Consiglio Pastorale del 10.05.2016

Verbale di
martedì 10 maggio 2016

Centro Pastorale Parrocchiale

Alle ore 20.30, con l’adorazione nel Santuario del Sacro Cuore, s’è dato il via al quinto e ultimo incontro dell’Anno Pastorale, proseguito poi nella sala della Comunità “Mons. Ferdinando”.

Assenti: Massimo Campana, Rosalba Manenti, Angelo Paganessi, Padre Rotislav, rappresentati Suore Scuola Materna di via Colleoni.


In apertura, Giovanna Sottocornola, interviene in merito al verbale della seduta precedente, rileggendo le seguenti righe:

Si sta valutando la possibilità di alienare il Centro Pastorale di Zona Serena, visto che c’è l’interesse di una impresa per l’acquisto. Vista la non disponibilità delle Missionarie Eucaristiche all’utilizzo o all’acquisto da parte della Parrocchia diparte del loro attuale edificio e/o terreno, si sta pensando a come ricollocare eventualmente la catechesi della Zona: dalla realizzazione di una struttura più piccola, sempre in quell’area, all’utilizzo della scuola Buonarroti.

Se l’operazione va in porto, si possono avere dei fondi per iniziare i lavori del Centro Pastorale di San Giuseppe.

Ci sembra importante ricordare che le Missionarie Eucaristiche sono una realtà laicale con una finalità formativa specifica, approvata dal Vescovo. Fino a che lo potremo fare, porteremo avanti un ideale, che è dono dello Spirito Santo nel quale abbiamo creduto, e messo la vita, e nel quale ci crediamo tuttora.

Ritornando a quanto riportato sul verbale, vorrei sottolineare che, quanto detto, e come è espresso, può dare adito ad un’interpretazione errata: sembra che da parte nostra non si abbia attenzione al bene e alle esigenze della Zona Serena e della Parrocchia.

Ci teniamo a precisare che noi amiamo la nostra Comunità Parrocchiale, nella quale si è concretizzata buona parte della nostra storia, e proprio perché il servizio pastorale potesse continuare, abbiamo fatto la scelta di donare alla Zona Serena la nostra casa originaria che ci è costata moltissimi sacrifici.

Da 5 anni abbiamo ridimensionato e ripensato le nostre attività, ma non il dono della vita.

La decisione presa dalla nostra Associazione e Fondazione è derivata da un progetto pensato, supportato, condiviso insieme tra noi, membri interni ed esterni, e anche con il benestare dell’Autorità Ecclesiale.

Anche a fronte delle problematiche strutturali emerse in questi ultimi mesi (impianto elettrico e di riscaldamento) avevamo offerto un contributo, secondo noi significativo, alle spese di sistemazione al fine di rientrare nelle normative di legge e dare così continuità alle attività della Zona Serena.

Tale precisazione è fatta solo per amore di verità nel pieno rispetto di qualsiasi azione che la Parrocchia vorrà intraprendere sulla donazione da noi fatta.

Don Mario accoglie l’intervento, precisando che non si tratta di una correzione al verbale precedente perché quanto detto nella seduta precedente racconta i fatti così come sono andati. Indica che la riflessione proposta dalle Missionarie sarà messa nel verbale di questa seduta.

Ricorda inoltre che la proposta di poter utilizzare parte dell’attuale struttura delle Missionarie Eucaristiche era stata avanzata per le difficoltà strutturali di quella zona della Parrocchia senza però dover costruire altri edifici, stante anche l’attuale difficile congiuntura economica.


Don Mario introduce poi i successivi tre punti all’Ordine del Giorno, dedicati alla Pastorale Giovanile.

Sandra Rossoni, chiede subito una chiarificazione sulla fascia d’età coperta dall’espressione “Pastorale Giovanile”, visto che ci sono diverse interpretazioni.

Don Mario risponde stringendo la forbice dalla Terza Media (dopo la Cresima) fino ai 30 anni, con particolare peso alla situazione del 20-30enni.

