Consiglio Pastorale del 29.09.2015

Verbale di
martedì 29 settembre 2015

Centro Pastorale Parrocchiale

 

Dopo aver recitato la preghiera per il Consiglio Pastorale, alle ore 20.55 s’è dato il via al primo incontro dell’Anno Pastorale nella sala della Comunità “Mons. Ferdinando”.


Assenti: Eugenio Alborghetti, Riccarda Granata, Angelo Pagnoncelli, Paolo Valoti, don Marcello Bonanomi, don Giulio Della Vite, Padre Rotislav, rappresentati Suore Istituto Sacra Famiglia e Scuola Materna di via Colleoni.


Dopo un breve saluto del nuovo parroco, don Mario, si procede ad una veloce presentazione di tutti i membri del CPaP.


Viene presentata a don Mario una lettura della Comunità Parrocchiale con l’ottica delle sei Commissioni del CPaP:

Gianantonio Farinotti per “Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato” (Socio Politica).

Quando ci siamo insediati (nell’autunno 2011) eravamo nel periodo in cui non c’erano più dubbi circa il fatto che fossimo in una fase di crisi economica ‘strutturale’ sul fronte globale. Diciamo questo perché ha a che fare con il percorso condotto dalla Commissione, che tra tentennamenti e qualche risultato non poteva – e non può – non tenere conto di ciò che è avvenuto e sta avvenendo, anche nella nostra comunità, a fronte delle conseguenze determinate, per tante famiglie, dalla perdita del posto di lavoro e quindi di un reddito.

Nel nostro primo anno di attività, a fronte del documento del vescovo Francesco su famiglia, lavoro e festa abbiamo approfondito il tema della festa (quello della famiglia era stato analizzato dalla Commissione “Educare Oggi” e quello del lavoro dal gruppo Caritas che aveva proposto un percorso ad hoc per la comunità sfociato in un evento pubblico nel giugno 2012), evidenziando come l’aggravarsi delle condizioni economiche comportasse situazioni che rischiavano di adombrare il vero senso della festa. A fronte di ciò si intravedeva come praticabile la proposta di puntare alla festa come al tempo della relazione, dove poter ritrovare e conservare il senso vero della persona e di tutto ciò che la circonda.

Si indicavano, di conseguenza, alcuni spunti per la pastorale. Riportiamo di seguito quanto espresso nella scheda predisposta per il consiglio pastorale del 13 marzo 2012, perché lo riteniamo ancora attuale.

Contemplare la creazione (vero senso della festa) significa ricreare nella comunità occasioni e possibilità per utilizzare un tempo, quello associato, che coltiva le relazioni tra persone, solitamente ma non esclusivamente, alla domenica – per:

  • stare in famiglia, a casa (dimensioni del RIPOSO e dell’INTIMITÀ DEL FOCOLARE)
  • andare a messa (dimensione della COMUNITÀ CRISTIANA in senso stretto)
  • stare con chi condivide con te un percorso (dimensione dell’AMICIZIA)
  • curare il benessere interiore (dimensione dello SPIRITO)
  • coltivare il proprio tempo libero (dimensioni del CORPO e della MENTE)
  • dedicarsi al prossimo (dimensione della SOLIDARIETÀ)

Ogni persona, ogni credente trova una propria personale sintesi, legata anche alla propria età e alla fase del ciclo di vita familiare che sta vivendo”.

Tenendo conto di questa, peraltro non esaustiva, possibile declinazione della festa, i centri delle nostre Zone Pastorali sono chiamati ad essere luoghi in cui, le famiglie che lo vogliono, possono riscoprire, coltivare, arricchire la propria esperienza di festa. Le possibili forme, peraltro in parte già attive nelle Zone, sono le seguenti (l’elenco non è esaustivo ma solo indicativo):

  • offrire opportunità alle famiglie che lo desiderano di trascorrere una parte del tempo domenicale insieme ad altre famiglie (es. S. Messa, pranzo, pomeriggio con iniziative).
  • garantire itinerari per lo ‘Spirito’ (differenziati per bambini e ragazzi, adolescenti e giovani, adulti)
  • proporre visite ‘culturali’
  • organizzare iniziative solidali legate al territorio (es. animazione degli spazi aggregativi, visita a persone in difficoltà sia in strutture di accoglienza che a casa, ecc.)

La festa è allora il tempo per la famiglia, il tempo per il Signore e il tempo per la Comunità. Quest’ultima attenzione fa sempre più fatica ad essere vissuta all’interno dei nostri luoghi aggregativi. Lontani dal pensare che l’attivismo in sé sia un bene, precisiamo che qualsiasi eventuale iniziativa ha senso se ancorata ad un progetto pastorale di quella comunità specifica (che vive ‘intorno’ al centro della Zona pastorale) che ha un suo disegno e suoi contorni definiti entro cui si collocano una o più attività tipo quelle indicate.

Chiediamo ai centri della diverse Zone e ai sacerdoti di ipotizzare una linea d’indirizzo su queste (o altre) ipotesi, a partire da una condivisione delle buone prassi esistenti, per potere successivamente giungere alle proposte da fare alla comunità nelle diverse Zone Pastorali.

La Commissione, nel prosieguo del suo lavoro ha poi pensato ad un percorso che potesse essere il più ‘vicino’ possibile alla realtà seriatese, concentrandosi su qualcosa che avesse a che fare con il futuro (scegliendo – come metodo – di affiancare all’analisi la dimensione della proposta) e fosse connesso, per quanto possibile, alla realtà vicariale.

La scelta è caduta su un percorso che potesse avere un ‘respiro’ pluriennale.

