvaguardia del Creato), Federico Pozzi ed Andrea Gaiti (Circolo Acli Seriate "Elisa Austoni").

Numero di Incontri Effettuati: la commissione si è riunita fisicamente tre volte mentre ha utilizzato lo strumento della posta elettronica per continuare virtualmente il confronto tra i membri. L'operato della commissione in questi mesi è stato principalmente caratterizzato dall'approfondimento del tema "Festa rispetto a Famiglia e Lavoro" in vista della riflessione in sede di CPaP del 13/03/2012.

Coerenza col metodo di lavoro proposto dal CPaP ed eventuali osservazioni: rispetto alle intenzioni iniziali, che comunque rimangono valide in un'ottica di lungo termine, la commissione ritiene che sia opportuno adottare modalità ed obbiettivi che abbiano verificabilità nel breve periodo.

Anzitutto la commissione ritiene necessario fissare una periodicità e si ripromette di fissare in anticipo i propri incontri lungo il prossimo anno pastorale.

In particolare intende concentrare il proprio operato su due ambiti d'azione:

  • Rilevazione delle situazioni concrete e delle condizioni reali di vita in parrocchia. L'impegno sarà quello di individuare i punti di osservazione (caritas, uffici comunali, patronati, etc.) con cui dialogare per raccogliere i dati necessari per le analisi che si riterrà opportuno effettuare.
  • Rielaborazione dei dati raccolti tramite una formazione socio-politica senz'altro interna alla commissione, ma anche aperta al CPaP qual'ora se ne ravvedesse l'opportunità e l'interesse.
  • Naturalmente la commissione desidera sviluppare questa duplice azione d'accordo con il CPaP ed anzi accoglie di buon grado eventuali suggerimenti migliorativi.
  • In ultimo si procederà alla modifica del nome dato alla commissione.· 

Analisi della Situazione Parrocchiale: la commissione non si è confrontata su questo punto perchè ritiene che negli incontri che ci sono stati lungo l'anno pastorale siano emersi già abbastanza elementi di discernimento.

Riferimenti alla Bibbia e Al Pensiero del Magistero: la Parola, la Tradizione magisteriale e soprattutto la teologia morale sociale (Dottrina sociale della Chiesa) sono gli elementi a cui la commissione vuole riferirsi nel suo operato. Nella formazione si intende attingere da queste fonti.

E' chiaro che un'attenzione particolare bisognerà rivolgere alla ripresa dei contenuti del Concilio Vaticano II e del percorso "Todi" che sta facendo il mondo cattolico impegnato nel politico e nel sociale in italia.

Indicazioni Pratiche da Sottoporre all’attenzione del CPaP: la commissione non ha indicazioni pratiche da sottoporre al CPaP. Anzi, a sua volta attende delle indicazioni su come meglio proseguire nel proprio operato.


MARCO ZUCCHELLI PER LA “COMMISSIONE PARROCCHIA E ZONE”

Una Storia che Parte da Lontano

La suddivisione in zone della Parrocchia di Seriate è stata una iniziativa di Mons. Labindo Serughetti che a tal proposito, stimolando le costituende zone a darsi un nome e un logo, le invitava a “vedere, giudicare, agire”. Era l’anno 1970.

L’invito rivolto a noi della commissione è stato quello di verificare la bontà di quella intuizione e in quali aspetti si può migliorare il rapporto tra la Parrocchia e le zone salvaguardando sia l’ unità della Parrocchia che le peculiarità delle zone.

Siamo partiti cercando le motivazioni pastorali che hanno sollecitato la creazione delle zone e abbiamo ricordato come questa novità abbia stimolato la curiosità da parte della diocesi di Milano ai tempi del cardinal Martini che aveva approfondito questa esperienza per avere indicazioni su come poter costruire unità pastorali; siamo andati a riprendere e a sfogliare le Voci di Seriate dei primi anni 70: interessante è stato vedere come allora le varie zone avessero uno spazio proprio su cui scrivere la vita e le iniziative della zona evidenziando in tal modo l’entusiasmo e la voglia di esserci delle varie zone.