Attilio Rossoni, si chiede, visti i pochi giovani che frequentano la Comunità Parrocchiale, se c’è veramente bisogno di una Equipe.

Francesco Chiesa suggerisce, sull’esempio della Commissione Vicariale Giovanile, che l’Equipe sia formata da Giovani, coadiuvata da qualcuno di più adulto ed esperto, per i giovani, con uno sguardo anche a delle proposte per gli adolescenti: questo garantisce una bella testimonianza per i più giovani.

Gianantonio Farinotti auspica un progetto di ampio respiro, pensato per più anni, che dia priorità a preadolescenti e adolescenti senza escludere i giovani.

Vede positivamente l’idea di un’analisi riguardante i giovani seriatesi.

Al di là della forma organizzativa (rapporto tra Oratorio e Zone, tra volontari e educatori professionisti, …), la cosa più importante riguarda i contenuti e si traduce nel fatto che la Pastorale Giovanile possa garantire a ragazze e ragazzi due cose: il ‘riconoscimento’ nel gruppo dei pari e modelli adulti con cui identificarsi.

Propone inoltre di costruire per i giovani alcune iniziative ‘pratiche’, fondate sui valori della solidarietà (occuparsi degli anziani, spendersi per iniziative missionarie,…)

Don Marcello Crotti vede come obiettivo principale della serata il formulare una proposta per l’Equipe di Pastorale, non i progetti concreti. Sarà poi questa Equipe a fotografare la situazione giovanile e fare i relativi progetti.

Cecila Morosini ricorda come la scorsa volta si era già abbastanza unanimi nel ritenere il Curato dell’Oratorio referente di tutta la Pastorale Giovanile della Parrocchia, e l’idea di affidare agli altri sacerdoti altri settori.

Evelino Rossoni evidenzia la necessità, prima di partire con qualsiasi Progetto Pastorale, di capire quanti e quali giovani abbiamo.

Marco Zucchelli suggerisce tre parole per orientare le tappe del lavoro:

  • Ascoltare: cosa hanno per la testa i giovani?
  • Osservare: cosa c’è già sul territorio per i giovani?
  • Scegliere: su cosa e come intervenire?

Ravvede poi nell’età fra i 20 e i 30 quella maggior bisognosa di intervento.

Chi dovrebbe comporre l’Equipe? Sicuramente i giovani, poi i catechisti e i loro educatori, il Curato dell’Oratorio per coordinare, ma anche gli altri Sacerdoti. Da qui dovrebbero uscire progetti educativi, indicazioni chiave.

Attilio Rossoni ritiene necessario spendere le energie principali sui Preadolescenti, altrimenti si rischia di non avere più nessun Giovane fra qualche anno.

Siamo in una bella fase di “ricerca di identità”, sottolinea don Mario. Prova poi a elencare alcuni punti ritornati più frequentemente:

  • non si deve delegare a 4-5 persone legate all’Oratorio il pensiero sulla Pastorale Giovanile, ma a tutta la Comunità;
  • l’Equipe deve avere uno sguardo “alto”, pensare ai progetti educativi (protagonisti, obiettivi, mezzi,…);
  • la Pastorale Giovanile deve essere seguita da un Curato che si interfaccia con una serie di realtà locali.

Francesco Chiesa propone che l’Equipe sia soprattutto uno spazio di sperimentazione per i Giovani stessi, con la consapevolezza che essendo Giovani qualcosa sbaglieranno.

Vede poi la Pastorale Giovanile divisa in due momenti: il primo di indagine e studio e il secondo operativo e concreto.

Cecilia Morosini porta l’attenzione sulle altre religioni presenti a Seriate: l’Equipe non potrà non interrogarsi su questo.

Maria Rizzi fa presente come l’ODL (Oratori Diocesi Lombarde) faccia già diverse proposte per la formazione degli Operatori della Pastorali Giovanile.

Don Marco specifica che quei corsi sono per le Equipe già formate.