Di seguito un estratto della proposta portata in consiglio pastorale il 14 gennaio 2014.

“Vorremmo parlare di politica, a Seriate, per offrire ai cristiani e agli uomini di buona volontà la possibilità di una riflessione condivisa da coniugare con le urgenze del vivere quotidiano, dentro la nostra città.

Ci piacerebbe evitare l’estemporaneità e porre le basi per un itinerario che abbia un respiro lungo, nella convinzione che l’occuparsi di politica – una della cose più belle che ci siano – richiede tempi in grado di andare oltre la cronaca contingente.

Pensiamo occorra evitare il virus dell’antipolitica proponendo come antidoto la passione per le sorti della città in cui viviamo, da alimentare coinvolgendo le diverse generazioni.

Il percorso possibile prevede una prima tappa, all’inizio del 2014, per offrire alla comunità seriatese da una parte un’occasione di riflessione generale sull’evoluzione del rapporto tra cittadini e politica e dall’altra la possibilità di leggere in modo specifico elementi (demografici, del territorio, sociali) che definiscono prerogative e specificità della nostra cittadina.

L’ipotesi immagina poi di mantenere nel tempo, con un’iniziativa all’anno, l’attenzione riguardo temi specifici riconducibili ai bisogni del nostro territorio, per tradurre l’interesse a ciò che succede nella comunità.

Poniamo il percorso all’attenzione del Consiglio Pastorale perché siamo convinti che la politica sia servizio da rendere al bene comune; in proposito riportiamo quanto detto a suo tempo da Paolo VI e, di recente, da Papa Francesco.

…Prendere sul serio la politica significa affermare il dovere dell’uomo, di ogni uomo, di riconoscere la realtà concreta e il valore della libertà di scelta che gli è offerta per cercare di realizzare insieme il bene della città, della nazione, dell’umanità. La politica è una maniera esigente – anche se non la sola – di vivere l’impegno cristiano al servizio degli altri … (Octogesima adveniens, 1971, 46).

…La politica è la più alta forma della carità perché cerca il bene comune; …. la politica è un obbligo per i cristiani che non possono comportarsi da Pilato… (dalle Omelie in Santa Marta di Papa Bergoglio)”.

La prima tappa si è tradotta in uno spazio di riflessione ‘civica’ su politica e bene comune, promosso dalla Parrocchia, dal circolo ACLI e dalla sezione FNP/CISL di Seriate, con l’organizzazione di tre serate c/o il Teatro Aurora.

Venerdì 28 febbraio 2014
La politica oggi
Tra attese, illusioni e rappresentazioni
Nando Pagnoncelli    presidente IPSOS

Martedì 11 marzo 2014 ore 20.45
Seriate TRA PASSATO e FUTURO
Le dinamiche demografiche e le trasformazioni del territorio
Roberto De Lotto    professore di urbanistica all’Università di Pavia
Guglielmo Clivati    architetto e autore di studi sul paese di Seriate

Martedì 18 marzo 2014 ore 20.45
Vivere bene a Seriate
Welfare che verrà, tra opportunità educative e sociali
Orazio Amboni   sindacalista CGIL Bergamo
Marco Zucchelli     collaboratore Caritas Diocesana Bergamasca

La seconda tappa, svoltasi nel 2015, ha proposto un percorso su politica, lavoro e stili di vita

“… per superare la crisi economica bisogna essere pronti a cambiare stile di vita e avere il coraggio della sobrietà..  (Papa Francesco, 2014)..”.

Alla Parrocchia, al circolo ACLI e alla sezione FNP/CISL di Seriate in questa tappa si sono aggiunti tra gli organizzatori l’Ufficio Diocesano per la pastorale sociale e il vicariato di Scanzo – Seriate (per questo le serate si sono svolte non solo nella nostra comunità).

Martedì 17 marzo 2015 – Teatro Aurora di Seriate
ETICA DEL LAVORO TRA CRISI E OPPORTUNITà
Bisogni, desideri, legami
Savino Pezzotta    ex Segretario Generale CISL

Martedì 24 marzo 2015 – Teatro Aurora di Seriate
POLITICA E LAVORO
Progetti in cantiere
Davide Casati            sindaco di Scanzorosciate
Gabriele Cortesi         presidente dell’Ambito territoriale di Seriate
Gabriele Gabbiadini   sindaco di Pedrengo
Corrado Maffioletti     rappresentante progetto coworking di Seriate

Martedì 14 aprile 2015 – Auditorium Parrocchia di Negrone
FORMAZIONE AL LAVORO DEI GIOVANI
L’istruzione e la formazione nella precarietà
Giuseppe Cavallaro  direttore Engim

Venerdì 8 maggio 2015 – Oratorio di Brusaporto
ALIMENTARE IL PIANETA – EXPO
Tradizioni alimentari, stili di vita e sostenibilità
Filippo Servalli  dirigente Radici group

Per il 2016 si tratta di condividere, ora con il CPaP, il tema da approfondire e le modalità di svolgimento della terza tappa, senza pensare che tutto si esaurisca nel proporre serate a tema. Un’idea che abbiamo riguarda l’urgenza di affrontare le questioni riconducibili alle diverse religioni presenti nella nostra comunità.

Schematicamente, a fronte dell’esperienza compiuta in questi anni, di seguito una possibile sintesi collocata entro le ‘voci’ proposte dalla segreteria.

Punti forti
La nostra comunità è ricca di esperienze da ascoltare e da cui trarre stimoli importanti per il lavoro della Commissione.

