Scrutare il cuore di Dio


Dover scrivere di una persona vissuta nel passato è un’attività impegnativa, da professionisti, i cosiddetti storici.

Parlare però di Paola Elisabetta Cerioli, di cui ricorre il bicentenario della nascita (1816-2016), mi viene invece facile e spontaneo perché debbo parlare di una donna, di una madre, di Colei da cui “tutto” è nato.

Tutto! Senza Paola Elisabetta tutta la realtà “Sacra Famiglia” non esisterebbe: le sue religiose e i suoi religiosi, le attività educative e assistenziali esistenti in Italia, Brasile, Mozambico e Congo, i bambini, i ragazzi, i giovani, le famiglie e gli anziani che incontriamo, ma soprattutto la Chiesa si troverebbe più povera senza la sua spiritualità e il suo carisma che sono molto più importanti dei muri e delle strutture.

Ma come ha preso vita la realtà “Sacra Famiglia”?

Signore, tu mi scruti e mi conosci” (salmo 139)
All’origine Paola Elisabetta si è lasciata scrutare da Dio, si è lasciata invadere dalla sua luce e ciò le ha permesso di guardarsi dentro e di mettere a fuoco le sue intenzioni, le ha consentito di discernere che cosa era bene per lei, soprattutto quando, nel periodo più critico della sua vita, la perdita delle persone più care, si è fermata un attimo di fronte alle scelta da compiere. Si è lasciata scrutare e attraverso il dubbio e il buio ha iniziato una ricerca interiore.  Non si è fermata però nel puro ripiegamento su se stessa ma, alzando lo sguardo, ha scrutato, a sua volta, il cuore di Dio.

Scrutare…. che non significa solo un semplice guardare, ma è esaminare attentamente, per scoprire o comprendere ciò che non si manifesta o non si capisce a uno sguardo o a un esame affrettato e superficiale. Lei ha scrutato in modo prolungato il cuore di Dio e ha scoperto che anche Dio vive lo stile di famiglia, la comunione Trinitaria.
Ma non è finita qui… ha compreso che anche il Figlio di Dio ha voluto essere tra gli uomini e l’ha fatto attraverso una famiglia umana con Maria e Giuseppe.
E ha ricevuto la missione carismatica che ha lasciato a noi in eredità: vivere come una famiglia, guardando e addirittura come dirà lei, studiando la Santa Famiglia, raccomandandoci di prolungare nel tempo questo stile e farlo diventare “casa” per tutti. E il gioco è fatto: una casa che si apre e una porta che si spalanca perché si apre il cuore, si spalancano gli occhi che ormai hanno imparato a scrutare i bisogni della gente del suo tempo.

Paola Elisabetta ha saputo scrutare il cuore e i sentimenti di Dio e li ha resi concreti, visibili. Oggi tocca a noi: avere occhi e cuore che sanno scrutare i segni dei tempi come ci sollecita anche Papa Francesco per comprendere a quale compito siamo chiamati, noi religiose e religiosi in un mondo in rapida e continua evoluzione. Sollecitati a diventare anche noi “casa” e “famiglia” per la gente del nostro tempo.


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