Hai tempo o hai l’orologio?

II Domenica di Quaresima C
La nostra vita è come un museo pieno di opere d’arte, pezzi di grande valore, a volte capibili, altre volte meno, bellezze da contemplare, colori da cui lasciarci avvolgere. Ma troppo spesso in questo museo manca la luce. Se siamo al buio, non serve a nulla avere opere d’arte. Andiamo a tentoni, intuiamo qualcosa da pallidi spiragli, ci muoviamo incerti o, peggio, andiamo a sbattere qua e là.

Il Vangelo di oggi arriva a provocarci proprio su questo: prima la fatica della salita, poi Gesù che si illumina e Pietro che, nella nube, dice: “È bello per noi essere qui!”. Come gli Apostoli anche noi davanti a Dio e alla vita quante volte ci troviamo in una nube, intuiamo ma non capiamo, sentiamo qualcosa ma non vediamo nulla.

Fare Quaresima è accogliere l'invito a cercare la luce entrando nella nube, senza spaventarci o scoraggiarci, per poter dire: è bello Signore stare qui, in questa vita! Fare Quaresima è scoprire la bellezza della nostra vita.

Il Signore ci invita ad essere seri, non ad essere tristi. Serietà e tristezza sembrano molto simili, in realtà tra loro c’è una distanza abissale di valore. Questo ci rimanda a due modi di usare il tempo. (Ogni riferimento a persone è puramente casuale). L'impiegato statale ha l'orologio, l'artigiano ha il tempo.

C’è il modo di usare il tempo dell’impiegato statale: ha il suo orario fisso, lavori tanto o lavori poco, alla fine il suo stipendio è sempre lo stesso. È il guardare l’orologio dicendo: quanto manca? C’è invece il modo di usare il tempo dell’artigiano: più lavora e più guadagna; più si dà pause e più ci perde. Ogni istante diventa prezioso perché è ricco ed arricchente e allora guardi l’orologio dicendo: forza! il tempo vola!

Gli antichi greci avevano due termini per indicare il tempo: "kronos" che è il tempo metrico, asettico, dell'orologio e "kairos" che è il tempo favorevole, l'occasione opportuna, quello che corre nella gioia e non passa nell'attesa. La Quaresima è un tempo ma chiediamoci è kronos o kairos? L’abbiamo iniziata da impiegato statale come kronos? Un piccolo sacrificio, un po’ di pesce al venerdì ed è fatta. Oppure stiamo vivendo la Quaresima da artigiani come kairos? E allora mi chiedo come rendere utile questo tempo? Come posso rendere ogni istante favorevole e ricco per me?

Questo è il senso della Quaresima e della penitenza: un invito alla serietà e non alla tristezza. La penitenza non è un dovere alla dieta ma un impegno al meglio. Dovremmo imparare a fare delle scelte chiedendoci: mi fa migliorare? Come può illuminare le opere d’arte del museo della mia vita?

Diceva Gandhi: "l’uomo si distrugge con la politica senza principi, l’uomo si distrugge con la ricchezza senza lavoro, l’uomo si distrugge con l’intelligenza senza carattere, l’uomo si distrugge con gli affari senza morale, l’uomo si distrugge con la scienza senza umanità, l’uomo si distrugge con la religione senza la fede". Dice Gesù: "L'uomo si costruisce con una nuova società dell'amore: scendiamo a valle!".

Siamo fratelli perché abitanti di una casa e di una città concreta. Questa è la base di ogni impegno per la Quaresima: usare al meglio il nostro tempo, per ottenere un di più. Smettere di fare i cristiani tristi e cominciare a fare i cristiani seri, perché ci siamo guardati dentro e davvero è bello essere qui in questa nube luminosa. È questione di kairos, di tempo opportuno e favorevole da cogliere.

Prova a fare digiuno di qualche cosa che ingolfa il tuo orologio per trovare tempo opportuno (kairos) per chi davvero tiene a te: la tua famiglia, chi ami, Dio, gli amici, te stesso. Questo è un impegno serio e non triste come le sogliole al venerdì, che in Quaresima cambiano il piatto ma non la vita.

Questo articolo è stato pubblicato in CELEBRAZIONI, PASTORALE da Mons. Giulio Dellavite . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

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