Debolezze
Il fenomeno significativo del ricambio della popolazione nel corso degli anni, con gente che va e viene, rende ‘difficile’ l’identità seriatese.
La sensibilità nei confronti della vita civica non è particolarmente accentuata nella nostra comunità.
C’è una difficoltà nel tradurre l’approfondimento dei contenuti del percorso in azioni pastorali.

Risultati raggiunti
Il percorso compiuto ci ha consentito di acquisire conoscenze significative in ordine ai temi approfonditi.

Fallimenti
Non siamo riusciti a coinvolgere i giovani (20/30 enni) nel percorso.

Attese
Il mantenimento nel tempo di quanto avviato, rinnovando modalità e persone.
La valutazione di una possibile connessione con le attività dell’associazione Il Greto.

Una certezza, per concludere.

Ieri come oggi e, in prospettiva, anche domani siamo chiamati a costruire la nostra storia, fatta di identità e appartenenza, avendo a cuore le sorti della città in cui viviamo, da alimentare coinvolgendo le diverse generazioni.

Il percorso che abbiamo iniziato riguarda tutti, credenti e non credenti, perché la politica e la città sono di tutti; nel caso dei cristiani ci piace sottolineare che abbiamo bisogno di donne e di uomini in grado di incarnare e attualizzare la riflessione conciliare sul ruolo dei laici nel mondo (oltre che nella Chiesa). In altri termini di persone che cerchino la giustizia del Regno di Dio nel mondo mettendo a frutto le proprie ricche competenze con il coraggio di agire con quell’autonomia che il Vaticano II chiede al cristiano che vuole costruire la città dell’uomo insieme a tutti gli altri cittadini.

Non si dica quella solita frase poco seria: la politica è una cosa ‘brutta’! No: l’impegno politico  – cioè l’impegno diretto alla costruzione cristianamente ispirata della società in tutti i suoi ordinamenti a cominciare dall’economico –  è un impegno di umanità e di santità: è un impegno che deve potere convogliare verso di sé gli sforzi di una vita tutta tessuta di preghiera, di meditazione, di prudenza, di fortezza, di giustizia e di carità”. (Giorgio La Pira, la nostra vocazione sociale, 1945).

 

Sandra Rossoni per “Educare Oggi”

Ci siamo inizialmente interrogati su come affrontare un argomento così vasto e complesso che coinvolge per sua natura diverse realtà educative. Abbiamo riflettuto in generale sul tema dell’emergenza educativa, prendendo in considerazione non solo la comunità cristiana, ma anche la scuola, la famiglia e lo sport.

Rispetto al passato sono in aumento le difficoltà che si incontrano nell’affrontare i problemi legati all’educazione, tanto che si parla di “emergenza educativa”. Un’emergenza che riguarda sia i soggetti che dovrebbero educare (famiglia, scuola, comunità cristiana), sempre più tentati di gettare la spugna e di cedere alla rassegnazione, che i destinatari dell’azione educativa, i ragazzi, i quali faticano a stabilire relazioni positive con gli altri e in particolare a sintonizzarsi col mondo adulto.

Difficile è il compito di educare, crediamo, tuttavia, che sia un’impresa ancora possibile. Lo crediamo in quanto uomini e donne muniti di una certa dose di fiducia e di ottimismo cristiano e animati da una passione educativa per le giovani generazioni. Certo come adulti occorre esserci.

Esserci scommettendo sui nostri ragazzi, stimandoli, avendo fiducia nelle loro potenzialità e capacità, credendo nelle loro energie positive e creative, rispettando i loro tempi di crescita. Esserci ascoltando i loro sogni e appassionandoli a progetti validi, avvincenti. I nostri ragazzi sono più che mai lasciati in balia di se stessi, alle prese con la fatica di crescere, spesso da soli. Diventa perciò più faticoso per loro oggi orientarsi, prendere decisioni, scegliere, costruire la propria identità e creare relazioni positive.

La nostra comunità cristiana ogni anno mette in cantiere molte iniziative a favore delle famiglie, ma spesso le nostre aspettative sulla loro partecipazione vengono disattese. Ci siamo interrogati a lungo sul perché della disaffezione a partecipare da parte degli adulti, e tante sono le risposte, tutte comprensibili (la vita oggi è estremamente complicata e faticosa per entrambi i genitori), tuttavia  è assolutamente necessario che ci prodighiamo, per quanto sta nelle nostre possibilità, a risvegliare negli adulti la passione educativa perché in gioco ci sono dei valori importanti che, se trasmessi, danno senso alla vita e aiutano i nostri figli a diventare adulti capaci di scelte libere e responsabili.

Se per affrontare la questione educativa come adulti dobbiamo esserci, lo stile tra di noi deve essere quello dell’alleanza. Alleanza tra tutti i soggetti che rivestono un ruolo di prim’ordine nell’educazione, ovvero: famiglia, comunità cristiana e scuola. Si fa rete sul territorio insieme, senza delegare ad altri, per sostenerci, per formarci alla corresponsabilità e alla collaborazione, e per non far mancare l’apporto a tutti coloro che con il loro servizio e tanta passione contribuiscono a dare un’anima alla comunità e sono per questo una grande risorsa nei luoghi dell’educazione, come l’oratorio per esempio.

Proprio per poter disporre di più strumenti utili a questo proposito, ci siamo rivolti alla cooperativa Aeper chiedendo loro di formulare un progetto formativo.

Le date individuate per questo percorso educativo sono il 14, 21 e 27 Ottobre.