Si è ricordato come erano caratterizzate le zone: formazione catechesi per bambini, ragazzi e adolescenti; la S. Messa presieduta il più delle volte dal sacerdote di zona, e il pomeriggio destinato al divertimento e ai giochi di compagnia; pungolata anche dall’assegnazione di un punteggio c’era una sana rivalità tra le zone che si manifestava nella costruzione di veri e propri prodotti in occasione della Festa del Dono (basti pensare ai carri) alla presentazione di scenette al cinema Cerioli e alle competizioni in gare sportive

L’esigenza della suddivisione in zone era stata motivata dall’aumento della popolazione e dall’espandersi del territorio: probabilmente grazie alla suddivisione in zone Seriate ha potuto mantenere l’unità del paese.

La suddivisione in zone della Parrocchia agevola il contatto con le famiglie: si presentano alle famiglie di recente residenza delle facce e degli aspetti che riconoscono e incontrano facilmente. Tale situazione può comportare un tale attaccamento alla propria realtà particolare (la propria Chiesa di zona, i propri catechisti, il proprio prete) che fa perdere di vista l’unità della parrocchia. Si corre allora il rischio di percepire la parrocchia come un peso, un ingombro o, peggio una realtà sconosciuta. L’attenzione pastorale dovrebbe al contrario essere sempre  rivolta e attenta all’unità, come  una volta quando le chiese periferiche erano piccole ed era facile vedere nella Chiesa Parrocchiale il centro riconosciuto, la Parrocchia, il fulcro della vita cristiana.

A tal proposito è opportuno osservare come le indicazioni pastorali sulle quali ha costruito la sua permanenza pastorale Mons. Angelo Paravisi ruotavano attorno a due precisi concetti pedagogici che in forma di slogan potrebbero essere cosi riassunti. Gli obiettivi che la Parrocchia si doveva dare erano di “costruire comunione nella comunità” e “unità nella diversità”.

Uno Sguardo d’insieme

Momenti particolari comunitari e significativi dell’unità della Parrocchia rivolti soprattutto alle famiglie sono gli incontri tenuti la domenica pomeriggio per i genitori dei bambini e dei ragazzi che si preparano a ricevere i sacramenti dell’iniziazione cristiana, proposti nella stessa domenica in tre posti differenti; sono presenti, oltre ai sacerdoti, volontari provenienti da varie zone per la preparazione e la conduzione degli incontri, oltre ad altri che coinvolgono i bambini figli dei partecipanti nella varie attività ludiche così da permettere loro di partecipare serenamente e compiutamente a tali incontri.

Anche le varie feste, quella del patrono ma anche quelle che si tengono nelle varie zone, coinvolgono volontari delle diverse zone e permettono alle famiglie di incontrarsi e vivere insieme momenti di spensieratezza e divertimento.

La reciprocità e funzionalità tra centro e periferia, tra zone e Parrocchia,  si è visto anche nel percorso fatto affrontando il tema pastorale del lavoro: benché non fosse un tema facile da affrontare da persone inesperte di problematiche sociali e leggi di mercato, è stato trattato in vari ambienti e gruppi disseminati nelle zone e poi sono state riportate le riflessioni al centro in un momento di condivisione

Un punto comune a quasi tutte le zone è il ruolo dei giovani che si impegnano in varie attività per la comunità; a seguito della scelta di portare la formazione in un unico gruppo giovani parrocchiale in oratorio nel 2000-2001, sono state smembrate le diverse realtà nelle zone (parlando per esempio per la zona Risveglio i giovani che frequentavano la catechesi con il curato di zona contribuivano a loro volta come catechisti, animatori, aiutavano nella festa di Paderno…). Il risultato immediato è stato quello di non avere più gruppi giovani in zona, che erano di esempio anche per gli adolescenti: infatti anche questi ultimi dopo la professione di fede in quarta superiore abbandonavano in gran parte la vita di zona, non "riconoscendosi" nel gruppo giovani in oratorio.

