Invito per il 1° maggio

“Emergenza lavoro fuori controllo”.
“Un milione di licenziati nel 2012:
aumento del 14% rispetto al 2011”.
Ma  il problema vero non è quello dei licenziamenti:
semmai è quello delle assunzioni.

"Che non ci sono”.

Primo maggio. Si può ancora, nel 2013, parlare di festa del lavoro? Si può ancora festeggiare la conquista sacrosanta dei diritti per la dignità dei lavoratori, là dove le fabbriche chiudono, dove la fiducia del domani è messa a dura prova, dove metter su famiglia pare quasi proibitivo, in un Paese in cui chi si è presentato per governare sembra pensare a tutt’altro?

Primo maggio. Sì, noi non vogliamo lasciar morire questa ricorrenza, perché il nostro Paese, ce lo dice la nostra Costituzione, è fondato sul lavoro, perché senza il lavoro l’uomo perde anche la propria dignità, perché vogliamo essere vicini a chi è maggiormente in difficoltà a causa di questa crisi, perché non vogliamo lasciar morire la speranza di risalire dalla china che stiamo percorrendo.

Primo maggio. Per noi è anche la festa di san Giuseppe, patrono dei lavoratori. Ecco, Giuseppe appunto, un santo che forse abbiamo messo un po’ da parte. Eppure egli è proprio un esempio limpido di fedeltà e di fiducia. Fedeltà ai valori (famiglia, amore coniugale), fiducia in Dio e quindi nel futuro.

Poveri pensieri quelli  espressi, ma che ci possono aiutare a riflettere sulla nostra posizione, sul nostro pensiero ed agire quotidiano.

INVITO

1° maggio 2013

ore 9,00 – S. Messa presso la Chiesa di San Giuseppe
(con benedizione tessere dei soci Acli)

ore 10,15 – incontro con il parroco mons. Gino Rossoni al Circolo Acli
tema: le nuove povertà a Seriate

ore 13,00 – pranzo presso l’Oasi7 (Antegnate)
 costo pranzo € 23,00 (prenotazione entro il 24 aprile)

Quel giorno raccoglieremo contributi per le emergenze individuate dalla Caritas Parrocchiale.

Cordialmente

Federico Pozzi
Presidente del Circolo

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