Gli obiettivi sono:

  • Comprendere più approfonditamente le dinamiche ado e preado e i loro principali bisogni educativi.
  • Approfondire le caratteristiche del lavoro di accoglienza e di coinvolgimento dei ragazzi in situazioni informali, quindi non condizionate (per esempio durante il gioco, al bar).
  • Condividere la responsabilità educativa tra le diverse figure adulte coinvolte.
  • Ricercare specifici strumenti di comunicazione ed interazione con l’adolescente e il preadolescente.

Dai nostri incontri sono anche emerse altre possibili proposte per iniziative future:

Sperimentazione di uno sportello d’ascolto. Perché non pensare alla sperimentazione di uno sportello di ascolto per quei  ragazzi e anche per quei genitori che sentono il bisogno di esprimere, di raccontare, di buttar fuori il proprio disagio, la propria fatica? Uno sportello d’ascolto, con un operatore o un volontario con preparazione ad hoc, potrebbe essere uno spazio specifico, un luogo di accoglienza per tutti coloro che necessitano di avere bisogno di un momento tutto per sé, in un clima di fiducia, di rispetto reciproco e di attenzione all’altro esattamente per come è.

Apertura verso le famiglie “lontane”. Ci siamo chiesti,  infine, come raggiungere quelle famiglie che stanno, per così dire, fuori dal nostro cerchio. Quei padri e quelle madri lontani, quelli che non frequentano i nostri ambienti, i cui figli non vanno alla catechesi  e che comunque vivono sulla propria pelle le difficoltà dell’educare. Come andare loro incontro? Non potrebbero eventualmente i gruppi famiglia della nostra comunità aprirsi e rendersi disponibili ad incontrare quelle famiglie, in particolare quelle che vivono con maggiore fatica il loro compito.

 

Duca Fausto per la “Commissione Comunicazione”.

Gli obiettivi che ci siamo posti in questi 4 anni di lavoro sono stati principalmente 2: apertura e coinvolgimento.

Le informazioni della Parrocchia non devono rimanere o essere condivise solo fra coloro che la frequentano, ma devono essere un chiaro segnale di apertura verso tutti. In una realtà strutturata in Zone Pastorali è poi importante che ci si racconti per salvaguardare l’unità e la partecipazione.

L’opportunità principale per comunicare e coinvolgere è sicuramente l’incontro personale: tutti noi siamo chiamati a diffondere la vita delle Zone e della Parrocchia, non solo i sacerdoti al termine della messa. Ovvio che le informazioni devono essere però chiare e univoche, per evitare anche spiacevoli accavallamenti di eventi; per questo abbiamo a disposizione anche alcuni strumenti:

Voce di Seriate
Il nostro bollettino parrocchiale: dieci numeri a cadenza mensile, che si riceve a casa previo abbonamento.

Due anni fa è stato rivisto nella grafica e nelle rubriche. Il sacerdote di riferimento è don Marcello Crotti, che collabora con una piccola redazione, anche aiutandosi con un iCloud per la revisione on-line degli articoli e delle bozze.

Se il numero delle rubriche fisse è buono, e spaziano dalla psicologia all’educazione, dalla storia passata agli aforismi, bisogna ancora insistere per far raccontare la vita quotidiana della Parrocchia: quello che è successo nel mese trascorso e quello che succederà nel prossimo.

E’ presente anche il calendario mensile delle attività, ma spesso risulta poco popolato: ci si dimentica di far avere per tempo le informazioni (circa 10 giorni prima dell’uscita) oppure le informazioni non sono ancora definite per l’andata in stampa.

Ogni mese le famiglie che lo ricevono sono circa 2000. Anche la società laica lo riconosce come “il giornale di Seriate”, e spesso viene chiesto da associazioni o dall’amministrazione comunale di occupare qualche pagina…

E’ un validissimo e riconosciuto strumento di comunicazione, che va mantenuto all’altezza.

www.parrocchiaseriate.it
Da tre anni è stato rivisto il sito internet della Parrocchia, visitato da circa 200 persone al giorno. Principalmente dà la possibilità di scrivere degli articoli e di gestire il calendario pastorale, che, essendo on-line, ha il vantaggio di essere sempre “fresco” e aggiornato.

Possono pubblicare articoli ed eventi i sacerdoti (in modo diretto) e i referenti di diverse associazioni (salvo approvazione dei sacerdoti e webmasters).

Come per la Voce di Seriate, gli articoli arrivano con il contagocce, e si deve spesso spronare per scrivere qualcosa. Con il calendario va meglio, grazie anche ad una nuova sincronizzazione con un calendario Google gestito dai sacerdoti, di anche se qualcosa ancora sfugge…

Il sito presenta poi una serie di “pagine statiche”, che danno diverse informazioni: orari delle messe, giorni delle confessioni, strutturazione della catechesi e dei sacramenti, i vari momenti di preghiera, i contatti, e tanto altro…

Sempre molto visitate le pagine con le fotografie…

Al sito è poi abbinato un servizio, poco sfruttato, di newsletters e di form per la gestione di iscrizioni a vari eventi.

Per eventi speciali, come il CRE, viene associata una pagina curata dai più giovani legati all’oratorio.

Attraverso il sito ci accorgiamo che sono molte le persone che ci seguono “da lontano”. Magari frequentano poco la comunità, però ti fanno notare l’orario sbagliato di un evento sul calendario a cui hanno partecipato, oppure non trovano qualche informazione, soprattutto legata alle attività di catechesi e/o corsi per genitori in preparazione ai sacramenti, e scrivono una mail per chiederla. Anche i commenti e gli ormai famosi “Mi piace” indicano che i contenuti riportati offrono spunti di interesse e dialogo. Talvolta è capitato di dover gestire anche dei commenti con critiche, ai quali abbiamo sempre dato una risposta. Il confronto, permette a tutti di crescere e mettersi in discussione.