Ad oggi la situazione non è cambiata, nel senso che, non essendoci gruppi giovani in zona, i giovani non partecipano agli incontri di formazione. Di contro è evidente comunque una  partecipazione alla vita di zona, dal catechismo ai servizi vari. La partecipazione di solito è affidata al passaparola o comunque ad una richiesta personale, senza avere a disposizione un momento organizzativo col proprio curato, e nonostante questo comunque si riesce a raggruppare un buon numero di adolescenti e giovani per collaborare.

Cenni sulle Singole Zone

Parliamo velocemente delle zone prendendo a prestito le elaborazioni fatte qualche anno fa dalle stesse zone:

Paderno: è la zona più vasta e popolosa, ha circa 9.000 abitanti, offre la catechesi nei giorni feriali sia per un retaggio di quando era l’Asilo Bolognini la sede della catechesi sia per dare un’ offerta più ampia e variegata alle famiglie dei circa 600 ragazzi che frequentano la catechesi. La nuova Chiesa ha contribuito ad una maggiore affluenza alle celebrazioni prima penalizzate dagli spazi ristretti. La festa della Madonna di Paderno nel mese di maggio rimane il fulcro delle attività della zona ed è occasione di incontro, preghiera, aggregazione per moltissime persone di Seriate e non solo; il Centro Pastorale è una ulteriore opportunità per l’intera comunità di Seriate con la possibilità sia di vivere particolari momenti liturgici parrocchiali che di svago, divertimento, studio; la realtà è grande ma è altresì reale l’ impressione che sia funzionale grazie al lavoro di parecchi volontari.

Punti aperti: A fronte di un centro nuovo, bello, ospitale, imponente bisogna stare attenti a non creare un dualismo con l’oratorio. In altri termini è la fatica ed il bisogno di pensare ad una pastorale giovanile che sappia valorizzare le tante opportunità e nel contempo sia unica; inoltre, si può pensare a una ridefinizione della zona data la vastità attuale?

S. Giuseppe: ha puntato allora – ed è ancora attuale – sul sabato pomeriggio come momento più significativo per soddisfare un bisogno sentito dalle famiglie residenti; la Chiesa è stata costruita grande perché ci si aspettava nuovi insediamenti, cosa che non è avvenuta nel passato ma sta succedendo in questi ultimi anni. Ciò consente di celebrare in questa Chiesa ampia e spaziosa, senza colonne ingombranti, sacramenti molto frequentati in modo adeguato senza ingolfare la Chiesa Parrocchiale. La Chiesa con gli annessi piccoli locali è tutt’ora l’unico punto di riferimento aggregativo per la pastorale di zona; grazie al gruppo di volenterosi conosciuto come “gruppo feste” viene organizzata e gestita la festa di S. Giuseppe e insieme ad altri gruppi riescono a vivacizzare la zona benché, come abbiamo detto, gli spazi siano limitati; è partito in modo significativo anche lo spazio compiti – peraltro già operante all’oratorio e nella zona Risveglio – momento positivo di intreccio e collaborazione tra adolescenti e giovani con i bambini maggiormente in difficoltà

Punti aperti: è urgente e non più procrastinabile la costruzione del nuovo centro pastorale per soddisfare le sempre maggiori esigenze e per rispettare le norme di sicurezza

Comonte: Il Centro Famiglia, sostenuto da un gruppo di persone volontarie che si rendono disponibili sia nel quartiere che nel resto della Parrocchia quando c’è bisogno,  rappresenta il “cuore” della vita comunitaria e pastorale del quartiere. Presso il Centro vengono realizzate nell’arco dell’anno iniziative sia per i più piccoli che per gli adolescenti, viene organizzata la festa annuale nel campo sportivo di Comonte, si aiuta nell’organizzare e realizzare le feste di S. Eurosia e Santa Paola Elisabetta Cerioli che diventano per tutto il paese di Seriate (e non solo) occasione di incontro, preghiera,  aggregazione e approfondimento; l’Istituto delle Suore della Sacra Famiglia ha sempre avuto, e svolge tuttora, un ruolo fondamentale sul territorio, sia sul piano pastorale sia sul piano educativo che sul piano spirituale.

