Greccio 1223: “Venne fra la sua gente”

Gran freddo oggi come nel 1223, quando san Francesco volle inscenare la natività.
Non solo la temperatura ha fatto da collante fra passato e presente, ma lo stesso desiderio di comunicare a tutti la gioia per la nascita di Gesù.

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Ecco il testo scritto dal nostro parroco, don Mario, e messo in scena nella parrocchiale al termine del corteo del magi. 

Greccio 1223: “Venne fra la sua gente”

Francesco: Sai Leone che fa davvero freddo stasera? Brr…….Sono quasi congelato!

Leone: Non mi direFratello gelo si sta divertendo… ma non diverte certo noi.  Se continua così, Francesco, verrà pochissima gente stasera.

Francesco: Verranno, verranno… e penso che saranno tanti… A proposito: ieri sera, dopo compieta, ho riletto un’altra volta il brano della nascita di Gesù, quella raccontata da Matteo. E’ proprio breve… ma bellissimo. E così mi è venuta una bella idea… e poi ci ho pensato tutta notte.

Leone: Siamo fritti: un’altra delle sue trovate… Quando dice “mi è venuta un’idea c’è da preoccuparsi…

Francesco: Che cosa hai detto?

Leone: Niente, niente. Sono ansioso di sentire che cosa ti è venuto in mente…

Francesco: Le persone di Greccio, come tutti gli uomini di questo mondo… hanno bisogno di “segni” e di cose concrete per riuscire a vivere bene la loro fede. Non credi?

Leone: Hai ragione ma che cosa c’entra questo con il Natale?

Francesco: Pensando a questo mi sono allora detto:  perché non aiutare le persone a “vedere”, a “sentire”, e anche a “toccare” la nascita di Gesù?

Leone: Vedere, sentire, toccare la nascita di Gesù? Secondo me ha fame… parla a sproposito… Ma Gesù è nato molti secoli fa Francesco!!!! Forse pensi che potremmo far vedere alle persone dei quadri che raffigurano!

Francesco: Ma no! Vorrei proprio riprodurre questo avvenimento… con delle persone in carne e ossa… e così passare dal racconto a qualcosa di vivo…! E’ uno dei modi per rendere attuale la sua nascita…  Così aiuteremo tutti, grandi e piccoli, a capire che Gesù è nato anche per noi.

Leone: Lo sapevo! Quando ha qualche attimo di tempo per pensare… sono sempre in arrivo un sacco di guai e un mare di lavoro! Ma le inventi proprio tutte!!!

Francesco: Ma no… Non è poi così difficile: si tratta solo di chiedere ad alcune persone di rappresentare i vari personaggi: Maria , Giuseppe, i pastori… Bisognerà anche trovare dei vestiti adatti e così… Greccio per una notte diventerà Betlemme e poi….!

Leone: Una cosa da niente. Calma, calma Francesco… fra Guido…. fra Giovanni….

Fra Guido: Che cosa è successo? Qualcuno sta male?

Leone: Io sto male! Sta per succedere un disastro carissimi! Sapete cosa vuole fare il nostro caro Francesco? Vorrebbe rappresentare la nascita di Gesù con delle persone viventi? Non ce la faremo mai! E vorrebbe farlo subito! Diteglielo anche voi di usare il racconto dei vangeli… Come abbiamo sempre fatto…

Guido: Certo, abbiamo sempre fatto così….  Però secondo me Francesco hai avuto proprio una bella idea: farà colpo sulla gente!

Leone: Ma non abbiamo neppure la capanna e qui non ci sono grotte!

Francesco: Nessun problema per questo! La capanna c’è! Qual è il luogo nel quale Gesù nasce ogni giorno?

Giovanni: La chiesa… Ma certo come abbiamo fatto a non pensarci prima… Hai proprio ragione Francesco: nel nostro tempo la capanna è la chiesa…. E la culla è l’altare!

Francesco: Bravo Giovanni! Vedi che hai capito?

Leone: E se capisci tu….!

Giovanni: E dai Leone… Io, però, se facciamo la rappresentazione della nascita di Gesù la culla la voglio lo stesso, altrimenti che natività è?!

