Guarda che ti voglio bene

Si sta avvicinando il natale…
Nel periodo dell'Avvento, molti bambini hanno partecipato alla preghiera del mercoledì mattina a san Giuseppe, sfidando il freddo di questi giorni. Tra tutte le cose belle il loro coinvolgimento, nonostante mezzi assonnati.

L'atmosfera, la preghiera, il fare colazione, lo stare tutti insieme,… ma quando ci si incammina per andare a scuola, sia per i bambini che per chi li accompagna, è tutto diverso dagli altri giorni.
I bimbi di seconda, prima di partire per la scuola, dicevano tra loro: "perché l'Avvento è quasi finito? Non è giusto, proviamo a chiedere se si può allungare il calendario. Altrimenti i mercoledì mattina insieme finiscono…" ci vorrebbero mille parole, mille discorsi per poter spiegare tutte le emozioni che provano i bambini nel fare questo percorso insieme.

Lo è anche per noi adulti, ma tante volte cerchiamo di nasconderlo, di non darlo a vedere.
Non servono discorsi difficili o lunghi, lasciarsi coinvolgere in qualcosa di bello non può far male a nessuno.
A cosa serve far finta di avere un cuore di pietra quando poi alla fine non è cosi? Crescendo si acquistano tante cose (belle a volte, un po’ meno altre) ma ne perdiamo alcune importanti; la spontaneità, la gioia di stare insieme a di condividere la vita insieme ad altre persone le si perdono un po’ crescendo, però, se ci pensiamo bene non è poi cosi complicato e non c'è un giorno preciso o un'ora per potersi dire: guarda che ti voglio bene…

 

Daniele Rottoli

 

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