Punti aperti: la presenza ininterrotta  di don Piero in questi anni, la presenza dell’Istituto della Sacra Famiglia hanno fatto certamente da collante della zona, hanno contribuito a dare una identità precisa e forte alla zona ma secondo noi si avverte una certa distanza dalla Parrocchia; se certamente non manca l’offerta di Comonte per la comunità di Seriate manca, forse, quel sentirsi partecipi di una Parrocchia; non sono sufficienti i momenti comunitari dove “si è obbligati” ad esserci (festa del dono, feste patronali, Comunioni, Cresime…); bisognerebbe trovare momenti di aggregazione e di identità con la Parrocchia, come la Messa di inizio anno scolastico dell’ istituto Sacra Famiglia che viene celebrata in Parrocchia, occasione anche per far conoscere e visitare la Chiesa Parrocchiale a ragazzi che normalmente frequentano le celebrazioni a Comonte.

Luce: viene identificata con il “centro” avendo al suo interno, oltre alla Chiesa Parrocchiale, l’oratorio don Bosco con il suo curato, il teatro Aurora, la cappella del sacro Cuore, il Centro di Primo Ascolto, il Centro Pastorale Parrocchiale, la scuola materna parrocchiale, il cimitero: praticamente tutte le strutture atte a identificare una comunità cristiana. Le feste patronali  che si svolgono a settembre con il contributo di volontari delle altre zone, il CRE che si svolge all’oratorio e che interessa centinaia di ragazzi di tutto il paese aiutano a comprendere perché la zona sia considerata il “centro”. Negli ultimi anni per favorire il senso comunitario e per venire incontro a gruppi che altrimenti registrerebbero scarsa partecipazione, la catechesi adolescenti da una impostazione centrica – parrocchiale – oratoriale  è ritornata ad avere una valorizzazione delle zone (Luce, Risveglio, S. Giuseppe) con momenti comuni e condivisi  da tutti i gruppi (ritiri, confessioni, Lectio, cineforum, uscite del sabato sera, incontri vicariali…) benché organizzati, secondo opportunità, nei diversi centri di zona.

Punti aperti: è difficile differenziare l’operato indirizzato esclusivamente alla zona da quello a beneficio di tutta la comunità e benché la tensione – che peraltro dovrebbe caratterizzare tutte le zone – a prestare il proprio operato a beneficio di tutta la comunità sia maggiormente evidente in questa zona  ciò comporta una mancanza di identità di zona; anche la mancanza di un sacerdote proprio di riferimento rende problematica l’ affermarsi della propria identità

Serena: per la crescita della zona fondamentale è stata la presenza del sacerdote residente  Mons. Bonetti e delle Missionarie Eucaristiche che con la loro attività diedero piena collaborazione alla pastorale della Parrocchia. Veniva curata la preparazione dei catechisti, il coinvolgimento delle famiglie, la partecipazione attiva alla liturgia con formazione di chierichetti (da questo gruppo sono nate 3 vocazioni al sacerdozio), di lettrici e cantori; dopo che il numeroso gruppo giovanile che vivacizzava le attività fu invitato per scelta pastorale della Parrocchia a trasferirsi all’ oratorio, non si è più avuto in  zona una presenza giovanile come punto di riferimento per  ragazzi e adolescenti. Merita una segnalazione l’ impegno delle Missionarie Eucaristiche a organizzare presso la loro casa percorsi di fede accompagnati da un sacerdote per persone separate, divorziate e conviventi

Punti aperti: da quando le Missionarie Eucaristiche hanno donato la loro casa alla Parrocchia si sta intensificando il lavoro per aumentare il gruppo di collaboratori, per dare una maggiore identità e visibilità al Centro Pastorale, ma finora, benché gli sforzi siano stati considerevoli, i risultati non sono stati all’ altezza delle aspettative; inoltre, come detto sopra, manca quasi completamente la fascia di adolescenti e giovani: si spera nel ringiovanimento portato dai nuovi insediamenti a nord della zona.

Considerazioni, Riflessioni, Puntualizzazioni

Si è messo l’accento che deve esserci un forte coordinamento tra preti, ci deve essere  molta comunicazione tra di loro per dare linee guida omogenee e concordate, non improvvisate.