Francesco: E va bene Giovanni.

Leone: E cosa volete ancora: compriamo anche gli angeli, il bue, l’asino… Visto che ci siamo prendiamo anche i pastori…..

Francesco: Ma dai Leone non fare lo scorbutico che non lo sei… Proprio tu che di solito ti diverti a descrivere le molte cose nuove che facciamo e che ci succedono… Quando mai avresti una occasione migliore di questa… Pensa: fare da cronista alla prima rappresentazione del Natale!

Guido: E quello che scrivi, se fai le cose bene, potrà servire anche a molte altre persone…. Pensa che nei secoli il tuo racconto potrebbe ispirare il desiderio di fare anche loro questa rappresentazione…

Leone: Mi avete convinto. Vado a prendere il calamaio! Poi vi darò una mano a trovare i personaggi.

Francesco: Noi invece, coraggio fratelli, diamoci da fare per preparare una casa degna al Re che sta per nascere.

Giovanni: E per i personaggi come faremo?…

Francesco: Ognuno di noi dovrà trovare qualcuno: adesso ci metteremo d’accordo. All’opera!


 Francesco: Venite… non dovete aver paura.

Giuseppe: Ma che cosa dovremo fare?

Francesco: Niente. Dovrete rimanere, fermi davanti all’altare.

Maria: Ma non abbiamo avuto il tempo di prepararci… non abbiamo avuto neppure la possibilità di mettere i vestiti della festa. Come faremo se ci guarderanno tutti: che vergogna.

Francesco: Nessun problema. Abbiamo qui due tuniche che dovrebbero andarvi bene. Per te Giuseppe c’è anche un bastone: eccolo. Adesso mettetevi accanto alla culla.

Giuseppe: Ma noi non siamo degni di rappresentare Giuseppe e Maria.

Francesco: Ma voi credete che Maria e Giuseppe si ritenessero all’altezza del compito che era stato affidato a loro? Io credo di no. E perché accettarono, vi chiederete?

Maria: Perché erano disponibili a fare bene ciò che aveva pensato per loro il Signore.

Francesco: Bravissima Maria. E’ la stessa cosa che viene chiesta a voi: essere disponibili per la nascita di Gesù.

Giuseppe: Ma questa disponibilità a fare la volontà di Dio non dovrebbero averla tutti.

Francesco: Appunto, quindi anche voi. Coraggio: sistematevi che il tempo stringe. Speriamo che arrivino presto anche altri amici a farvi compagnia.

Leone: Lo so che è una cosa strana e insolita, lui ci tiene tanto!

1° Pastore: Ma io sono solo un pastore e normalmente mi prendo cura delle mie pecore, le porto al pascolo…. Non so fare niente!

Leone: Per questo vi abbiamo invitato stasera: non dovete fare proprio niente!

2° Pastore: Le inventate tutte. Perché non fate fare questa cosa a qualcuno che ha studiato: per esempio all’Ubaldo che ha fatto l’università e dice di saperla lunga.

Leone: E tu pensi che i pastori chiamati dall’angelo la notte di Natale fossero dei laureati? Perché il Signore li ha voluti accanto a sé?

1° Pastore: Che bello quello che hai detto. Mai hai ricordato che noi siamo poveri e anche indegni di avvicinarci a Gesù ma Lui ci ha invitato lo stesso. Del resto se Gesù volesse accanto a se solo delle persone perfette…  però secondo me rischierebbe di rimanere da solo: sono poche sai le persone degne del suo invito!

Leone: Bravo, Matteo hai capito tutto. Lui è venuto per tutti: sani ma soprattutto ammalati.

2° Pastore: E’ nato per chi si sente piccolo e povero, per chi gli chiede, per chi soffre…. tra questi ci sono certamente anche i bambini.

1° Pastore: Allora che cosa dobbiamo fare Leone?

Leone: Ricordate le parole dell’angelo? “Oggi è nato per voi il salvatore. Vedrete un bambino avvolto in fasce in una mangiatoia!”. Andate a vedere… Poi quando lo riconoscete, inginocchiatevi davanti a Lui per adorarlo.