Don Mario riporta il dibattito sulle questioni fondamentali: che ruolo ha il curato dell’Oratorio? Chi deve stare accanto a lui nell’Equipe? Chi sceglie i membri dell’Equipe? Che rapporti deve avere con le Zone?

Attilio Rossoni fa notare che continuamente si fa riferimento alla Pastorale Giovanile nelle Zone, ma i Giovani che le frequentano e le attività sono pochissime. Forse il problema della relazione fra Centro e Zone non sussiste, non essendoci molta azione di Pastorale Giovanile nelle Zone.

Don Marco vede la priorità nel definire il campo d’azione e come seminarlo. Chi sono i giovani? Quali i loro problemi? Cosa e chi hanno intorno?…

Don Mario prospetta che sarà l’Equipe a fotografare la situazione reale della Pastorale Giovanile nelle Zone e i relativi Progetti.

Anche Sandra Rossoni vede un’urgenza nel fotografare chiaramente la situazione parrocchiale e nel dar vita a un luogo di pensiero.

Maurizio Chigioni auspica che siano interessate nell’Equipe le persone che vivono accanto ai Giovani anche fuori dall’Oratorio: sport, scuola, scout…

Don Marco riorienta la parola Pastorale, per non ridurla solo alla Catechesi. Lì i giovani non sono molti, ma in altri ambiti sempre legati alla Parrocchia ci sono: un esempio sono le Feste che stiamo vivendo nelle Zone.

Sandra Rossoni conferma quanto detto da don Marco: il problema è come intercettare i Giovani che incrociamo.

Francesco Chiesa dice che il pensiero deve essere condiviso con gli operatori dello sport, gli scout, la Betania e le altre associazioni che vedono impegnati i Giovani.

Don Mario, in chiusura di confronto, decide di delegare don Marco per la formulazione dell’Equipe di Pastorale Giovanile, per poi condividerla ad ottobre con il CPaP.

Passando poi alla proposta dell’Indagine sui Giovani, suggerisce alcuni temi:

  • visione di Fede e rapporto con la Comunità;
  • relazione con il mondo del lavoro;
  • luoghi di vita;
  • rapporti con i giovani di altre religioni.

La questione poi è se condurlo a “campione” o a “tappeto”.

Sarebbe poi auspicabile che siano i Giovani stessi a condurre l’indagine: creerebbe coinvolgimento e attesa.

Attilio Rossoni suggerisce di utilizzare i mezzi digitali, più avvezzi ai Giovani.

Marco Zucchelli ricorda che un’indagine era stata fatta in vista dell’anno 2000, ma riguardava tutta la popolazione, non solo i Giovani.

Rammenta che più l’indagine è grande, più i tempi si allungano e i dati presenti risultano essere già vecchi. Meglio poi fare un’indagine a tappeto per avere un dato reale.

Ivana Belotti vede positivamente l’indagine, ma suggerisce di iniziare a formulare già qualche pensiero per non stare “inattivi” ad aspettare i dati.

Don Mario consiglia quindi che l’Equipe pensi principalmente ma non esclusivamente all’indagine.

Anche Cecilia Morosini è di questa idea: non stiamo troppo con le mani in mano ad aspettare i dati.

Gianantonio Farinotti suggerisce che l’indagine consideri, oltre alla modalità tradizionale del ‘questionario’ o ‘intervista’ ai singoli, anche la possibilità di contatto con gruppi di giovani;  consiglia inoltre di prevedere una modalità di restituzione dei risultati anche tramite video o altre forme ‘social’.

Duca Fausto propone di prendere spunto da indagini precedenti eseguite da altre Parrocchie, per avere delle linee guida.

Francesco Chiesa suggerisce di partire dal recente lavoro di indagine diocesano.

Attilio Rossoni propone di avvalersi della collaborazione di esperti in modo da formulare in modo professionale l’indagine.


Don Mario, propone poi alcune riflessioni alla luce dell’Annuario Statistico Comunale del 2014.

Da qui emerge che negli ultimi 4 anni (2011-14) a Seriate sono nati 1340 bambini. Di questi 942 da genitori Italiani, presumiamo quindi cattolici, ma i battesimi sono stati 462. Vuol dire che 480 bambini non hanno ricevuto il battesimo, più della metà.