Riprendendo una frase già citata altre volte, il sito web parrocchiale è un’opportunità da cogliere, non un onere o una “cosa in più da fare”. Per tutti: sacerdoti e laici. Deve essere visto come un’occasione di coinvolgimento, un posto dove annunciare e proporre iniziative, dove pubblicare le relazioni delle riunioni, i sussidi del catechismo, …insomma un luogo dove mettere tutto ciò che oggi “riversiamo” su carta o ci diciamo a voce.

Stiamo anche valutando la possibilità di legare al sito un archivio unico di tutti i ragazzi del catechismo e, di conseguenza, delle famiglie coinvolte. La complessità qui sta nel trovare il processo corretto per mantenere i dati aggiornati, per garantirne la consistenza e l’affidabilità in tutte quelle occasioni in cui serviranno. Il flusso di informazioni in Parrocchia è frammentario e non sempre ben organizzato per cui, anche definendo un ottimo processo, se però nei fatti non viene poi seguito in modo corretto e costante da tutte le persone coinvolte, si rischia di fare un buco nell’acqua.

Foglio Settimanale degli Avvisi
Tutte le domeniche viene distribuito nelle chiese un foglio con gli appuntamenti della settimana: ne vengono stampate circa 1300. Lo realizza don Marco, condividendolo con gli altri sacerdoti e qualche laico, attingendo le informazioni principalmente dal calendario del sito.

Calendario Pastorale Annuale
Stampato a fine settembre, riporta gli appuntamenti più significativi della Parrocchia (sacramenti, feste, incontri,…), aiutandola a programmare poi il resto delle attività. Il grosso limite è che non è aggiornabile, e se qualche appuntamento viene cambiato può generare confusione: può capitare che il calendario pastorale indichi una data e il foglio degli avvisi o il sito un’altra.

Per quest’anno la pubblicazione è pensata bimestrale.

Bacheche nelle Zone
Presenti in tutte le Zone, raccolgono le locandine per pubblicizzare gli eventi più significativi. Molte persone non hanno facilmente accesso a internet, quindi sono uno strumento ancora valido e da curare.

Accanto a questi strumenti principali di comunicazione, ne esistono poi svariati che è difficile censire e controllare: pagine FaceBook, mailing list, gruppi di WhatsApp e altro ancora.

Sicuramente hanno la loro funzionalità, anche se non dovrebbe mai capitare che un’informazione passi solo su questi canali, non sempre aperti a tutti.

 

Sergio Pelliccioli per la Commissione “Parrocchia e Zone”

La suddivisione in Zone della Parrocchia di Seriate è stata una iniziativa di Mons. Labindo Serughetti che a tal proposito, stimolando le costituende Zone a darsi un nome e un logo, le invitava a “vedere, giudicare, agire”. Era l’anno 1970.

Sfogliando le “Voci di Seriate” dei primi anni 70 è stato interessante vedere come allora le varie Zone avessero uno spazio proprio su cui scrivere la vita e le iniziative della Zona evidenziando in tal modo l’entusiasmo e la voglia di esserci delle varie Zone.

Si è ricordato  come erano caratterizzate le Zone: formazione catechesi per bambini, ragazzi e adolescenti; la Messa presieduta il più delle volte dal sacerdote di Zona, e il pomeriggio destinato al divertimento e ai giochi di compagnia; pungolata anche dall’assegnazione di un punteggio c’era una sana rivalità tra le Zone che si manifestava nella costruzione di veri e propri prodotti in occasione della Festa del Dono (basti pensare ai carri) alla presentazione di scenette al cinema Cerioli e alle competizioni in gare sportive.

L’esigenza della suddivisione in Zone era stata motivata dall’aumento della popolazione e dall’espandersi del territorio: probabilmente grazie alla suddivisione in Zone Seriate ha potuto mantenere l’unità del paese.

La suddivisione in Zone della Parrocchia agevola il contatto con le famiglie: si presentano alle famiglie di recente residenza delle facce e degli aspetti che riconoscono e incontrano facilmente. Tale situazione può comportare un tale attaccamento alla propria realtà particolare (la propria Chiesa di Zona, i propri catechisti, il proprio prete) che fa perdere di vista l’unità della Parrocchia. Si corre allora il rischio di percepire la Parrocchia come un peso, un ingombro o, peggio una realtà sconosciuta. L’attenzione pastorale dovrebbe al contrario essere sempre  rivolta e attenta all’unità, come una volta quando le chiese periferiche erano piccole ed era facile vedere nella Chiesa Parrocchiale il centro riconosciuto, la Parrocchia, il fulcro della vita cristiana.

A tal proposito è opportuno osservare come le indicazioni pastorali sulle quali ha costruito la sua permanenza pastorale Mons. Angelo Paravisi ruotavano attorno a due precisi concetti pedagogici che in forma di slogan potrebbero essere cosi riassunti. Gli obiettivi che la Parrocchia si doveva dare erano di “costruire comunione nella comunità” e “unità nella diversità”.

Momenti particolari comunitari e significativi dell’unità della Parrocchia rivolti soprattutto alle famiglie sono gli incontri tenuti la domenica pomeriggio per i genitori dei bambini e dei ragazzi che si preparano a ricevere i sacramenti dell’iniziazione cristiana, proposti nella stessa domenica in tre posti differenti; sono presenti, oltre ai sacerdoti, volontari provenienti da varie Zone per la preparazione e la conduzione degli incontri, oltre ad altri che coinvolgono i bambini figli dei partecipanti nella varie attività ludiche così da permettere loro di partecipare serenamente e compiutamente a tali incontri.