Giovanni: Eccomi qua. Mentre camminavo pensando a chi invitare mi sono ricordato di una parabola raccontata da Gesù: parlva degli invitati alle nozze dicendo che molti avevano rifiutato e così il padrone aveva mandato i servi a invitare tutti quelli che erano nelle strade… E allora ho invitato anch’io tutti quelli che ho incontrato…

Leone: Ma sei matto? E adesso dove li mettiamo?…. E poi come facciamo a vestirli?

Francesco: Leone, Leone…. non sarai anche tu come Filippo e Andrea? Ricordi come protestavano con Gesù: “Dove troveremo il pane per sfamare tanta gente?” Pensi forse che Gesù bambino abbia mani troppo piccole per abbracciare tutti? Sai cosa faremo per il vestito? Non li vestiremo proprio perché in questo modo ricorderemo che Gesù nasce anche oggi: saranno gli spettatori del nostro tempo, quelli che mostrano che ci siamo anche noi alla nascita.

Giovanni: E’ quello che ho pensato io. Per questo ho esteso l’invito a quelli che volevano. C’è una cosa però che voglio dirvi perché mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca.

Francesco: Che cosa Giovanni?

Giovanni: Che diverse persone hanno rifiutato l’invito

Guido: E’ la storia che si ripete: l’uomo, nonostante gli vengano insegnate tante cose, ripete spesso i suoi errori! Anche oggi molte persone alla festa della salvezza e della nascita di Gesù preferiscono i buoi, la casa, il potere…. e tante altre cose.

Francesco: Penso che almeno alcuni, quando fanno questo, sentono nel cuore una grande tristezza. Anche se non lo dicono. E’ una tristezza che in queste feste si fa ancora più forte e li rende vulnerabili… nonostante abbiano tutto.

Giovanni: Affideremo alle persone che ho trovato l’incarico di pregare e di ricordare tutti quelli che non vogliono o non riescono a credere.

Francesco: Venite amici.

Leone: Ora siamo al completo. Sai Francesco: io ero scettico sulla tua idea ma devo dire che l’insieme è proprio suggestivo, mi sta quasi commuovendo. Mi piace. Intanto che questa scena si riempiva mi è venuta un’idea per chiamare questa scena: la chiameremo “il presepe”.

Francesco: Bravo Leone… Ma… Leone stavamo prorpio per combinarne una bella.

Giovanni: che cosa è successo?

Francesco: Non vi siete accorti che manca il protagonista… manca il Bambino. Forse però è un bene che sia rimasto l’ultimo del nostro… come si chiama Leone?

Leone: Presepe, Francesco

Francesco: Va beh: presepe. E’ un bene perché così Gesù, arrivando, troverà tutto pronto. 

Leone: Vado io a cercare il Bambino

Guido: Fra Leone sembra sempre così burbero ma poi si commuove e spesso, quando vive certe cose, si entusiasma.

Giovanni: Chissà dove sarà andato a prendere il bambino: ormai è sera e fa freddo.

Francesco: L’avrà visto prima, quando è andato a invitare i pastori. Speriamo che lo trovi altrimenti dovremo pensare a qualche altra soluzione… potremmo costruire una statuetta… Ma non è la stessa cosa!

I bambini e poi le donne: Eccolo, eccolo.

Fra Leone: Zitti che ho trovato un bimbo… ma dorme. Tieni Francesco mettilo tu nella mangiatoia; io dopo aver dubitato non potrei. Al massimo poteri fare l’asino o il bue.

Francesco: Non preoccuparti Leone, davanti a Gesù non ci sono questi problemi: in casa sua c’è posto per tutti e Lui è pronto ad accogliere tutti. Deponi tu il bambino, noi ti accompagneremo con la preghiera. Laudato sii mi Signore perché si rinnova il mistero della salvezza e il tuo figlio è nuovamente in mezzo a noi. Laudato sii mi Signore per la grazia tua che ci offri.

Tutti frati insieme: Fa che ogni uomo possa lodare e cantare questo momento e la pace che tu doni regni in ogni cuore e nel mondo intero.

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