Nei 4 anni precedenti (2007-2010) i nati sono stati 1288, 1016 da italiani e 669 i battezzati. 347 i non battezzati, circa un terzo.

Il numero di non battezzati è quindi in aumento.

Anche il numero di matrimoni celebrati come sacramento è in calo: nel 1992 sono stati 174, nel 2014 solo 59, nel 2015 si è scesi a 35. Per il 2016 se ne contano 29.

Sono segnali che ci devono far riflettere.

Altro segnale preoccupante sono le offerte, non per il valore economico, ma per il senso di appartenenza e condivisione. Nei primi due turni delle Prime Comunioni sono state raccolte con le offerte circa €500. In questo mese, su 5 battesimi, una sola famiglia ha fatto un’offerta e su 24 funerali solo 7 offerte. Il discorso non vuole essere venale, ma preoccupa per il senso di partecipazione: calano i fedeli, calano le offerte, calano i volontari.

Questi dati ci devono interrogare, dobbiamo condividere alcune riflessioni, anche in vista di investire in nuove strutture.

Marco Zucchelli vede nelle Feste Patronali un’occasione per condividere questi pensieri. Ricorda poi come Seriate abbia da sempre sofferto il problema dell’Identità. Poi ogni Zona è diversa dall’altra: ci sono persone diverse.

Anche Evelino Rossoni vede le Feste Patronali come luogo ideale per imbastire la riflessione.

Giuseppe Pasquinelli fa notare come a Seriate ogni anno cambino circa 2000 abitanti. Sta qui la difficoltà a creare identità.

Attilio Rossoni propone di usare questi dati come stimolo a fare meglio, non per essere disfattisti.


In conclusione, don Mario dà alcune informazioni:

  • I lavori sulle campane e per la sostituzione della cella campanaria inizieranno a fine maggio, in modo da concludersi entro inizio settembre, con le feste patronali.
  • Sarà costituito il Gruppo Liturgico della Parrocchia che sarà composto dai sacerdoti, da un rappresentante laico per Zona, dal sagrista, da un rappresentante dei cori, da un rappresentante dell’ambito caritativo. Si ritroverà presumibilmente 3 volte l’anno: per programmare l’inizio dell’Anno Pastorale, per l’Avvento-Natale e per la Quaresima-Pasqua.
    Resta attiva l’attuale Commissione Liturgia che continuerà a trovarsi settimanalmente per preparare le preghiere dei fedeli e per qualche traduzione delle indicazioni del Gruppo Liturgico.
  • Per il Centro Pastorale di Zona Serena ci stiamo orientando per un progetto di Hosting, in cui diverse realtà potrebbero intervenire sulla struttura, utilizzandone una parte: la Parrocchia per la Chiesa e le aule, il Comune per attività legate alla disabilità, una cooperativa per il lavoro dei disabili e l’assistenza agli anziani.

Riccarda Granata riporta che alcune persone sentono la mancanza del crocifisso in chiesa parrocchiale, sostituto dal cero pasquale per tutto il tempo di Pasqua.

Don Mario dice che liturgicamente è corretto così. Dopo la Pentecoste il crocifisso tornerà.

L’incontro si conclude alle ore 22.43.

Un pensiero su “Consiglio Pastorale del 10.05.2016

  1. Ho letto che il problema più dibattuto è l’orientamento giovanile. Giusto così, “i giovani sono il nostro domani!”. Poi questa realtà è presente in tutte le comunità. Fare indagini all’orientamento, al disagio giovanile alla sua precarietà, alle realtà in cui vivono i nostri ragazzi di questi tempi, non è facile, Il gruppo di persone che si addentra alla ricerca, a capire il modo in cui sono orientati i nostri giovani, dovrebbe essere composto anche da alcuni di loro.– Interessante poi, una nuova commissione liturgica ce n’era bisogno!!!,Il mio plauso, composta come l’avete descritta.

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