Anche le varie feste, quella del patrono ma anche quelle che si tengono nelle varie Zone, coinvolgono volontari delle diverse Zone e permettono alle famiglie di incontrarsi e vivere insieme momenti di spensieratezza e divertimento.

Rimandando alla relazione completa, consegnata ed esaminata tempo fa in un Consiglio pastorale, la storia le peculiarità e i problemi che abbiamo rilevato delle singole Zone, riproponiamo qui invece le considerazioni e le riflessioni emerse durante la nostra analisi.

  • Si è messo l’accento che deve esserci un forte coordinamento tra preti, ci deve essere molta comunicazione tra di loro per dare linee guida omogenee e concordate, non improvvisate; ci sembra importante che soprattutto il parroco, oltre ai curati, continui ad essere disponibile a girare nelle varie Zone.
  • Si è fatto presente come ogni Zona ha un referente, un prete, una figura di riferimento ma non la Zona Luce: da ripensare la figura del curato dell’oratorio? Serve un’altra figura?
  • Curato di Zona: cosa deve fare? Quali sono i suoi compiti? In quali momenti non può mancare? Riteniamo che la sua presenza in Zona sia necessaria e indispensabile, quindi visibile e accogliente, soprattutto quando c’è la catechesi, occasione tante volte unica di incontro con le famiglie.
  • Celebrazione sacramenti: importante che le funzioni si svolgano in Parrocchia come segno di unità ma ciò non deve considerarsi vincolante; esempio: il battesimo e i funerali si ritiene opportuno che vengano celebrati solamente in Parrocchia proprio per valorizzare il tempo dell’ingresso come l’entrata del bambino-fedele nella comunità-Parrocchia e il tempo dell’arrivederci nella vita eterna; così il triduo pasquale e la messa di mezzanotte sono momenti fondamentali di una comunità cristiana e quindi da celebrare comunitariamente e solamente in Parrocchia; i sacramenti della iniziazione cristiana possono essere delocalizzati in altre chiese dove magari la logistica e lo spazio aiutano a contenere la moltitudine dei ragazzi e dei fedeli; importante che tutti i turni di quel sacramento vengano celebrati nello stesso posto e riteniamo significativa, se non addirittura indispensabile, la presenza del parroco a queste celebrazioni delocalizzate per dare il senso dell’unità e della comunità.
  • Importante che certe manifestazioni vengano incastrate secondo l’opportunità di momenti significativi all’interno delle Zone; esempio, l’apertura del mese di maggio fatta a Paderno, perché coincide con l’inizio della festa di quartiere e la chiusura a S. Giuseppe dove è iniziata da poco la festa.
  • Si è rimarcato l’importanza dell’adorazione comunitaria del primo venerdì del mese con esclusione di altre iniziative concomitanti; anche il quaresimale come invito allargato a tutta la comunità si connota come un forte significato unitario.
  • Le difficoltà di mantenere la propria originalità di Zona senza perdere di vista la comunità, le difficoltà di vivere l’appartenenza ad una unica comunità parrocchiale in una realtà grande e complessa come Seriate richiede una doverosa attenzione affinché non si sovrappongano le iniziative di Zona a quelle parrocchiali.
  • Bella e molto significativa l’idea di far partire dalle varie Zone un corteo, una fiaccolata, che raggiunga la Chiesa Parrocchiale in occasione della messa di Natale; così pure i cortei della domenica delle Palme partiti dalle varie Zone hanno dato una impronta di unitarietà, oltre che di festa e allegria come si addice al Figlio del Padre osannato: i problemi della distanza per alcune Zone, della limitata capienza della Chiesa Parrocchiale sono superati dalla suggestione di questo cammino dalla periferia al centro.
  • Ripensare, fare memoria delle esperienze passate per vedere le cose positive da valorizzare e le cose negative da rivedere: mantenere la memoria risulta difficile soprattutto quando c’è un cambio in blocco dei sacerdoti: ci si augura che il cambio sia graduale e parziale.
  • Come evitare che una potenziale ricchezza diventi un peso? Come evitare che le Zone diventino contrade tra loro concorrenti?
  • Varie iniziative possono essere peculiari di qualche Zona, non serve che si abbiano le stesse caratteristiche, anzi, la diversità aiuta a offrire iniziative diverse che toccano persone diverse: importante valorizzare ciò che è presente in Zona aprendo a tutta la comunità gli spazi e le strutture senza ritrosie e gelosie.

 

Maria Antonietta Gusmini per la Commissione “Liturgia”

  1. La Commissione Liturgia nasce il 20 Gennaio 2012 su incarico del Consiglio Pastorale del 19 Dicembre 2011 con 18 laici e 1 sacerdote di riferimento (don Stefano).
  2. La Commissione nel 2011/2012 si è riunita 5 volte.
  3. TEMATICHE (in ordine alfabetico) proposte per la riflessione (giugno 2012).

