La domenica: una festa… da vivere!

“Vivere la festa”. È stato questo il tema del Consiglio Pastorale di martedì 15 maggio, quinto appuntamento dell’anno, svoltosi presso l’Istituto Sacra Famiglia di Comonte.
Dopo aver affrontato la tematica “a livello teorico”, sia dal punto di vista cristiano che da quello antropologico, si tratta ora di mettere in pratica i pensieri e le riflessioni fatte.

La festa indubbiamente non si esaurisce con la Messa; sarebbe incompleta. Per esemplificare il concetto don Gino si ricollega ai Vangeli della Resurrezione: accanto alla vittoria di Gesù sulla morte c’è il desiderio delle donne di incontrare nuovamente il maestro: per questo vanno al sepolcro. Ma la tomba è vuota, e lo stupore le spinge a correre a riferire agli apostoli, alcuni dei quali vanno a vedere di persona… La Resurrezione porta delle conseguenze, da sola non basta. Che gesti ci sono ad accompagnare la festa, oltre alla messa? Una volta il gesto più comune era l’astenersi dal lavoro, ma oggi non sempre è così.

L’idea proposta dalla Segreteria del CPaP (Consiglio Pastorale Parrocchiale) è quella di caratterizzare tre domeniche del mese con delle tematiche specifiche: Comunità, Carità e Cultura.

Ci sono gesti “piccoli”, ma significativi: introdurre le diverse tematiche durante le celebrazioni, richiamare la Comunità ad una maggiore responsabilità economica rispetto ai bisogni della Parrocchia, destinare una parte delle offerte raccolte durante la domenica della carità alla Caritas. Ma non mancano spunti che richiedono una “maggiore partecipazione attiva”: il pranzo della comunità, l’animazione nelle case di accoglienza o in altri luoghi, le visite culturali.

Sul banco c’è molta carne al fuoco… Il rischio che si corre però, come emerge dal dibattito, è quello di imbastire un progetto “troppo pieno”. Le attività all’interno della comunità sono già tante, forse sarebbe utile “mapparle” per avere un quadro complessivo prima di “salpare per nuove avventure”, per capire se qualcosa può essere eliminato.

Le nuove proposte potrebbero essere sperimentate una domenica al mese, oppure per brevi periodi di tempo, come la Quaresima o l’Avvento, cuore della vita della Parrocchia. È importante anche capire a chi saranno rivolte e chi, all’interno della Comunità, terrà le fila dei vari progetti.

In ogni caso, prima di proporre qualcosa di nuovo, è indispensabile valorizzare ciò che esiste già, magari  collegandosi anche ad altre associazioni (ad esempio Acli o Greto per le giornate culturali).

Sarebbe bello poter coinvolgere i ragazzi, ma la difficoltà con gli adolescenti è già tanta anche per la sola ora di catechismo alla settimana.

Il rischio delle molteplici iniziative è quello di mettere “il lievito nel lievito”, di farsi Festa da soli, trovandosi e ritrovandosi senza che ce ne sia la necessità.

Potrebbe essere un’idea proporre singole attività “ad hoc” durante tutto l’anno. Un esempio? Portare i ragazzi, magari durante il CRE, a vivere un momento di preghiera nei luoghi della fatica del lavoro, dove operano i genitori; fare apprezzare loro la bellezza della responsabilità e della cooperazione nel lavoro potrebbe valere più di molte parole.

Infine l’idea del “luogo della restituzione”: uno spazio dove far conoscere a tutti la vita comunitaria e caritatevole della Parrocchia: dai nomi dei battezzati e degli sposati, alle iniziative concrete caritative attuate.

Una serata non è bastata per “trovare la quadra”… se ne riparlerà partendo da questi spunti.

Un modo utile per sapere le attività della Comunità di Seriate è sicuramente quello di visitare il nuovo sito internet della Parrocchia: http://www.parrocchiaseriate.it. Provare per credere!

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