Ci sembra importante che soprattutto il parroco, oltre ai curati, continui ad essere disponibile a girare nelle varie zone.

Si è fatto presente come ogni zona ha un referente, un prete, una figura di riferimento ma non la zona Luce: da ripensare la figura del curato dell’oratorio? Serve un’ altra figura?

Curato di zona: cosa deve fare? Quali sono i suoi compiti? In quali momenti non può mancare? Riteniamo che la sua presenza in zona sia necessaria e indispensabile, quindi visibile e accogliente, soprattutto quando c’è la catechesi, occasione tante volte unica di incontro con le famiglie

Celebrazione sacramenti: importante che le funzioni si svolgano in Parrocchia come segno di unità ma ciò non deve considerarsi vincolante; esempio: il battesimo e i funerali si ritiene opportuno che vengano celebrati solamente in Parrocchia proprio per valorizzare il tempo dell’ingresso come l’entrata del bambino-fedele nella comunità-Parrocchia e il tempo dell’arrivederci nella vita eterna; così il triduo pasquale e la messa di mezzanotte  sono momenti fondamentali di una comunità cristiana e quindi da celebrare comunitariamente e solamente  in Parrocchia; i sacramenti della iniziazione cristiana possono essere delocalizzati in altre chiese dove magari la logistica e lo spazio aiutano a contenere la moltitudine dei ragazzi e dei fedeli; importante che tutti i turni di quel sacramento vengano celebrati nello stesso posto e ritieniamo significativa, se non addirittura indispensabile, la presenza del parroco a queste celebrazioni delocalizzate per dare il senso dell’unità e della comunità.

Importante che certe manifestazioni vengano incastrate secondo l’opportunità di momenti significativi all’interno delle zone; esempio, l’apertura del mese di maggio fatta a Paderno, perché coincide con l’inizio della festa di quartiere e la chiusura a S. Giuseppe dove è iniziata da poco la festa.

Si è rimarcato l’importanza dell’adorazione comunitaria del primo venerdì del mese con esclusione di altre iniziative concomitanti; anche il quaresimale come invito allargato a tutta la comunità si connota come un forte significato unitario.

Le difficoltà di mantenere la propria originalità di zona senza perdere di vista la comunità, le difficoltà di vivere l’appartenenza ad una unica comunità parrocchiale in una realtà grande e complessa come Seriate richiede una doverosa attenzione affinchè non si sovrappongano le iniziative di zona a quelle parrocchiali.

Bella e molto significativa l’idea di far partire dalle varie zone un corteo, una fiaccolata, che raggiunga la Chiesa Parrocchiale in occasione della messa di Natale; così pure i cortei della domenica delle Palme partiti dalle varie zone hanno dato una impronta di unitarietà, oltre che di festa e allegria come si addice al Figlio del Padre osannato:  i problemi della distanza per alcune zone, della limitata capienza della Chiesa Parrocchiale sono superati dalla suggestione di questo cammino dalla periferia al centro.

Ripensare, fare memoria delle esperienze passate per vedere le cose positive da valorizzare e le cose negative da rivedere: mantenere la memoria risulta difficile soprattutto quando c’è un cambio in blocco dei sacerdoti: ci si augura che il cambio sia graduale e parziale.

Come evitare che una potenziale ricchezza diventi un peso? Come evitare che le zone diventino contrade tra loro concorrenti?

Varie iniziative possono essere peculiari di qualche zona, non serve che si abbiano le stesse caratteristiche, anzi, la diversità aiuta a offrire iniziative diverse che toccano persone diverse: importante valorizzare ciò che è presente in zona  aprendo a tutta la comunità gli spazi e le strutture senza ritrosie e gelosie.

Don Gino Rossoni ha evidenziato l’iniziativa positiva del convergere da tutte le zone alla chiesa Parrocchiale per l’Eucarestia della notte di Natale e per la Celebrazione della domenica delle Palme.