 

  • Adorazione
  • Animazione Liturgica (cerimonia, cantori …)
  • Avvisi per le varie esigenze – celebrazione ospedale (6° Zona)
  • Battesimi (e quelli privati?)
  • Chierichetti (ministranti)
  • Comunione: Come si accede? Come si prende la particola?
  • (Ai bimbi in bocca e sulle mani dalla Cresima)
  • Confessione
  • Coordinamento corali più o meno spontanee
  • Decoro chiesa parrocchiale e fiori (chi c’è e cosa fa)
  • Famiglie con bimbi piccoli nelle celebrazioni
  • Funerali
  • Gestualità e segni ben spiegati (postura)
  • Lettori
  • Matrimoni
  • Orari e numero messe (celebrazioni eucaristiche)
  • Prima Comunione e altri sacramenti
  • Segnalazioni ammalati – Ministri straordinari (Eucaristia)
  • Silenzio in chiesa prima della messa (ascolto)

 

URGENZE

  • CANTORI E LETTORI: chi li raccoglie, li educa e li guida?
  • MINISTRI STRAORDINARI: chi li raccoglie, li educa e li guida?
  • ASSEMBLEA ADULTA: necessità di un percorso (anche spicciolo) di spiegazione dei SEGNI NELLA LITURGIA (nella celebrazione stessa, Voce, avvisi).
  • Percorsi nei tempi forti non solo per i bambini.
  • CREARE COLLEGAMENTO fra Gesti Pastorali-catechesi-liturgia
  • Un pensiero forte su BATTESIMI-FUNERALI-MATRIMONI-CONFESSIONE a livello celebrativo
  1. La Commissione nel 2012/2013 si è riunita 8 volte
  1. E’ maturata in seguito la necessità di:
  • un censimento: CHI, COSA, QUANDO, DOVE (Per coinvolgimento di nuove persone e per organizzare il servizio liturgico)
  • avere un sacerdote di riferimento per ogni ambito (per garantire RELAZIONE E COMUNIONE tra i vari gruppi delle diverse Zone). Rimane ovviamente il contatto con il proprio sacerdote di Zona (per l’ASPETTO PRATICO ORGANIZZATIVO)
  1. (inizio del 2013/2014) la COMMISSIONE organizza il CONVEGNO LITURGICO PARROCCHIALE del 14/09/2013 (adesione numerosa inaspettata. Soddisfazione dei partecipanti)
  1. (novembre 2013) coinvolgimento per la partecipazione agli incontri vicariali a GORLE e con il VESCOVO del 23/01/2014
  1. (febbraio 2014) QUESTIONARIO per raccolta dati animatori liturgici: consegnato ai sacerdoti per approvazione. (rimasto bloccato sino al settembre 2014)
  1. In seguito, per tensioni interne ed esterne, la Commissione non si è più ritrovata
  1. (settembre 2014) (extra Commissione) si è comunque fatta una RACCOLTA PARZIALE dei dati sugli animatori di liturgia

ATTIVITÀ CONCRETE  REALIZZATE

  • Nuovi libretti canti uguali per tutti
  • Pillole di “tematiche di liturgia” sulla “Voce” e sito
  • Indagine “chi c’è e cosa fa” in attesa di sintesi
  • Percorsi nei tempi forti non solo per i bambini

DIFFICOLTÀ SEGNALATE – ITER OPERATIVO

Di fronte alle varie problematiche che appaiono con chiarezza, spesso non sappiamo come muoverci per gestirle. Si Sente il bisogno di definire un iter operativo. La proposta che nasce all’interno della Commissione, per diventare operativa, da chi deve ricevere un imprimatur di opportunità? Dal parroco? Da tutti i sacerdoti? Dal consiglio?

Vengono poi allegate quattro relazioni redatte della Commissione nel corso di questi anni.

 

Luigi Chiodini per la Commissione “Feste Parrocchiali”

La Commissione Parrocchiale Feste nasce in Consiglio Pastorale insieme ad altre commissioni per “regolamentare” una realtà già esistente. In ogni Zona è inoltre presente un comitato che si preoccupa di gestire la festa di Zona. Il coordinamento di tutte queste feste è affidato ad un Comitato feste, “figlio” della Commissione, a cui partecipano delegati Zonali e alcuni membri del CPaP.

Indicativamente le feste nelle Zone sono cosi distribuite:

  • la festa della Zona Serena il 26 aprile
  • la festa di Paderno, a inizio maggio per terminare la seconda domenica, festa della mamma
  • la festa di san Giuseppe dalla terza settimana di maggio fino alla prima settimana di giugno
  • la festa di Comonte dalla terza settimana di giugno per 10 giorni
  • la festa del Santissimo Redentore nelle ultime tre settimane di settembre

Le feste delle diverse Zone della Parrocchia di Seriate, per vari motivi, hanno da parecchio tempo un significativo impatto sia sulle attività parrocchiali che su quelle civili della città di Seriate.

Preso atto di ciò si è ritenuto opportuno “sfruttare” al meglio questa situazione ed utilizzare tali eventi per un’azione pastorale coordinata.

Gli obiettivi della Commissione sono:

  • sviluppare il tema pastorale con modalità e linguaggi che non sono propri della stretta cerchia parrocchiale: attività ricreative, proposte culturali, sinergie con altre associazioni.
  • creare un coordinamento fra i collaboratori anche per l’utilizzo delle attrezzatture.
  • dare un’immagine di continuità fra le varie feste di Zona.
  • portare avanti la formazione dei collaboratori tramite stili di vita e proposte mirate (quindi una formazione più legata all’aspetto pratico che a quello teorico, l’ambizione alta è quella di vivere il Vangelo).
  • stimolare i fruitori delle feste con proposte sociali e culturali relative a temi cari alla nostra comunità cristiana: attenzione all’ambiente (uso di stoviglie di ceramica e presenza della casetta dell’acqua), attenzione all’emarginazione, sobrietà.

Il percorso fatto ha permesso, se non di raggiungere, quanto meno di guardare molto da vicino diversi degli obiettivi prefissati.

Resta comunque il fatto che quelli fissati sono obiettivi di ampio respiro che vanno calati di anno in anno nel contesto specifico e non si possono mai considerare raggiunti definitivamente, ma vanno “inseguiti” continuamente.