ELENA LUSSANA PER LA “COMMISSIONE EDUCARE OGGI”

Membri Commissione: Evelino Rossoni, Sandra Rossoni, Alida Carsana, Anna Zacchè, Calista Scalpellini, Santina Piazzoli, Marita Mosca, Elena Lussana, Don Marco.

Numero Incontri Effettuati: 4

Nel primo incontro ci siamo interrogati su come affrontare un argomento così vasto e complesso che coinvolge per sua natura diverse realtà educative quali la famiglia in primis e poi la scuola, il mondo dello sport, l’oratorio, la catechesi e così via.

Come idea iniziale avevamo pensato di sottoporre a tutte le agenzie educative operanti sul territorio, un questionario da compilare, formulato per ottenere una fotografia il più possibile veritiera della situazione educativa a Seriate, su cui poi ragionare. Ma in corso d’opera abbiamo scartato l’ipotesi del questionario che ci sembrava uno strumento troppo impersonale e distaccato. Forse preferivamo una modalità di approccio più coinvolgente. Perciò dal questionario siamo successivamente passati all’idea di una tavola rotonda sul tema dell’educare. Ma anche questo tipo di intervento in fondo non ci convinceva (gestazione molto difficile la nostra!). Forse non avevamo ben chiaro l’obiettivo da raggiungere. Ci siamo perciò rimessi di nuovo in discussione, e nel condividere alcune riflessioni ci siamo resi conto della necessità di avere un orientamento, una direttrice di marcia, di sapere verso chi in particolare volgere la nostra premura, per evitare di essere dispersivi e per formulare un intervento mirato.

Abbiamo perciò interpellato il Consiglio che ci ha suggerito di avere un occhio di riguardo per la famiglia. Al centro quindi la famiglia con i suoi problemi e le sue difficoltà. Dire che la famiglia oggi è in difficoltà è sfondare una porta aperta. E’ affermare tutto e insieme niente. Si tratta di un’ovvietà facilmente constatabile.  Al suo interno emergono in primo piano la fragilità di molti rapporti familiari, l’incapacità di reggere alle prove del tempo, all’usura del quotidiano, all’impegno del lavoro e dell’educazione dei figli. Le famiglie si sentono sole. Tuttavia, se è vero che la solitudine aggrava e moltiplica i problemi familiari, è forse altrettanto vero che la condivisione con altre famiglie è in grado di apportare un contributo di fiducia e di speranza non indifferente e che forse neppure immaginiamo.

Le famiglie devono poter contare sull’appoggio di altre, per condividere difficoltà, ma anche progetti e speranze.

Abbiamo pensato a due possibili interventi a favore delle famiglie:

1 – Un progetto volto a mettere in relazione le famiglie tra di loro (attraverso momenti di festa di gioco di vacanza ma anche di preghiera e di formazione), per porre le basi di una rete solidale e aggregativa, coinvolgendo nella sua realizzazione coppie disposte a mettersi a servizio di altre famiglie. A Seriate esiste per esempio un gruppo storico di coppie adulte che da tempo si frequentano sia per la formazione personale che per gli incontri con i fidanzati, così come sappiamo anche dell’esistenza di altri gruppi di famiglie più giovani che si incontrano con regolarità, sempre per la formazione personale. Perché non pensare ad un loro coinvolgimento per questa proposta?

2- La sperimentazione di uno sportello di ascolto per quei  genitori che sono in difficoltà con i propri figli e/o  per quei  ragazzi che sentono la necessità di esprimere, di raccontare, di buttar fuori il proprio disagio.

Lo sportello di ascolto necessita ovviamente della presenza di operatori qualificati. Un’ esperta del settore, con un passato recente di psicologa e psicoterapeuta, già si è offerta per mettere a disposizione la sua esperienza a favore dei ragazzi in difficoltà. Forse vale la pena di non lasciar perdere un’occasione simile.

Ci preme infine sottolineare che si tratta di proposte, di idee ancora allo stadio embrionale, attorno a cui ancora ragionare e discutere.


Non viene presentata nessuna relazione da parte della “Commissione Caritas e Carità”


Terminate le presentazioni della Commissione, alle ore 18.30 circa, la seduta è tolta.

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