Quello che ci attende a breve è la verifica del percorso fatto nel 2015 e contemporaneamente buttare lo sguardo su quello che ci attende per il 2016.

 


Don Mario apprezza la carrellata della Commissioni, che hanno sintetizzato in 30 minuti il lavoro di questi anni e la situazione della Parrocchia in certi ambiti. Sottolinea come emerga bene la volontà di lavorare con un certo stile, non a caso. Per ogni Commissione sottolinea poi un aspetto:

Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato: sarebbe interessante lavorare per curare i rapporti con le altre religioni presenti a Seriate, che coprono quasi il 20% della popolazione.

Educare oggi: centrale, come già ricordato ai catechisti, il problema del coinvolgimento dei giovani. Sembra che i due mondi (adulti-giovani) abbiano due linguaggi simbolici diversi.

Comunicazione: il Sito e il Bollettino sono le nostre vetrine. Saranno da definire dei criteri per attirare di più le persone.

Parrocchia e Zone: siamo una Parrocchia “Profetica”, l’ha definita così anche il Card. Martini. Abbiamo anticipato la formazione delle Zone Pastorali. Dobbiamo continuare fra le fatiche: non è facile creare sinergia; dovremo anche ripensare l’organigramma dei curati. Il Parroco è naturalmente chiamato a visitare, incoraggiare… le diverse Zone.

Liturgia: c’è un’attenzione già esistente, ma è un cantiere in attesa di precisare alcuni rapporti. Alla liturgia mi piacerebbe dedicare la catechesi dei tempi forti: sospendere alcune attività per lavorare si concetti comuni.

Feste Parrocchiali: bella la volontà di creare sinergie fra Zone e Territorio. Dobbiamo riuscire a mettere ben in evidenza la parte formativa oltre che ricreativa.


Don Mario dà poi la sua idea di CPaP a Seriate, una Comunità grande che rischia il frazionamento: per evitarlo il CPaP deve essere il luogo dell’unità, il tentativo di fare una riflessione unica, come fosse il Parlamento della Parrocchia. E’ il luogo dove si pensa, si riflette e si elabora la pastorale, dove si portano le problematiche e si indicano le priorità. Deve produrre le riflessioni per tutti i gruppi e le persone che lavorano in Parrocchia. Non è un luogo di formazione, quella è importante ma si fa in altre situazioni. Il CPaP è il motore della Parrocchia che muove tutto il resto.

Maria Rizzi, rafforzata da Marzio Pallini ed Evelino Rossoni, sottolinea la visione data al CPaP dal parroco: pastorale più che formazione.

Gianantonio Farinotti ricorda che, peraltro, nella lettera di Don Gino ai membri del nuovo CPaP nel giugno 2011, c’era un contributo di don Sergio Colombo in cui si sottolineava l’accento pastorale del CPaP. Propone poi che si valuti una modalità di lavoro in cui le questioni da porre non vengano avanzate solo dalle Commissioni, ma anche dai singoli membri. Evidenzia infine che:

  • in rapporto agli obiettivi che il CPAP si dà occorre dotarsi di una frequenza di incontri consona (bastano 5 incontri l’anno?)
  • è presente, a volte, uno scollamento fra le proposte fatte in seno al CPaP e la loro effettiva realizzazione.

Attilio Rossoni dice che se il CPaP è il motore, ci deve essere anche l’albero di trasmissione per funzionare. Spesso in passato le proposte del CPaP non hanno trovato strada.

Don Mario afferma che è fondamentale il collegamento fra il CPaP e la Comunità. Se si sceglie un orientamento deve essere portato avanti con forza da tutti.

Leandro Pirovano condivide il taglio prettamente pastorale del CPaP, è l’unico modo per far camminare unita una comunità così complessa come la nostra. Deve dare gli indirizzi, poi ogni realtà cammina con il suo passo, con la cadenza che la contraddistingue, ma nella direzione indicata. Le Feste Parrocchiali sono un bel esempio: c’è un tema che le unisce, poi ogni Zona lo adegua alle sua realtà.

Angelo Paganessi sostiene che nelle relazioni sentite stasera ci sono tanti spunti per imbastire i prossimi CPaP.

Don Mario sostiene che è importante definire le priorità, le risorse non sono infinite: cosa conta di più?

Marco Zucchelli dice che i problemi principali non sono gli obiettivi, ma i metodi. Come far convivere i diversi organismi fra loro? Come fare sintesi? Anche nelle singole Zone questi problemi emergono.

Don Mario riconosce questi problemi: insieme troveremo delle soluzioni.

Giovanna Sottocornola ricorda che il 4 ottobre si apre il Sinodo della Famiglia e propone di sottolineare la cosa in qualche modo in Parrocchia.

Alberto Pinetti rammenta che per il Sinodo verrà celebrata una S. Messa sabato 3 ottobre alle ore 21,00 presso la Chiesa di S. Alessandro in Colonna.

Evelino Rossoni ricorda anche l’incontro di preghiera di sabato 3 a Milano.

Don Stefano riporta che il Vescovo ha chiesto a tutte le Parrocchie una messa per il Sinodo e una per le Famiglie.

Don Mario, da tre giorni a Seriate, per ovvi motivi non è riuscito a pianificare ancora tutto, ma in futuro si troverà con il gruppo liturgia.

Ivana Belotti chiede concretamente come lavorerà in futuro il CPaP.

Don Mario si troverà a breve con la Segreteria del CPaP per vedere le linee future.

Maria Antonietta rammenta che il Gruppo Liturgico avrebbe bisogno di nuove forze.


L’incontro si conclude alle ore 22.45.

 

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